Martedì 23 Aprile 2024

Kanye a tutto playback, ma quanto mi costi

Scena nuda e basi registrate: poco più di un’ora di “karaoke“ a Milano, con biglietti tra i 115 e i 207 euro. E oggi West replica a Bologna

Kanye a tutto playback, ma quanto mi costi

Kanye a tutto playback, ma quanto mi costi

Al di là dei corifei adoranti di cui è facile incrociare le lodi sul web in queste ore, se non si corresse il rischio d’incappare nel più banale dei luoghi comuni verrebbe agevole scomodare Johnny Rotten per definire lo show rifilato l’altra sera da Kanye West e Ty Dolla $ign al pubblico del Mediolanum Forum “la più grande truffa del rap”. S’è trattato, infatti, di uno smisurato karaoke collettivo a misura di “listening party”, ovvero di ascolto con i due autori del nuovo album Vultures 1, messo in campo ad Assago con una produzione risibile a prezzi non proprio risibili compresi tra i 115 e i 207 euro.

Biglietteria e idea di spettacolo non proprio incoraggianti che Kanye (pardon, Ye come si fa chiamare ora su Spotify) aveva provato ad aggirare lasciando scorrere tra l’annuncio e l’evento solo sette giorni in modo da far fibrillare la prevendita, ma a cui i fan hanno risposto solo in parte, lasciando diversi vuoti sulle gradinate rimasti tali fino alla mattina dello spettacolo e poi scomparsi come d’incanto dalle mappe realizzando l’ennesimo miracolo a Milano. Potere dello sbigliettamento last minute. Oppure chissà. Di “listening party” l’ex marito di Kim Kardashian, accompagnato al Forum dalla compagna-badante Bianca Censori (vestita), ne aveva tenuti pure altri, due anni fa per il lancio di Donda, ad esempio, ma in cornici decisamente più “arredate”.

Dopo aver fatto penare i promoter mezza giornata, chiedendo prima di esibirsi su un fondo di sabbia per poi cambiare idea pretendendo una più funzionale moquette (immaginabile con quintali di rena da rimuovere quanto sia stato agevole accontentarlo), l’eroe di My beautiful dark twisted fantasy ha speso i suoi 70 minuti di pantomima (ma la musica è proseguita pure dopo la sua uscita) tra sbuffi di fumo e un occhio di bue puntato addosso su una scena nuda arricchita solo dalle immagini in bianco e nero proiettate sul grande cilindro di tulle appeso al centro della sala. Tutto a volumi insopportabili, con picchi anche di 125 decibel (per farsi un’idea, il rumore di un di un jet al decollo arriva a 120), su basi totalmente registrate come evidenziato dall’assenza di microfoni e dal fatto che, sul cellulare, l’applicazione Shazam individuasse ogni pezzo all’istante. Un’invadenza di playback da fare sembrare al confronto i Berliner Philharmoniker perfino i Pooh.

Scaletta ovviamente ricalcata sulla tracklist di Vultures 1 con l’aggiunta di un paio di brani fatti frattanto rimuovere dal disco per motivi legali quali la rielaborazione della Everybody (Backstreet’s back) dei Backstreet Boys e quella Good (Don’t die) che cita indebitamente I feel love di Donna Summer. Ad Assago niente tifosi della curva nord di San Siro, presenti su disco tanto nell’iniziale Stars che in Carnival, e neppure la figlioletta decenne North West che canta con Kanye-Ye nel tenero videoclip di Talking diretto dai fratelli D’Innocenzo.

In scena, invece, amici piovuti a Milano all’ultimo momento quali Playboi Carti, Rich The Kid, Quavo, Freddie Gibbs; tutti vestiti di nero, tutti in playback e tutti mascherati come lui. Se non si fossero alzati ogni tanto il passamontagna avrebbero potuto essere chiunque. Si replica stasera all’Unipol Arena di Casalecchio con biglietti da 138 euro in su. Un po’ cari, forse, per scattarsi un selfie da postare su Instagram con un orgoglioso "io c’ero".

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