Scena del film 'Capricorn One' (1977), che sostiene il complotto - Foto: ITC Films
Scena del film 'Capricorn One' (1977), che sostiene il complotto - Foto: ITC Films

La missione spaziale Apollo 11 portò per la prima volta l'uomo sulla Luna il 20 luglio 1969 e questa è ormai un'evidenza scientifica che non lascia adito a dubbi. Ciononostante resistono ancora oggi varie teorie del complotto in base alle quali non siamo mai stati sulla superficie lunare e le immagini viste in diretta da milioni di spettatori furono realizzate dal cineasta Stanley Kubrick per raggirare le persone.

La teoria del complotto

Ci sono sostanzialmente due fattori che nutrono gli scettici. Il primo chiama in causa l'importanza politica dell'allunaggio: la missione della NASA avvenne nel contesto della Guerra Fredda e durante una corsa alla conquista dello spazio che contrapponeva Stati Uniti e Unione Sovietica. I complottisti dicono che in quel momento storico era troppo pericoloso mostrare immagini vere, con il rischio che qualcosa andasse storto in diretta, mettendo così in cattiva luce la presunta superiorità del programma spaziale statunitense.

C'è inoltre un secondo elemento che nutre il complotto: molti storici ritengono che il caso Watergate abbia evidenziato la possibilità reale che il governo agisse in modo illegale, di nascosto dai propri cittadini e dai loro rappresentanti democraticamente eletti. Il presidente Richard Nixon dovette dimettersi, perché evidentemente coinvolto nello scandalo: il fatto che fosse in carica al momento dell'allunaggio ha nutrito i sospetti che anche in quel caso ci fossero stati giochi sporchi.
 

Le riprese di Stanley Kubrick

Ciò che sostengono i complottisti è che le immagini viste in televisione da milioni di spettatori furono in realtà realizzate in uno studio cinematografico, utilizzando il meglio degli effetti visivi dell'epoca e sotto la direzione del cineasta Stanley Kubrick, che con il film '2001: Odissea nello spazio' aveva dimostrato assoluta padronanza degli effetti speciali.

Si dice che Kubrick fu costretto a girare le riprese finte per evitare che fosse resa pubblica l'appartenenza al partito comunista di suo fratello (all'epoca era questione serissima, negli USA, essere identificati come comunisti). Però Kubrick non aveva un fratello, aveva una sorella. Inoltre, la figlia del cineasta, Vivian, ha definito la teoria del complotto "una menzogna grottesca" perché nega il rispetto che suo padre nutriva per le persone.

Le smentite

La comunità scientifica non ha dubbio alcuno sulla veridicità dell'allunaggio e sostiene questa posizione basandosi sulle decine di reperti lunari raccolti, sulle comunicazioni (registrate) fra astronauti e basi terrestri, sulle fotografie e i filmati realizzati, sui successivi avvistamenti dei resti dei moduli lunari effettuati da sonde anche non statunitensi (ad esempio indiane e giapponesi). Di fronte a una tale mole di dati, il complotto dovrebbe essere talmente enorme e dovrebbe coinvolgere talmente tante persone da risultare anacronistico.

Vale anche la pena di riportare le parole che Umberto Eco scrisse nel 2009 su L'Espresso: "La prova scientificamente inoppugnabile è una sola: gli unici che potevano controllare se lo sbarco era avvenuto (perché avevano già inviato lassù delle telecamere e avevano altre sofisticate possibilità di monitoraggio), e gli unici che avevano tutto l'interesse a sbugiardare gli americani, erano i russi. Se i russi sono stati zitti significa che lo sbarco sulla Luna era vero. Fine del dibattito".

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