Made in Italy. Cura artigianale e grandi ritorni

Il giorno delle sfilate di Tod’s, Prada e K-Way. Cravatte, classici reinterpretati e esplosioni di colori.

Made in Italy. Cura artigianale e grandi ritorni
Made in Italy. Cura artigianale e grandi ritorni

"Io sono per l’intelligenza artigianale", scherza Diego Della Valle, presidente del Gruppo Tod’s, alla presentazione del marchio principe della sua “scuderia” di lusso a Villa Necchi, durante la Milano Fashion Week. Della Valle sostiene da sempre il vero Made in Italy, orgoglioso del suo territorio, le Marche, dei suoi operai e artigiani che fanno un lavoro nobile e con pochi uguali. "Da sempre – dice – ho enfatizzato il lavoro delle mani, per la moda è insostituibile se si vuole qualità e eccellenza. E ora sono contento che il ministro Adolfo Urso abbia detto che questo 2024 sarà l’anno del Made in Italy"

"Io tra un mese – continua Dealla Valle – presenterò un progetto ad hoc sugli istituti tecnici e su quanto possono fare gli imprenditori e la politica locale e nazionale per un corso di laurea breve come ho in mente. Il progetto riguarda la Tod’s, la Regione Marche e il ministero di Urso. Serve che si ricominci a considerare l’artigianato come un lavoro di serie A. Se lavori con le mani sei proprietario del tuo futuro, diciamolo ai nostri ragazzi".

Per l’inverno 2024-2025 la collezione maschile di Tod’s è se possibile ancora più chic ed esclusiva di sempre. Merito delle materie prime, come la pelle mano cashmere di certi byker, la camicia blu 100% lana 13 micron, le infilature a mano di pelle sulla maglia inglese, lo sherling come una carezza, i giacconi in double realizzati a mano in Sicilia con alcune artigiane al lavoro in diretta a Villa Necchi. Non manca l’ultima interpretazione in montone di un grande classico come la D Bag.

Molto bella, come e forse più che mai, la sfilata di Prada con un ambiente che riflette due mondi, quello della natura e del sottobosco tra felci, sassi, acqua di torrente e muschio, e quello dell’ufficio rigoroso e severo. Miuccia Prada e Raf Simons che disegnano a quattro mani anche la collezione uomo leggono l’alternarsi delle stagioni come un risveglio dell’anima, l’essenzialità del rapporto tra ambienti interni e l’esterno che ci emoziona. "Ad ogni stagione guardiamo al mondo con occhi nuovi", dice Miuccia Prada.

E Raf Simons aggiunge: "In questa collezione c’è l’idea del rinnovamento e del cambiamento". Che ricomincia dal nuovo formale, secondo Prada, scattante e intellettuale, per giovani che aspirano a vestirsi in modo elegantemente diverso e personale, con completi grigi di flanella leggera dalle nuove proporzioni della giacca con le spalle potenti e le forme over, per doppiopetti agili e scattanti, con camicia bianca, cravatta tinta unita, pantofole da camera di vernice o stringate tutte nere e rasoterra.

Intrigante la maglieria, a cominciare dai cappellini come una cuffietta, i piccoli cardigan, perfetto il nylon della storia di Prada per il marsupio quadrato da portare legato intorno alla vita. Insomma, un nuovo ordine stilistico per la nuova generazione e per chi è giovane nel cuore, cappotti crudi e puri di tweed o doppiopetti istituzional-military, con tanto di bottoni dorati. Per un uomo modernamente borghese. Grande ritorno poi in passerella ieri, e da oggi in tutte le strade del mondo, per la cravatta che per Prada sarà in tinta unita, come nell’invito gigante del defilè.

Le zip a tre colori simbolo di K-Way pervadono tutta la collezione uomo e donna nello spazio candido dell’headquarter Basic Village del marchio stellare del Gruppo Basic Net della famiglia Boglione. Zip che girano intorno a cappotti, piumini, gonne, bustier imbottiti per lei e giacconi workwear per lui, tutto all’insegna del colore sparato, tutto rosso, tutto bianco, tutto verde, tutto turchese.

"Siamo sempre impegnati, anche legalmente a difendere il nostro marchio perché in troppi invece di chiamare i loro capi giacche a vento li battezzano k-way – racconta Lorenzo Boglione, vicepresidente BasicNet SpA e amministratore delegato di K-WAY SpA e Sebago Srl – la nostra zip è un marchio, dobbiamo difenderlo. Siamo contenti dei nostri fatturati che continuano a crescere e del nostro saggio rapporto qualità/prezzo. L’Italia e la Francia restano i nostri mercati principali, poi vengono Europa e Asia", conclude Boglione.

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