Venerdì 14 Giugno 2024

E’ morto Kenneth Anger, l’uomo che ha svelato i segreti di ‘Hollywood Babilonia’

Il cineasta e scrittore americano aveva 96 anni. Con i suoi libri è stato tra i primi a rivelare il lato oscuro della fabbrica dei sogni, tra scandali sessuali e crimini di star e starlette coperti dal sistema delle Major: dalle orge di von Stroheim all’alcolismo di Robert Mitchum all’amore nascosto tra Cary Grant e Randy Scott

La copertina di "Hollywood Babylon"

La copertina di "Hollywood Babylon"

Los Angeles, 25 maggio – Il regista, sceneggiatore e scrittore statunitense Kenneth Anger, uno dei più influenti cineasti sperimentali e uno dei primi a fare coming out a Hollywood, autore di film controversi quanto di culto in cui ha esplorato i temi dell'erotismo e dell'omosessualità quando erano ancora un tabù, è morto a 96 anni a Yucca Valley, in California. La sua scomparsa, avvenuta l'11 maggio in un centro di assistenza, è stata confermata mercoledì 24 maggio da Spencer Glesby, portavoce della galleria Sprüth Magers, che rappresentava Anger dal 2009. Glesby ha spiegato al ‘New York Times’ che l'annuncio della morte è stato ritardato mentre si stavano sistemando le questioni relative all'eredità di Anger.

Il regista ha diretto una trentina di cortometraggi, tra cui ‘Scorpio rising’ (1963), che gli procurò una notorietà inattesa per un cineasta sperimentale e divenne un cult movie della cultura underground americana per la rappresentazione lucida e straniante dell'immaginario giovanilistico, modello per film successivi tra cui ‘Easy Rider’ (1969) di Dennis Hopper.

Anger però è noto soprattutto - e per questo è molto famoso anche in Italia - come autore del celebre libro scandalistico sui retroscena dello star system ‘Hollywood Babilonia’, apparso per la prima volta in Francia nel 1959 (traduzione italiana da Sugar nel 1960) e seguito nel 1984 da un secondo volume pubblicato negli Stati Uniti (traduzione italiana da Adelphi nel 1986). Il libro, a lungo bandito in America, ha in qualche modo ispirato anche il film "Babylon" di Damien Chazelle, uscito lo scorso gennaio. Con le sue ricerche storiche e testimonianze raccolte soprattutto nel primo volume Anger ha scoperchiato - e in questo è stato tra i primi a farlo - il vaso di Pandora degli scandali, delle perversioni, dei lati oscuri se non addirittura infernali della Mecca del cinema: casi di pedofilia, scambi sessuali, abusi di droghe e alcol, crimini misteriosi di star e starlette, spesso coperti dalle grandi case di produzione. Un sistema di orrori che si cela dietro il glamour della fabbrica dei sogni fin dalle sue origini.  

Nel primo volume parlano da soli già i titoli dei capitoli: “Porco unno” (sulle orge di Eric von Stroheim), “Il garage della morte” (sulla misteriosa fine di  Thelma Todd), “La figlia della furia” (sulla follia in cui precipitò Frances Farmer e le torture che dovette subire), “Eroine all’eroina”,  “Mae (West) e il mostro”, “Dacci dentro come (Errol) Flynn”. Nel secondo spiccano i titoli “Ciak si delira” (Rita Hayworth con l’Alzheimer, i crolli nervosi di Gene Tierney), “Babilonia in bottiglia” (da Mary Pickford a Robert Mitchum), “Le strane coppie” (Marlene Dietrich e Claudette Colbert , Cary Grant e Randy Scott), “Joan la strega”, su tutti gli eccessi della Crawford.   

Nato a Santa Monica (California) il 3 febbraio 1927, Anger fin da bambino frequentò il mondo dello spettacolo, grazie alla nonna, costumista a Hollywood, e a soli cinque anni entrò come comparsa nel cast di "Sogno di una notte di mezza estate" di Max Reinhardt. Dopo aver realizzato sette cortometraggi in 16 e 35 mm (di cui quasi nessuno proiettato in pubblico), nel 1947 girò "Fireworks", che venne presentato alla prima edizione del celebre festival "Art in cinema" a San Francisco. "Fireworks", ispirato a "Le sang d'un poète" (1930) di Jean Cocteau, diventerà in seguito uno dei film-manifesto del cinema gay, insieme a "Un chant d'amour" (1950) di Jean Genet. Omosessualità, narcisismo, erotismo e violenza, combinati in un'atmosfera onirica sono gli elementi centrali di "Fireworks".

Negli anni successivi Anger realizzò in Europa (soprattutto in Francia) altri cortometraggi, tra cui ‘Puce moment’ (1949), ‘Rabbit's moon’ (1950, ma si conoscono anche altre versioni, del 1972 e del 1979) e ‘Eaux d'artifice’ (1953), girato nella Villa d'Este a Tivoli. Con ‘Inauguration of the pleasure dome’ (al quale lavorò nel periodo 1954-1956) si rafforzarono gli elementi magico-alchemici imperniati su una forma di 'magia sessuale', desunta dalla dottrina dell'occultista inglese Aleister Crowley. Di questo film - descrizione di una festa in cui si intrecciano riti satanici e parodia dei miti hollywoodiani - realizzerà nel 1958 una versione da proiettare su tre schermi. Tornato definitivamente negli Stati Uniti, nel 1963 terminò ‘Scorpio rising’, a cui seguirono ‘Kustom kar kommandos’ (1964) e un altro film di argomento esoterico e satanico, ‘Invocation of my demon brother’ (1969).

La sua opera più travagliata resta ‘Lucifer rising’ le cui riprese, iniziate nel 1966, vennero interrotte per il furto di tutto il materiale da parte del protagonista Bobby Beausoleil (autore anche della colonna sonora); Anger girò di nuovo le sequenze, ma altre vicissitudini lo portarono a far uscire il film solo nel 1980 e in una versione più breve rispetto a quella concepita in origine. Anger ha diradato la sua attività sperimentale dalla seconda metà degli anni Settanta e in seguito ha diretto pochi titoli, l'ultimo dei quali è ‘Airships’ del 2013.