Giovedì 23 Maggio 2024
ANNA MARCHETTI
Magazine

"Il Getty ha torto, l’Atleta di Lisippo torni in Italia"

La Corte europea per i diritti umani respinge il ricorso del museo americano contro l’ordine di confisca. La statua fu recuperata in mare a Fano

"Il Getty ha torto, l’Atleta di Lisippo torni in Italia"

"Il Getty ha torto, l’Atleta di Lisippo torni in Italia"

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha dato ragione all’Italia: la statua di bronzo attribuita allo scultore greco Lisippo (dal 1977 esposta al Getty Museo di Malibu in California), può tornare nel nostro Paese. Il bronzo, conosciuto anche come Atleta di Fano o Atleta vittorioso, fu pescato, nel 1964, al largo della costa marchigiana da un peschereccio fanese. Dopo essere sparita per alcuni anni ed aver viaggiato tra Italia e Germania, l’opera ricompare nel 1974, acquistata dal Getty Museum per 3,9 milioni di dollari. Proprio ieri, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto, all’unanimità, il ricorso, per la violazione della protezione della proprietà, presentato dalla Fondazione Paul Getty Museum, valutando il provvedimento di confisca "proporzionato allo scopo di garantire la restituzione di un oggetto che fa parte del patrimonio culturale italiano".

È dunque fallito l’ennesimo tentativo del Getty di opporsi all’ordinanza di confisca della statua "ovunque si trovi", emessa prima dal Tribunale di Pesaro e poi confermata definitivamente, nel 2018, dalla Corte di Cassazione. Anche se, al momento, non è possibile escludere da parte del Getty un ulteriore ricorso alla Grande Camera della Corte di Strasburgo. In ogni caso per Silvia Cecchi, che nel ruolo di pubblico ministero ha seguito tutta la battaglia giudiziaria, "è una grande vittoria perché la Corte di Strasburgo ha rigettato il ricorso non riconoscendo alcuna sproporzione tra il provvedimento giudiziario italiano e la condotta del Getty".A questo punto dovrebbe andare avanti la rogatoria internazionale per la restituzione del Lisippo, che nel 2019 la procura della Repubblica di Pesaro ha inviato al ministero della Giustizia, che l’ha spedita all’ambasciata degli Stati Uniti a Roma e, quest’ultima, l’ha successivamente inoltrata ai competenti uffici statunitensi. "Attualmente – spiega la dottoressa Cecchi – la rogatoria è nella fase pre-legal al vaglio della procura generale di Washington che, però, non ha ancora promosso alcuna azione di recupero nei confronti del Getty".

"Proseguiremo – fa sapere il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – con rinnovata determinazione la nostra azione per riavere presto la statua in Italia. La Corte europea di Strasburgo ha riconosciuto con una sentenza inequivocabile i diritti dello Stato italiano. I giudici sono stati chiari sulla proprietà dell’Atleta vittorioso, statua ritrovata nelle acque vicino alla costa marchigiana e poi trafugata all’estero".

"A seguito della sentenza odierna della Corte europea dei diritti dell’uomo – si legge nel sito del Mic – il governo italiano riavvierà i contatti con le autorità statunitensi per l’assistenza nell’attuazione del provvedimento di confisca". Una storia che va avanti da 60 anni fino a quando, nel 2007, l’associazione Le Cento Città ha il coraggio di mettersi contro il gigante americano e presenta un esposto alla procura di Pesaro: in quel momento parte l’iter che porterà alla sentenza di confisca. "A questo punto – fa notare l’avvocato Tristano Tonnini, che ha seguito l’iter giudiziario per conto dell’associazione – tutti i ricorsi proposti dal Getty sono stati respinti".

La sentenza della Corte europea potrebbe comunque aiutare una soluzione diplomatica e, a livello nazionale, si potrebbe agire sia sul piano giuridico che su quello politico-diplomatico per l’individuazione di soluzioni “win to win“. Ipotesi che l’avvocato Tonnini non esclude affatto, tanto da rilanciare "la creazione e la realizzazione da parte del Getty di un grande museo a Fano che possa ospitare la statua". Si potrebbe replicare nella città marchigiana quanto già avvenuto in altri parti del mondo. "Penso al Museo Guggenheim di Bilbao, che nasce a New York, – sottolinea Tonnini – ma che ha portato grande prosperità a tutti i Paesi Baschi, o al Louvre di Abu Dhabi (frutto dell’accordo tra gli Emirati e il governo francese, ndr)". Comunque sia il sindaco di Fano Massimo Seri si dichiara pronto a ricevere l’opera: "Nell’immediato in una delle sale della Pinacoteca civica (Palazzo Malatestiano) e successivamente nel nuovo museo di Vitruvio che si realizzerà nell’area archeologica del teatro romano".

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