Giovedì 30 Maggio 2024

Il comparto è un ’driver’ strategico per la ripresa

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di Paolo Galliani

Anche le parole hanno un linguaggio del corpo. Riferiscono, svelano, rivelano. Quando evitano di flirtare con la retorica, hanno le qualità della fotografia ad alta definizione: precisione dei dettagli e tanta concretezza, elementi apprezzatissimi dai soci di Confindustria Nautica riuniti, prima di Natale, in Assemblea Generale per chiudere un 2022 importante per il mondo del diportismo e valutare lo stato di salute di un comparto trainante del ’Made in Italy’.

Lo ha sostenuto Saverio Cecchi, peraltro confermato nuovamente presidente dell’Associazione di categoria praticamente all’unanimità (99,98% dei voti favorevoli), con la frase "L’Industria Nautica non chiede: dà. Produce ricchezza, export, posti di lavoro". Lo ha ribadito il direttore generale Marina Stella ricordando il peso specifico di un comparto industriale che è tra i pochi del Belpaese a vantare una leadership superiore al 50% dell’intero mercato mondiale. E lo ha rimarcato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi citando la Nautica italiana come "…driver strategico", meritevole di "atti concreti per essere sempre più competitivo".

Messaggio più esplicito che subliminale. Ovviamente rivolto ai numerosi esponenti del Governo presenti alla tavola rotonda ’Valore Nautica, Patrimonio Paese’ che ha aperto la giornata assembleare: tra gli altri, il ministro del turismo Daniela Santanchè, quindi Nello Musumeci, ministro delle Politiche del Mare e il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi che ha annunciato l’imminente introduzione del nuovo titolo professionale – Ufficiale di navigazione del diporto di 2° classe – atteso e sollecitato da tempo. Un credito di attenzioni da parte del mondo politico che Confindustria Nautica potrà nuovamente rivendicare anche in questo inizio 2023, nel corso di un’apposita audizione organizzata in Parlamento.

E intanto, l’Assemblea Generale attesta un consuntivo 2022 da annali: incremento a doppia cifra del fatturato, portafoglio ordini che nel segmento Superyacht veleggia tra i prossimi 2-4 anni e consegne più che gratificanti per il 2023 e 2024 anche per la fascia medio-alta della Vela e del Motore. Chicca finale, l’eredità di un Salone Nautico di Genova 2022 da mettere in bacheca, visto i buoni indicatori certificati dall’agenzia indipendente di analisi dei grandi eventi ’GRS Research & Strategy’: forte gradimento degli espositori per la qualità dei visitatori e soddisfazione di questi ultimi per l’evento e il contesto espositivo.

Come dire: Genova gioiello tra i boat show internazionali. Ancora prima di poter sfoggiare – entro il 2024 – l’avveniristico Waterfront di Levante firmato da Renzo Piano per la sua amata città.