Masterchef, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri (Ansa)
Masterchef, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri (Ansa)

Roma, 23 gennaio 2020 - Un tuffo nel piatto, ma il coefficiente è più alto. Masterchef 2020 (alle 21,15 su Sky Uno e Now Tv) mantiene le premesse della vigilia e le promesse dei tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. Concorrenti più preparati e motivati, prove più difficili con l’introduzione delle prove tecniche, dal taglio all’approccio con materie prime inusuali.

Primo bilancio. Il trio funziona, senza caratterizzazioni caricaturali, si sono visti piatti interessanti e importanti, sono usciti quelli più deboli. C’è una gerarchia fluida, perché è mancata la continuità, storie ed esperienze diverse si sono rivelate comunque competitive. Locatelli è il terzo giusto, spada dura ma educata, una visione da italiano a Londra necessaria.

Sono uscite a turno dal gruppo, con merito, Francesca Moi, solida e creativa, Maria Teresa Ceglia, perfettina ma grintosa, Annamaria Magi, casalinga outsider, il siciliano Luciano Di Marco, istinto forte, Fabio Scotto Di Vetta e Antonio Lorenzon ambizione tecnica ed estetica, con qualche caduta rovinosa. Milenys De Las Mercedes una cubana tosta. Nicolò Duchini una possibile concreta sorpresa. Marisa Maffeo più di “un bel faccino”. Potrebbe arrivare quasi alla fine. Non abbiamo scoperto ancora tutti i loro piccoli talenti e i loro maggiori difetti ma siamo arrivati a un passo dalla verità. Molti di loro potrebbero uscire per una prova sbagliata, individuale o di brigata senza recupero in Pressure, all’improvviso. Chi sbaglia qui esce. Stasera Mistery Box con al centro il cous cous. Poi Invention Test sugli agrumi (le declinazioni di agrumato, polverizzato, caramellizzato e zest) con Niels Rodin e le sue varietà, il loro diverso grado di difficoltà e i metodi di trattamento di ciascuno. Prova esterna per il buffet di un matrimonio in stile bollywoodiano di una coppia indiana. Poi Pressure Test per la brigata perdente.