Insegno calcio on demand

Ivan Squillaci allena individualmente la tecnica e forma cognitivamente i futuri campioni "E chi non sfonda impara comunque a vivere" .

Insegno calcio  on demand

Insegno calcio on demand

Come trasformare un sogno infranto in una nuova opportunità. E come mettere a disposizione la propria esperienza di crescita e consapevolezza per chi sta crescendo col suo stesso sogno di sfondare nel mondo del calcio. Ivan Squillaci è entrato nella scuola calcio del Novara all’età di quattro anni ma a 23 un disturbo all’intestino l’ha costretto al ritiro mentre militava alle soglie del professionismo. Oggi è fondatore e anima dell’Academy di Domodossola che porta il nome di SG Soccer, lo stesso con cui ha conquistato anche tre milioni di seguaci su Tik Tok e Instagram.

Qual è esattamente il suo mestiere?

"Sono specializzato in insegnamento della tecnica calcistica e colmo una mancanza che è comune a tutti i vivai dove s’insiste più sulla tattica che sulla tecnica. La formazione con una ventina di ragazzi non si può focalizzare sul singolo, invece noi personalizziamo il programma in base agli obiettivi che ciascuno vuole darsi. E avendo sperimentato in prima persona il percorso, so che l’aspetto mentale va di pari passo con quello tecnico. Quindi mi definirei un personal trainer del calcio, svolgendo un ruolo complementare rispetto agli allenamenti svolti nelle società e focalizzandomi sui punti deboli da migliorare o su quelli forti da potenziare".

Il talento è di pochi e non vanno coltivati sogni irraggiungibili. Come calibra l’approccio?

"Talvolta non conta nemmeno la bravura, ma come in tutti i campi della vita, il successo su un campo da calcio dipende da variabili anche indipendenti dalle capacità del singolo. In ogni caso noi promuoviamo l’idea che col lavoro e l’applicazione si migliora e la fatica comunque viene ricompensata. Se non diventi un asso degli stadi puoi migliorare la coordinazione dei movimenti, la tempra umana, che magari ti viene utile anche in altri sport".

E i genitori che sperano di allevare futuri campioni?

"Lo diciamo sempre anche a loro che arriva uno su sessantamila, quindi di volare bassi. Poi ovviamente facciamo di tutto per far diventare professionisti più ragazzi possibile. Ma parallelamente vogliamo che lo sviluppo di certe attitudini venga buono nella vita in generale. Io ne sono l’esempio vivente: non ho buttato l’esperienza fatta e l’ho trasformata in una mission. Quando ero piccolo io, passavo le ore in cortile a provare e riprovare. Con una figura come la mia i processi, anche cognitivi, vengono accelerati".

Lo sbarco sui social serve a veicolare gli stessi valori?

"Esattamente. Tra tanti elementi di distrazione, i miei tutorial servono a trasmettere ciò che si vive vis-à-vis nell’Academy. La platea ovviamente è più ampia: ci scrivono in direct anche istruttori, allenatori che vogliono aiutare i ragazzi delle loro società".

Rispetto a quando era ragazzino lei cos’è cambiato nelle nuove generazioni?

"Le storie sono sempre più o meno le stesse. I problemi di spogliatoio pure, solo che allora avevo mio papà come referente se sbagliavo, adesso ci sono dei professionisti con nozioni meno empiriche e più scientifiche. I bambini sono delle spugne, per cui farli crescere con determinati insegnamenti, significa dar loro strumenti che poi si portano dietro tutta la vita. E non si limitano all’ambito calcistico. C’è chi mi ringrazia perché con le mie dritte sta andando meglio a scuola o ha superato la timidenzza facendosi la fidanzatina. Il lato umano è quello che gratifica sempre di più".

Ma vale ancora la pena idealizzare il calcio di oggi?

"Di natura sono portato a vedere sempre il lato bello delle cose per cui sì, è un mondo che crea ancora connessioni. Come quella messa in piedi con la onlus “Insuperabili“ di cui è testimonial Giorgio Chiellini. I loro ragazzi hanno problemi cognitivi e motori, eppure lo scorso anno hanno partecipato al Campus estivo che facciamo le prime due settimane di luglio e il calcio ha abbattutto ogni barriera. E si sono già prenotati per partecipare anche il prossimo anno".

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