di Silvia Gigli Chi si nascondeva dietro la maschera perfetta di Jackie 0? Quali segreti celava l’algida star dei jet set internazionali, la donna che aveva sposato l’armatore greco Aristotele Onassis “rubandolo” al supersoprano Maria Callas? La più elegante, quella che aveva dominato gli anni ‘60 e i ‘70 con i suoi cappellini e i suoi occhialoni scuri, era in realtà una donna assai diversa da come appariva. Jackie O era sprattutto Jacqueline. Ovvero una mamma affettuosa e preoccupata per i figli avuti dal presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. A rivelare questo aspetto della ex first lady sono alcune lettere pubblicate ora dal Washington Post e che scrisse nel 1971 alla moglie del presidente Usa, Pat Nixon. Erano passati 8 anni dall’omicidio di Jfk, Dallas, 22 novembre 1963. Da allora, Jackie non aveva più messo piede alla Casa Bianca. "Troppo...

di Silvia Gigli

Chi si nascondeva dietro la maschera perfetta di Jackie 0? Quali segreti celava l’algida star dei jet set internazionali, la donna che aveva sposato l’armatore greco Aristotele Onassis “rubandolo” al supersoprano Maria Callas? La più elegante, quella che aveva dominato gli anni ‘60 e i ‘70 con i suoi cappellini e i suoi occhialoni scuri, era in realtà una donna assai diversa da come appariva. Jackie O era sprattutto Jacqueline. Ovvero una mamma affettuosa e preoccupata per i figli avuti dal presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy.

A rivelare questo aspetto della ex first lady sono alcune lettere pubblicate ora dal Washington Post e che scrisse nel 1971 alla moglie del presidente Usa, Pat Nixon. Erano passati 8 anni dall’omicidio di Jfk, Dallas, 22 novembre 1963. Da allora, Jackie non aveva più messo piede alla Casa Bianca. "Troppo dolore". Finché esattamente 50 anni fa decise di scrivere a Pat: era arrivato il momento del ritorno.

Jackie, da tre anni sposata con Onassis, spiega però: "Non ho il coraggio di passare attraverso una cerimonia ufficiale per riportare i bambini nell’unica casa che entrambi ricordano con il padre... con tutta la stampa e il resto, cose che cerco di evitare nella loro piccola vita". Nel ’71 Caroline ha 13 anni e John John 10. Jacqueline implora la first lady di far sì che la visita non abbia nulla di ufficiale (come chiedeva Pat Nixon: si trattava di presenziare al disvelamento dei dipinti di Jackie e Jfk fatti da Aaron Shikler) ma che sia privata.

"So che una visita ufficiale sarebbe dura per loro e non li lascerebbe con i ricordi della Casa Bianca che vorrei che avessero". Basta solo che "i bambini possano vedere il ritratto del padre nelle stanze che conoscevano, in modo tranquillo". Pat acconsente. Il 3 febbraio ’71 i Nixon mandano un jet a prendere Jackie e i bambini. La figlia di Nixon, Julie, ricorda in una biografia della madre quando Pat "fosse determinata che la visita fosse il più privata e felice possibile". E ricorda che "solo 4 membri dello staff della Casa Bianca furono coinvolti. Mia madre, mia sorella Tricia e io aspettammo all’ascensore al 2° piano quando arrivarono i tre visitatori". Jackie indossava un abito nero a maniche lunghe "semplice ma elegante. Il suo viso con i suoi grandi occhi spalancati e la pella pallida incorniciata di capelli scuri era esattamente come nelle fotografie".

Prima tappa il piano terra per vedere il ritratto di Jackie immersa in una luce dorata con un abito lungo e sottile con il colletto arruffato. Shikler aveva finito l’opera l’anno prima. Poi il gruppo muove verso il ritratto di Jfk. I Nixon erano preoccupati ma Jackie osserva e ringrazia la first lady per averlo esposto in modo così predominante. Il dipinto, realizzato anch’esso da Shikler, mostra Kennedy con la testa "affondata sul petto, le braccia incrociate, quasi a voler trasmettere un senso di sconforto e tragedia".

I piccoli Kennedy visitano poi la stanza da letto di Abramo Lincoln mentre le signore passano attraverso le stanze di Stato. Cenano insieme e poi fanno tappa nello Studio Ovale e Nixon mostra a John John il punto in cui era stato fotografato mentre giocava sotto la scrivania del padre. Il giorno dopo la visita Jackie scrive una lettera intima e toccante Richard e Pat: "Non ho mai visto tanta magnanimità e tanta tenerezza. Riuscite a immaginare il dono che mi avete fatto? Tornare alla Casa Bianca privatamente con i miei piccoli mentre sono ancora abbastanza giovani da riscoprire la loro infanzia, con voi come guide, e con le vostre figlie, giovani donne così straordinarie". "Non ho mai visto la Casa Bianca così bella – scrive ancora Jackie –. È stato commovente quando siamo partiti, vedere quella grande Casa illuminata, con le fontane che zampillano. Mi ha reso felice sentire i bambini scoppiare di ricordi fino a casa. Grazie con tutto il cuore. Un giorno che ho sempre temuto si è rivelato uno dei più preziosi che ho trascorso con i miei figli. Che Dio vi benedica tutti. Con grande gratitudine".

Anche i piccoli Kennedy ringraziano i Nixon. "Mi sono piaciuti tutti i dipinti degli indiani e tutti quelli dei presidenti e le vecchie pistole – scrive John John –. Ho amato i cani che erano simpaticissimi e, una volta a casa, i miei cani mi hanno annusato. Forse si ricordano della Casa Bianca". Caroline chiosa: "Tutto è stato perfetto e ogni cosa bellissima".