Kate e Meghan e il confronto con Lady Diana, i retroscena sugli obblighi di corte

Il libro di Omid Scobie, ‘Endgame’, sulle strategie e sul futuro della monarchia inglese, fornisce varie rivelazioni

Kate e Meghan nel 2019 - Crediti Ansa Foto
Kate e Meghan nel 2019 - Crediti Ansa Foto

Roma, 16 dicembre 2023 – Il nuovo libro del giornalista Omid Scobie, intitolato ‘Endgame’, ha fornito varie rivelazioni su quello che, secondo le fonti dell’autore, accadrebbe all’interno della royal family, lontano dai riflettori. A Palazzo, nulla, ovviamente, è lasciato al caso, com’era facilmente intuibile. Ma forse qualcuno si sorprenderà venendo a sapere che spesso gli outfit di Kate Middleton e Meghan Markle (fin quando la duchessa di Sussex, con il marito, il principe Harry, era membro attivo della monarchia) si sono ispirati allo stile di Lady Diana non solo per fare un omaggio all’indimenticabile principessa di Galles. Dietro certe decisioni stilistiche, infatti, si nasconderebbero delle vere e proprie imposizioni provenienti direttamente dai funzionari di corte. William e Harry ne erano a conoscenza e, come prevede il protocollo, hanno dovuto dare la loro formale autorizzazione.

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Omaggio o marketing?

In ‘Endgame’ Scobie parla di vero e proprio cosplay. Questo termine, com’è noto, proviene dalla cultura manga e si riferisce alla pratica di molti appassionati del genere che amano vestirsi come il proprio personaggio preferito. Usando una simile espressione, dunque, l'autore ha voluto mostrare quello che secondo lui è stato – ed è ancora, per quel che riguarda la principessa Catherine, futura regina, sempre più in prima linea per i Windsor – un approccio mirato e sistematico di citazioni e richiami alle scelte di stile di Lady Diana.

Si tratterebbe, cioè, di accostamenti per nulla casuali, ma concepiti per mantenere vivo il mito della Spencer, ancora oggi amatissima non solo dai britannici, ma anche da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Scobie ha raccontato di aver appreso da una fonte vicina al palazzo che i principi William e Harry venivano consultati ogni volta che si pensava di fare indossare alle loro mogli abiti simili a quelli della madre e i gioielli un tempo appartenuti a Diana.

Ambivalenza

I tempi cambiano. In passato, prima del fatale incidente sotto il ponte parigino de L’Alma, Lady D era aspramente criticata a corte per la rottura di molti tabù, che si riflettevano anche nelle scelte di moda fatte dalla principessa soprattutto dopo la fine del suo matrimonio con Carlo. Oggi, invece, non solo Diana viene riconosciuta come un’icona senza tempo, ma, a Palazzo, sarebbe usata anche come carta vincente per attirare nuovi consensi sulle figure che incarnano il volto moderno della monarchia, Kate in testa.

Omid Scobie, dunque, mette in luce l’ambivalenza delle operazioni da lui descritte e ricostruite con testimonianze e fonti legate a Buckingham Palace e alle altre residenze reali: il desiderio di rievocare un mito come quello di Diana potrebbe essere considerato dolce e tenero, ma presenta anche un altro lato che lascia perplessi: tutto ciò sarebbe deciso e organizzato dallo stesso sistema che, a suo tempo, ha inciso fortemente sui malesseri e sulla sofferenza di Diana nella sua breve vita. Un’accusa, questa, spesso ripetuta anche dal principe Harry nei suoi interventi pubblici degli ultimi anni.

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