Martedì 11 Giugno 2024

Kirsty Loehr porta alla luce le donne cancellate dai pregiudizi: “La storia va riscritta con le queer”

La scrittrice inglese: "Per abbattere gli stereotipi di genere la chiave è l’educazione L’impulso deve partire dall’alto, ma sono la scuola e il corpo docenti il motore della novità"

Kirsty Loehr

Kirsty Loehr

Firenze, 11 giugno 2024 – “Per abbattere gli stereotipi di genere la chiave è l’educazione, abbiamo bisogno che le scuole si impegnino e che i governi elaborino nuovi programmi e formino il corpo docente. Questo parte dall’alto, ma quando succederà, chi lo sa? Per fortuna le persone stanno diventando più consapevoli da sole”.

Parola di Kirsty Loehr, attivista Lgbtqia+ e scrittrice inglese che arriva a Firenze per presentare il suo saggio, “Breve storia delle donne queer” grazie all’associazione Uniche ma plurali, con la casa editrice Le plurali. La scrittrice sarà oggi alle 19 alla Casa delle donne (via delle Vecchie carceri) in dialogo con Sara Pace di Azione Gay e Lesbica, e domani (ore 12,30) alla Casa della Cultura e della Ricreazione di Ponte di Mezzo (via Enrico Forlanini 164) per incontrare le attiviste di Arcigay Firenze Altre Sponde.

Loehr,come nasce il saggio?

"Era la mia tesi di master. Ho scritto del bisogno di reinserire le donne queer nella storia perché sono state escluse. L’obiettivo era evidenziare quanto la storia sia piena di pregiudizi, quanto sia bianca ed eteronormativa, e di mostrare quanto sia facile demolire pezzi di storia solo perché qualcuno ha detto che non sono esistiti. Un altro obiettivo era renderla accessibile: la storia queer, i gender studies, i lesbian studies possono essere molto inaccessibili, accademici e pieni di un gergo difficile da comprendere".

Con il libro vuole parlare dei diritti e della visibilità della donne queer. A che punto siamo con i diritti? Nota delle differenze tra la situazione nel suo paese e qui in Italia?

"Ho visuto in Italia in passato e ho sempre trovato strano che non fosse aggiornata sui diritti queer. Ma l’Italia è diversa dagli altri Paesi europei: l’aspetto religioso è profondo ed è radicato nelle decisioni politiche. Nel Regno Unito la situazione non è rosea, molte persone pensano che sia molto tollerante o accogliente, ma non è così. Abbiamo alcuni diritti a livello legislativo, ma non sono chiari e le persone trans non hanno quasi nulla".

Compie un viaggio per dimostrare come le donne queer siano state cancellate dalla storia, come è riuscita a ‘scardinare’ la storia e scoprire queste storie?

"Molte persone me lo chiedono e si aspettano che dica che è stato difficile. Ma in realtà è stato abbastanza facile. Abbiamo la fortuna di avere la parola ’queer’, in senso moderno ovvio, che significa tutto ciò che sfida l’eteronormatività. Sono cresciuta senza conoscere questi termini, ma sapendo che le persone come me dovevano essere esistite, sapevo solo che erano esistite, ma non potevo vederle nei libri di storia perché erano nascoste. Una volta imparato ad applicare una lente queer, queste persone hanno fatto coming out con me".

Tra le tante donne queer ‘cancellate’, quella che più l’ha colpita? Perché?

"Forse tutte? Se devo fare un nome Anna Frank è una che mi ha colpito molto. Il fatto che un passaggio in cui dichiarava la sua attrazione per l’amica sia stato rimosso dal libro, la dice lunga. Preciso: nessuno sta dicendo che era lesbica, stiamo solo dicendo che c’era un forte sentimento che provava per un’altra donna, così forte che aveva bisogno di scriverlo".