Martedì 16 Aprile 2024

L’omaggio alla memoria a rischio gaffe

Nella corsa agli Oscar, l'attenzione si concentra anche sulla selezione dei defunti da omaggiare nel segmento In Memoriam. Tra controversie e omissioni, si profila l'onore postumo per Robbie Robertson, autore della colonna sonora di "Killers of the Flower Moon". Altri possibili candidati includono Bill Cunningham e Michael Lerner, mentre sorge il dilemma su Ryan O'Neal e Lee Sun-kyun.

L’omaggio alla memoria a rischio gaffe

L’omaggio alla memoria a rischio gaffe

Si corre e si lotta per gli Oscar, ma c’è anche un’altra battaglia sotto traccia, combattuta tra eredi e agenti per portare il “caro estinto“ nel segmento In Memoriam che a metà della notte delle stelle omaggia i trapassati di Hollywood nell’anno appena concluso. Lo spazio è ristretto, i nomi tanti e le omissioni possibili con la matematica certezza di provocare controversie. Come quando nel 2010 fu snobbata Farrah Fawcett, o, l’anno scorso, Paul Sorvino di Questi bravi ragazzi, con grande dispiacere della figlia Mira. Quest’anno il red carpet dalla tomba spetta di diritto a Robbie Robertson (foto), morto in agosto, autore della colonna sonora di Killers of the Flower Moon di Scorsese, per la quale è candidato; se dovesse vincere, sarebbe il primo premiato postumo agli Oscar.

Chi verrà onorato quest’anno è ancora coperto da segreto. Potrebbe toccare a Bill Cunningham, voce del primo Ken della Mattel, o a Michael Lerner, candidato per Barton Fink dei Coen, morto in aprile a 81 anni. Tom Sizemore di Salvate il soldato Ryan e Black Hawk Down se n’è andato in marzo a 61 anni. Ci saranno certamente Alan Arkin, Oscar nel 2006 per Little Miss Sunshine; Michael Gambon, il Dumbledore di Harry Potter; Tom Wilkinson indimenticabile in Full Monty, e Melina Dillon, candidata per Incontri ravvicinati del terzo tipo. Ryan O’Neal di Paper Moon e Barry Lyndon, morto in dicembre, aveva trascorsi con abuso di droga e violenza domestica; per i moralisti dell’Academy c’è il dilemma se includerlo o no. Come per Lee Sun-kyun, il padre della ricca famiglia Park di Parasite, morto suicida mentre era sotto indagine per uso di droga.

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