Martedì 23 Aprile 2024

Lucy, Oetzi, che avventure. Noi e gli Antenati superstar

Il libro "Antenati" di Giorgio Manzi esplora le storie affascinanti dei nostri antenati, come l'"uomo di Altamura" e Lucy, offrendo un viaggio avvincente nella paleoantropologia.

Lucy, Oetzi, che avventure. Noi e  gli Antenati superstar

Lucy, Oetzi, che avventure. Noi e gli Antenati superstar

C’è per esempio “l’uomo di Altamura”, età 150mila anni, ancora protetto dal calcare delle Murge e quindi inaccessibile, ma riprodotto così fedelmente da presentarsi alla vista (virtuale) come "un uomo nudo, barbuto e con i capelli incolti, dalla corporatura tarchiata (...), con le mani dietro la schiena (come se stesse aspettando qualcosa), un uomo che, con un’espressione sorniona, vi guarda fisso negli occhi". E c’è Lucy, 3,2 milioni di anni, l’antenata più antenata di tutti e tutte, una vera star della paleoantropologia, scoperta di Etiopia nel 1974 e così battezzata perché nel campo degli archeologici si ascoltava ogni giorno, anzi ogni notte, come precisò Don Johanson, lo scopritore, la canzone dei Beatles “Lucy in the sky with diamonds“. E poi gli “hobbit” dell’isola di Flores in Indonesia, il “ragazzo del lago” Turkana in Kenya, il popolare Oetzi.

Sono alcune delle “storie del tempo profondo” che Giorgio Manzi esplora nel suo libro “Antenati“ (il Mulino), che potremmo definire una raccolta di “racconti scientifici”, cioè divulgativi ma rigorosi. Professore di Antropologia alla Sapienza e accademico dei Lincei, Manzi accompagna il lettore nell’aggrovigliato cespuglio dell’evoluzione umana, mostrando il lato più avventuroso e più affascinante delle scoperte paleoantropologiche. E poi confrontarsi con i propri antenati, può aiutare a osservare e vivere il mondo con maggiore senso della misura.

Lorenzo Guadagnucci

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