Jeremy Allen White sì, FKA Twigs no. Scoppia la guerra delle mutande Calvin Klein in Gran Bretagna

FKA Twigs è rappresentata come "oggetto sessuale stereotipato" secondo l'Advertising Standards Authority britannica e vieta i cartelloni pubblicitari con la sua foto mentre Jeremy Allen White è virale. "Usati due pesi e due misure" dice la cantante

Jeremy Allen White e FKA Twigs: le due pubblicità fanno discutere

Jeremy Allen White e FKA Twigs: le due pubblicità fanno discutere

Roma, 13 gennaio 2024 – Se è l'attore statunitense Jeremy Allen White, lo chef Carmy Berzatto di "The Bear", a spogliarsi mentre sale sul tetto di un palazzo di New York, rimanere in boxer Calvin Klein, mostrare un corpo scolpito e lasciarsi andare su un divano mentre in sotto fondo Lesley Gore sta cantando "You don't own me, I'm not just one of your many toys", va tutto bene. Se è la musicista britannica FKA Twigs – in passato ha collaborato con The Weeknd, l'anno scorso ha pubblicato il brano "Jealousy" il cui video su Youtube oggi conta 3,8 milioni di visualizzazioni – a posare per il marchio di intimo, sguardo fiero rivolto alla camera, bocca socchiusa e camicia appoggiata su una spalla, il corpo seminudo, si tratta di "un oggetto sessuale stereotipato". Con questa motivazione, infatti, l'Advertising Standards Authority britannica, autorità di controllo sugli standard pubblicitari oltremanica, ha vietato nel Regno Unito l'esposizione dei cartelloni pubblicitari con lo scatto della campagna Calvin Klein, realizzata la scorsa primavera, che ha come protagonista la cantante.  

Un nudo eccessivo

La decisione dell'Asa, come raccontato dal New York Times, è arrivata nove mesi dopo la presentazione di due reclami, uno per i cartelloni con la foto di FKA Twigs e un altro per quelli con protagonista Kendall Jenner. Nulla da dire sugli scatti di quest'ultima, mentre per l'interprete di "cellophane" l'agenzia ha parlato nella delibera di un utilizzo "della nudità incentrato più sulle caratteristiche fisiche che sul capo d'abbigliamento, al punto da presentarla come un oggetto sessuale stereotipato", un tipo di pubblicità "irresponsabile e capace di causare gravi offese". Rispolverando la memoria, qualcuno ricorderà le campagne Calvin Klein del passato con Brooke Shields quindicenne, fotografata da Richard Avedon in pose da contorsionista, l'ex-giocatore dell'Arsenal Freddie Ljunberg in intimo, muscoli contratti e penetranti occhi azzurri, un giovane Mark Wahlberg con la mano appoggiata direttamente laggiù, sulla mutanda. Anni 80, Anni 90, primi Anni 2000: la provocazione erotica e divertita era già allora un elemento distintivo del marchio e oggi l'autorità britannica sembra essere un po' caduta dalle nuvole.  

Due pesi, due misure

La risposta di FKA Twigs è arrivata con un post sul suo profilo Instagram, in cui ha ripubblicato la foto incriminata. "Non vedo l''oggetto sessuale stereotipato' con cui mi hanno etichettata. Io vedo una forte e bellissima donna di colore il cui incredibile corpo ha superato più dolore di quanto possiate immaginare", ha scritto la musicista nella didascalia, aggiungendo: "Date le revisioni di altre campagne del passato e del presente, non riesco a non pensare che ci sia un doppio standard". Il riferimento sembrerebbe proprio al materiale con Jeremy Allen White, nuovo brand ambassador di CK, che ha ricevuto apprezzamenti anche durante la cerimonia dei Golden Globe 2024 – il video che ha mandato in subbuglio Internet è diventato virale proprio il giorni precedenti alla premiazione, e sui social spopolano reel dove gruppi di ragazze ammirano sognanti la pubblicità. Basti pensare, ancora, ad altre campagne recenti con protagonisti Shawn Mendes, Justin Bieber, Michael B. Jordan, Aaron Taylor-Johnson: mai una censura.  

Se il corpo diventa un problema

Un portavoce dell'Asa ha riferito al New York Times di aver in realtà ricevuto segnalazioni anche per le immagini dell'attore premiato il 7 gennaio al Beverly Hilton Hotel, ma al momento non sarebbero ancora scattati gli accertamenti. Un problema di tempi burocratici, forse. "Giusto per essere chiara – continua FKA Twigs nella didascalia – sono orgogliosa della mia fisicità, per la mia arte faccio riferimento agli standard di donne come Josephine Baker, Eartha Kitt e Grace Jones che hanno distrutto le barriere di quello che significa essere emancipati e saper sfruttare un tipo di sensualità unica nel suo genere. Grazie a Mert&Marcus che mi hanno permesso di esprimermi esattamente come volevo". Il sospetto, quindi, è che dietro la decisione dell'autorità britannica ci sia non solo una cultura dell'immagine più indulgente nei confronti dell'esposizione del corpo maschile rispetto a quello femminile, ma anche una questione specifica sul corpo delle donne di colore. Calvin Klein ha difeso il proprio lavoro scrivendo in un comunicato che, senza alcuna volgarità, l'intento era quello di ritrarre "donne sicure di sé e dotate di potere che avevano scelto di identificarsi con il marchio". All'Italia non resta che aspettare l'arrivo dei cartelloni pubblicitari.

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