La magia di Venezia per i ritratti di Pellegrin in dialogo con l’800

Maurizio Pellegrin, veneziano residente a New York, porta in scena "ciò che è stato" attraverso ensemble di oggetti dismessi perché...

La magia di Venezia per i ritratti di Pellegrin in dialogo con l’800

La magia di Venezia per i ritratti di Pellegrin in dialogo con l’800

Maurizio Pellegrin, veneziano residente a New York, porta in scena "ciò che è stato" attraverso ensemble di oggetti dismessi perché non intende il passato come reliquiario ma come memoria carica di nuova energia. Ca’ Pesaro di Venezia ospita fino al primo aprile la sua personale ’Me stesso e io’, ritratti legati alla ricerca e alla costruzione dell’identità individuale a partire da una collettività generatrice.

Nella sale Dom Pérignon della Galleria d’arte moderna propone un dialogo ideale con la grande mostra ’Il ritratto veneziano dell’Ottocento’ allestita al secondo piano del museo; il ritratto contemporaneo si confronta così con il ritratto classico, ottocentesco, partendo dalla prima sala con una serie di autoritratti dell’artista alternati a rappresentazioni della città d’origine, memorie di disegni e appunti del passato, proseguendo nella seconda sala con due opere monumentali: ’The Others, ritratti del Settecento e Ottocento’, progetto site-specific realizzato per interpretare la mostra adiacente; e ’Memories (The Corsets)’, reperti di umanità in cui il ritratto emerge come assenza e la biancheria intima appesa di donne del passato è messa a confronto con i preziosi indumenti raffigurati nella mostra dell’Ottocento.

Pellegrin si pone come connettore tra una visione contemporanea del ritratto, dunque documentazione di un hic et nunc realmente accaduto, legato alla realtà, e un’interpretazione ottocentesca per la quale il ritratto è da intendersi come celebrazione e consacrazione all’eternità.

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