La storia della Bussola arriva al cinema

“La Bussola – Il collezionista di Stelle” di Andrea Soldani (presentato alla Festa del Cinema di Roma) arriva al cinema il 12, il 13 e 14 febbraio come evento speciale

Una immagine d'epoca

Una immagine d'epoca

Gli anni Sessanta, l’Italia del boom economico, la costa versiliese, il sogno americano che si rispecchia nella vita notturna. Ma anche i ‘70 con le sue contestazioni e gli ‘80, uno dei periodi più fertili per la musica. Sempre in Versilia e per la precisione alla Bussola, il locale creato dal visionario Sergio Bernardini che è stato punto di riferimento del panorama italiano e internazionale grazie artisti nazionali e stranieri.

Basta ricordare che nell’agosto del 1978 fu scelto da Mina per il concerto d’addio. La Bussola, gli anni ruggenti della Versilia e i tanti artisti che si sono esibiti sono al centro del docufilm “La Bussola – Il collezionista di Stelle” di Andrea Soldani (presentato in anteprima assoluta alla diciottesima edizione della Festa del Cinema di Roma) che arriva al cinema il 12, il 13 e 14 febbraio come evento speciale, distribuito da Adler Entertainment.

Prodotto da Lux Vide – società del gruppo Fremantle – con Rai Cinema, “La Bussola – il collezionista di Stelle” si potrà vedere anche in tv in primavera. Il docu ripercorre la storia del celebre locale La Bussola, in Versilia, fondato e diretto da Sergio Bernardini che ha saputo fare del suo music club una meta centrale del panorama musicale italiano e internazionale.

Adriano Celentano, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Lucio Battisti, Renato Carosone, Luigi Tenco sono solo alcuni degli artisti nati sul palco de La Bussola, un palco calcato tra gli anni Sessanta e Ottanta anche da personaggi come Vittorio Gassmann, Gigi Proietti, Walter Chiari, Paolo Villaggio, Alighiero Noschese, Renzo Arbore e grandi star internazionali del calibro di Louis Armstrong, Marlene Dietrich, Duke Ellington, Shirley Bassey, Chet Baker, Liza Minnelli.

“La Bussola – Il collezionista di Stelle” è il film documentario che racconta, attraverso repertori e interviste esclusive, il locale più importante della storia della musica italiana e l’uomo che, con il suo spirito imprenditoriale, rivoluzionò il jet-set del Belpaese. Il viaggio musicale (e non solo) è con gli eredi, gli amici, i collaboratori e le ‘stelle’ di Sergio Bernardini: sono loro a guidare lo spettatore in uno straordinario racconto con interviste esclusive e materiali di repertorio. A ricostruire questo spaccato di vita sono artisti del calibro di Gino Paoli, Stefania Sandrelli, Ornella Vanoni, Carlo Conti, tanto per citarne alcuni.

La lunga notte raccontata da una speaker radiofonica

Autore e regista del docufilm “La Bussola – Il collezionista di Stelle” è Andrea Soldani, esperto di comunicazione cross-media. L’idea del documentario nasce nel 1995, dopo un incontro con Gianni Minà e il figlio di Sergio Bernardini, Mario. E’ lo stesso regista a raccontarla: “Gianni Minà, che aveva seguito le evoluzioni professionali di Sergio Bernardini diventandone amico fraterno, e Mario, mi chiamano per fare la regia di una serata televisiva, il ‘Premio Sergio Bernardini’, un evento commemorativo a due anni dalla sua morte avvenuta nel 1993 a causa di un incidente stradale. In quella occasione con Mario decidemmo di raccontare la storia incredibile del suo babbo”.

Il progetto fu scritto subito, di getto. Ma per alcuni anni è rimasto nel cassetto. “Anche se ci sono voluti più di venticinque anni per poter raccontare questa storia sono felice che ci siamo riusciti perché è una storia che può smuovere parecchi sentimenti: nel pubblico che si ricorda quell’epoca così prolifica, divertente, carica di futuro, perché l’ha vissuta, ma anche nei giovani che pur non conoscendo quel periodo per questioni anagrafiche, trovano la storia fantastica” dice Soldani. “A livello narrativo ho voluto affidare il racconto a una giovane speaker radiofonica che nel corso di una notte, dopo aver trovato una scatola con dentro foto in bianco e nero, locandine, lettere, ricordi scoprendo così la storia di Sergio e del suo locale, la condivide con il suo pubblico” dice ancora il regista.

L’uomo, l’imprenditore, il padre: Sergio Bernardini

“La Bussola – Il collezionista di Stelle” non è solo uno spaccato dell’Italia di quel periodo. E’ anche il racconto di un uomo, un imprenditore, un padre. “Abbiamo raccontato la sua originalità, la sensibilità e fino in fondo il fenomeno reale che è stato. Sono andato in analisi facendo questo lavoro; mi ha fatto molto piacere, non avevo nemmeno io piena coscienza di tutto quello che è contenuto nel materiale che abbiamo rielaborato. È stato come rivive mio padre” le parole di Mario Bernardini.

Nel ricordare babbo Sergio, lo definisce visionario: “La sua dote più significativa è stata quella di saper anticipare i tempi, di vedere prima di tutto cosa c’era oltre il presente. Ha saputo anticipare le mode, le tendenze, i desideri del suo pubblico che erano anche i desideri di una società che aveva il bisogno di ritrovare la bellezza, il divertimento, la felicità”.

Il centenario di Sergio Bernardini

“Per il 2025, anno del centenario dalla nascita di mio padre, abbiamo in cantiere molti progetti anche con la Rai ai quali parteciperanno i Comuni di Viareggio, Camaiore e Pietrasanta che hanno già dimostrato grande attenzione e sostegno al film in uscita nelle sale” spiega ancora Mario Bernardini. Intanto, partono i primi omaggi. Da marzo e settembre il Palazzo Mediceo di Seravezza, diretto da Davide Monaco, ospiterà una mostra dedicata a quegli anni e alla Bussola dal titolo “Divismo, Spettacolo, Cultura (1950-1980)”, il curatore è Alessandro Volpi, l’art director Andrea Soldani. A maggio a Viareggio sarà organizzato un Galà con la partecipazione di artisti che hanno preso parte al film, personalità dello spettacolo, della televisione e della cultura. In quella occasione saranno presentate le iniziative del 2025.

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