Mercoledì 12 Giugno 2024

L’8 giugno è la Giornata mondiale degli oceani: come si festeggia

Il significato di questa ricorrenza e perché si celebra proprio durante questa giornata dell’anno

Giornata Mondiale degli Oceani

Giornata Mondiale degli Oceani

Chiunque (come gli astronauti) avesse il privilegio di vedere la Terra dallo spazio avrebbe l’impressione di trovarsi di fronte ad un corpo quasi completamente ricoperto di acqua. Non è casuale, d’altra parte, se lo chiamiamo “il pianeta Blu”. Gli oceani in effetti coprono ben il 71% della superficie terrestre: si sta parlando di 1.386 miliardi di km³ di acqua, di cui ben il 96% è salata e fa parte dei mari e dei nostri oceani. Si tratta della nostra risorsa più preziosa in assoluto, ma che come molti altri elementi naturali è purtroppo messa in serio pericolo dalle attività antropiche: basti pensare, giusto per fare un esempio, alla quantità di mascherine anti Covid che sono state gettate a terra nel periodo più critico della pandemia, e a che fine possono aver fatto. Per quanto qualche passo avanti rispetto alla consapevolezza ambientale è pur stato fatto (grazie agli attivisti climatici, ma non solo) va dunque ribadito quanto sia importante, ancora oggi, celebrare una Giornata Internazionale degli Oceani. L’appuntamento da segnare a calendario con la penna rossa, anche quest’anno, è fissato al 6 giugno. Si veda qui di seguito tutto quello che è necessario sapere in merito della questione per diventare parte attiva del cambiamento.  

La storia della Giornata Internazionale degli oceani

Tutto è iniziato in Brasile: è stato proprio nella splendida Rio de Janeiro che l’8 giugno del 1992 si è svolto un Forum Globale sul tema, un evento parallelo alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) che ha offerto alle organizzazioni non governative (ONG) e alla società civile l'opportunità di esprimere le proprie opinioni sulle questioni ambientali. A partire da quella occasione la data è rimasta fissa per gli ultimi tre decenni, rappresentando una preziosa occasione di incontro per la società civile (e le nuove generazioni in modo particolare) riguardo ad un argomento che troppo a lungo è stato sottovalutato.  

Il tema 2024

Il motto di quest’anno non vuole focalizzarsi solo sul momento presente, ma è piuttosto proiettato verso un futuro dopo tutto non così lontano. Gli organizzatori del World Ocean Day hanno in programma un tema d’azione di carattere pluriennale, “Catalizzare l’azione per il nostro oceano e il clima”. Non si tratta in realtà di uno slogan che si limita a sensibilizzare la popolazione sulla salute degli oceani, ma che invero è dedicato anche a tutta la società civile, affinché essa diventi in generale più sostenibile, equa e giusta. Sono numerosi gli obiettivi (anche piuttosto ambiziosi) che si è scelto di porsi per le celebrazioni di quest’anno. World Ocean Day propone tra gli altri: - L’accelerazione nella direzione di una transizione energetica equa; - Una riduzione lenta ma costante degli agenti inquinanti: c’è un motivo se in tempi non sospetti si è assistito ad una diminuzione (se non addirittura l’eliminazione totale) di prodotti usa e getta all’interno di bar e ristoranti (le classiche cannucce, i piatti e le posate etc) - Proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali costieri, oceanici e terrestri, creando aree fortemente protette che coprano almeno il 30% delle nostre terre e acque entro il 2030; - Sfruttare le conoscenze scientifiche attualmente disponibili per generare soluzioni alternative e green.  

Gli eventi in Italia

Tutte le iniziative legate alla giornata a livello mondiale sono indicate sui canali social del World Ocean Day, che tra le tante ha organizzato sessioni di gruppo di pulizia di alcune tra le spiagge più delicate nei quattro angoli del globo, in cui spesso gli ecosistemi locali si ritrovano a vivere a stretto contatto con immondizia, scarti e sporcizia di varia natura sovente risultato di un turismo piuttosto aggressivo.

Ma le attività non si contano e includono anche le visite a zoo o acquari con l’accompagnamento di esperti, oppure ancora di training e brevi corsi rispetto alle best practice che è necessario rispettare per evitare di fare finire in mare sostanze e prodotti rischiosi per la ricca biodiversità marina. Sono tre le città del Belpaese che in questo 2024 avranno l’onore di ospitare importanti incontri dedicati al tema degli oceani: stiamo parlando di Palermo, di Roma e di Lerici. Per quanto riguarda il capoluogo siciliano si svolgerà il 6, 7 e 8 giugno, presso gli spazi del Palermo Marina Yachting - Molo Trapezoidale un incontro promosso dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con l'obiettivo di sensibilizzare studenti e insegnanti di tutti i livelli scolastici, nonché appassionati e curiosi, riguardo l'impatto delle attività umane sull'oceano, una risorsa essenziale per la conservazione della vita sul nostro pianeta. Il medesimo evento, intitolato “Giornata Internazionale degli oceani: conoscere, comprendere e vivere insieme” sarà inoltre accessibile nelle stesse date anche nella Capitale (presso la sede INGV di Via di Vigna Murata 605) e a Lerici, nella suggestiva location del Castello di San Terenzo.  

Le isole di plastica

Si tratta di un tema sconosciuto ai più, ma che quando si approfondisce lascia senza parole. Forse non tutti sono consapevoli del fatto che all’interno dei nostri oceani sono presenti giganteschi accumuli di plastica, dalle dimensioni a dir poco impressionanti.

La più tristemente nota è probabilmente la South Pacific Garbage Patch, grande otto volte l’Italia e presente al largo delle coste di Cile e Perù. Si tratta di un ammasso di rifiuti che nel corso dei decenni sono stati trascinati dalle correnti, generando un impatto ambientale spaventoso.

Tra le principali problematiche ad esso legate, al di là della sicurezza degli organismi marini che si possono trovare incastrati in pezzi di plastica (condannandosi così a morte certa) c’è tutto il tema delle microplastiche, sostanze generate dal disfacimento di questi rifiuti i cui effetti sulla salute umana sono ancora da chiarire. Molto interessante proprio da questo punto di vista è stata l’esperienza del giovanissimo Boyan Slat, imprenditore che con la sua start-up, la Ocean Cleanup, si sta impegnando negli ultimi anni per il recupero della spazzatura oceanica e nel suo riciclaggio.