Venerdì 21 Giugno 2024
VIVIANA PONCHIA
Magazine

L’incoronazione di Carlo III: l’olio benedetto c’è, manca ancora la popstar

È stato estratto sul Monte degli Ulivi e consacrato a Gerusalemme. Il re indosserà l’uniforme militare che utilizzava quando era giovane. Ma per il concerto sono arrivati finora i no di Elton John, Ed Sheeran e Adele

Il grande giorno di Carlo III arriva dalla notte dei tempi, malgrado l’inserimento dei droni e il coinvolgimento della comunità LGBTQ+. Londra è quasi pronta per l’incoronazione del 6 maggio. Se solo qualche nome di peso accettasse di cantare, la grande macchina organizzativa potrebbe rilassarsi e attendere in pace. L’olio c’è, quello santo, con sentori di rosa e fiori d’arancio e rimandi al sesamo, al gelsomino, alla cannella. Estratto sul Monte degli Ulivi, dai frutti del Monastero dell’Ascensione e del Monastero di Maria Maddalena dove è sepolta la nonna del sovrano, la principessa Alice di Grecia, è stato appena benedetto nella Città vecchia di Gerusalemme dal Patriarca Theophilos III e dall’arcivescovo anglicano Hosam Naoum. Ungerà la fronte del nuovo re e della consorte Camilla secondo un rituale antico, perché la storia può correre e sbandare come vuole, ma su certe cose non si scherza: l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, capo spirituale della Chiesa anglicana, ripeterà quel gesto senza tentennamenti rimarcando il collegamento stretto fra Buckingham Palace e il Santo Sepolcro.

Il re Carlo III (Ansa)
Il re Carlo III (Ansa)

E nessuno, come sempre, vedrà nulla. Non ci furono foto nel 1937 per Giorgio VI, meno che mai dirette televisive per Elisabetta II nel 1953. Quindi tanto vale fare spoiler del momento più sacro di tutta la cerimonia, quello invisibile. Carlo salirà sul trono medievale per sedersi sulla Pietra di Scone o "pietra del destino", che veniva usata per le incoronazioni scozzesi sino a quando Edoardo I pensò bene di rubarla, portarla in Inghilterra e farne il pezzo forte di Westminster. Avrà sulla testa un baldacchino di seta d’oro e secondo il protocollo saranno quattro cavalieri dell’Ordine della Giarrettiera a portare l’ampolla a forma d’aquila. Toccherà all’arcivescovo di Canterbury pescare l’olio con un cucchiaio filigranato per fare il segno della croce sulle mani, sulla testa e sul cuore del sovrano e poi recitare la preghiera latina Deus, Dei Filius. Un vero e proprio rito di iniziazione, altro che proiezioni laser. Identico per le incoronazioni di tutte le altre monarchie europee, che però hanno poi ripiegato su cerimonie meno elaborate.

A Londra il passato pesa e Carlo III dovrà: presentarsi al popolo, essere acclamato e investito delle regalie, giurare fedeltà alla chiesa, ricevere l’omaggio feudale. Poi la famiglia al completo, ribelli permettendo, si affaccerà in alta definizione al balcone di Buckingham Palace, con dirottamento finale sul pranzo di gala. A fare da contorno, fino all’8 maggio, la tradizionale processione, proiezioni laser, spettacoli di luci, cori inclusivi con rifugiati e non udenti e l’incognita del grande big. Davvero nessun canta? Nessuno vuole fare questo favore al re che tanto ha aspettato e ci tiene a fare bella figura al castello di Windsor? Hanno detto di no Adele ed Ed Sheeran: lei non ha dato spiegazioni, lui ha trovato l’alibi di altri impegni già presi. Troppo fitta anche l’agenda di Harry Styles, non pervenute le Spice Girls che invece andavano pazze per la regina. Chi resta? Kylie Minogue, pare. Un evergreen come Lionel Richie, amico da sempre del re, e il modernariato sicuro dei Take That tranne Robbie Williams che ha di meglio da fare. Il primo della lista era Elton John, che aveva cantato ai funerali di Diana. E peccato per il tour europeo, l’avesse saputo prima. "Keep calm and carry on": tutto si aggiusta o almeno si ricicla, come la corona di Camilla appartenuta alla regina Mary, scelta in nome della sostenibilità. Chi invece in nome della tradizione spera di vedere suo marito in braghe di velluto e calze di seta lasci perdere: Carlo indosserà l’uniforme militare grondante di allusioni alla forza e alla disciplina (è la stessa della gioventù, non è mai ingrassato).