Lunedì 20 Maggio 2024
NICOLA PALMA
Magazine

La Scala verso l’accordo. Sì a Ortombina affiancato a Meyer. E Chailly per tutto il 2025

Il nuovo Cda convocato per martedì lascia intendere che ci sia un’intesa. Ipotesi: "no" alla proroga del sovrintendente, via libera a quella del maestro.

La Scala verso l’accordo. Sì a Ortombina affiancato a Meyer. E Chailly per tutto il 2025

La Scala verso l’accordo. Sì a Ortombina affiancato a Meyer. E Chailly per tutto il 2025

La data-chiave è il 16 aprile. Alle 9 di martedì, i membri del Consiglio d’amministrazione si riuniranno ai piani alti della Scala per sbloccare definitivamente l’impasse e disegnare il futuro assetto del tempio della lirica. La strada per arrivare a un compromesso che vada bene a tutti (o che li scontenti il meno possibile) è strettissima, ma il fatto che il Cda inizialmente in programma a fine mese sia stato anticipato di un paio di settimane (e per di più con tempi che si preannunciano rapidi vista l’inaugurazione del Salone del Mobile alle 11) lascia pensare che i frenetici contatti delle ultime ore sull’asse Milano-Roma abbiano portato a una nuova intesa tra il sindaco Giuseppe Sala e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ridefinita dopo il colpo di scena di lunedì scorso.

Il nuovo sovrintendente sarà Fortunato Ortombina, che dal primo marzo 2025 succederà all’attuale numero uno Dominique Meyer. E su questo c’erano pochissimi dubbi, visto che sul nome del manager con un passato da coordinatore della direzione artistica del Piermarini è stato trovato da tempo l’accordo tra Palazzo Marino e Ministero. Il nodo riguarda la possibile proroga di un anno di Meyer e del direttore musicale Riccardo Chailly (entrambi in scadenza a inizio 2025), idea accantonata nel 2023 perché sgradita al Governo e riportata a sorpresa in auge nel corso dell’ultima riunione del board soprattutto su input dei soci privati: l’opzione è stata apparentemente condivisa da tutti i presenti (che mai hanno fatto mettere a verbale critiche al lavoro dell’alsaziano), ma nelle ore successive sono arrivate prima la dura presa di posizione del sottosegretario Gianmarco Mazzi ("Le proroghe rischiano di frenare il rilancio del sistema") e poi le dichiarazioni di fonti del Mic a riportare l’irritazione di Sangiuliano ("Si era convenuto una decisione diversa") e a ricordare che il prolungamento del mandato quinquennale non è previsto dallo Statuto scaligero. Senza contare che il Cda che dovrebbe in teoria allungare fino al 2026 il contratto di Meyer decadrà a sua volta nel febbraio 2025 e che la proroga farebbe sforare al sovrintendente (compirà 70 anni l’8 agosto 2025) il limite di età imposto dal decreto sui dirigenti degli enti lirico-sinfonici. Insomma, l’opzione ha perso progressivamente forza, anche perché nel frattempo pure la Regione Lombardia si è espressa a favore del cambio della guardia senza ulteriori clausole. E a questo punto entriamo nel campo dei rumors e delle indiscrezioni.

Una possibile ipotesi di compromesso, con tutti i condizionali che le faccende scaligere impongono, potrebbe prevedere un "no" alla proroga di Meyer e un "sì" alla proroga di Chailly fino alla fine del 2025. In questo scenario, Ortombina verrebbe indicato già martedì come sovrintendente designato, entrando in campo sin da subito (il contratto alla Fenice scade il 12 dicembre 2024) in affiancamento al manager in carica per iniziare a lavorare alle stagioni non ancora impostate dal predecessore. Discorso diverso andrebbe fatto per Chailly, che dovrebbe essere sostituito da Daniele Gatti, pure lui in scadenza quest’anno al Maggio Musicale Fiorentino. Va però aggiunto che tra meno di quattro mesi, il primo agosto 2024, Gatti assumerà l’incarico (fino al 2030) di direttore principale della Staatskapelle di Dresda, una delle orchestre più antiche e celebri del mondo.

Una nomina chiaramente compatibile con quella in arrivo di direttore musicale del Piermarini, ma che almeno nel primo periodo potrebbe richiedere un particolare impegno al maestro milanese. Quindi, una permanenza a tempo di Chailly potrebbe andar bene a tutti (orchestra compresa), anche perché nel suo caso non ci sarebbero asticelle anagrafiche da rispettare né norme di Statuto alle quali derogare.

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