Sabato 20 Aprile 2024

Bugo: “Voglio che il pubblico mi prenda sul serio”

Il cantautore racconta il nuovo disco ‘Per fortuna che ci sono io’ e spiega: “Ho vissuto momenti molto difficili”

Bugo presenta il nuovo album 'Per fortuna che ci sono io'

Bugo presenta il nuovo album 'Per fortuna che ci sono io'

Bugo è tornato. E lo ha fatto con il nuovo disco 'Per fortuna che ci sono io', uscito oggi venerdì 15 marzo. Un album nel quale Cristian Bugatti, in arte Bugo appunto, mette tutto se stesso e non solo. In 'Tito', ad esempio, c'è anche il figlio.

Bugo, come è nato 'Per fortuna che ci sono io'?

"Ho iniziato a registrarlo nel gennaio del 2022 dopo il Festival di Sanremo del 2021. Avevo chiuso i rapporti con la casa discografica, volevo che il disco fosse un'àncora di salvezza per me. Abbiamo registrato tutte le canzoni in sei-sette mesi".

Lo ha definito un disco "motivazionale", perché?

"La musica mi fa stare meglio, mi motiva. Io avevo bisogno di trovare più serenità e integrità, tutta la musica dovrebbe nascere per far star bene gli altri. Tutti i dischi dovrebbero essere motivazionali. Arriva dopo tre anni molto difficili per me legati al Festival di Sanremo e alla pandemia e per questo è ancora più motivazionale".

Musicalmente che tipo di album è?

"Tutti i miei dischi hanno sfumature sonore diverse, mi è sempre piaciuto raccontare i diversi stati d'animo. Non ci sono sovraincisioni, niente è realizzato a computer. Anzi, è tutto analogico. Mi piace molto la musica degli altri, ascolto tanto e mi lascio influenzare. Il suono è nato molto spontaneamente, ma la creatività non è mai soltanto spontaneità. E' frutto di ascolti, di mestiere".

Quello che si sta lasciando alle spalle è stato un periodo particolarmente difficile, quale è stato il contributo della sua famiglia?

"Senza il loro amore avrei patito molto di più il dolore che ancora non riesco a superare. L'amore per mia moglie e per i miei figli, l’attaccamento alla musica come salvezza. Devo tutto alla mia famiglia, agli affetti che sono sempre stati sacri per me. Sbaglio tanto anch’io e infatti 'Bilancio di coppia' è stata una delle canzoni più difficili da realizzare, ho impiegato tanto tempo a scriverla. A mia moglie qualcosa non stava andando bene nel nostro rapporto e volevo raccontare questo sentimento. Le canzoni sono delle Polaroid di quel momento particolare".

Ha partecipato a Pechino Express, lo rifarebbe?

"Sì, anche se è stato bello solo perché ho partecipato con il mio migliore amico Cristian Dondi. Altrimenti non avrei accettato, perché in quel modo ho potuto far vedere lati di me diversi da quelli che mostro con la musica".

Una cifra distintiva dei suoi album è sempre almeno una traccia strumentale, perché?

"Ogni tanto nei miei dischi ho bisogno di non parlare, mi piace il silenzio delle parole. Libertà per me vuol dire rimanere integri. Che non vuol dire fare quello che voglio. La libertà comporta sempre la responsabilità nei confronti degli altri, la musica deve essere un grido di libertà comunque. La serenità è libertà. Per me lo è la musica in generale".  

Cosa augura a questo disco?

"Che il pubblico mi prenda sul serio. Voglio essere giudicato per la musica e non per il contorno. 'Per fortuna che ci sono io' è un modo per dire che se si stanno vivendo delle difficoltà bisogna alzare la testa e bisogna per forza affermare 'Per fortuna che ci sono io'. Rispetto, libertà, amore, fedeltà, integrità non devono essere dimenticati. Sono questi i concetti, le cose vere da tenere sempre a mente"

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