Venerdì 14 Giugno 2024
RICCARDO JANNELLO
Magazine

Gigi D’Alessio & Fra(telli): da Geolier a Elodie

Il cantautore torna con un nuovo disco ricco di collaborazioni: "Cantare in napoletano ha una marcia in più: apre il cuore di chi ascolta"

Gigi D’Alessio, 57 anni: nel nuovo disco collabora con Geolier, Elodie, Amoroso

Gigi D’Alessio, 57 anni: nel nuovo disco collabora con Geolier, Elodie, Amoroso

Non mollare mai. Non è solo il titolo di una hit, qui riproposta in una versione alla quale collaborano tre imprescindibili amici, ma il motto stesso di Gigi D’Alessio che fa uscire il suo ennesimo album – il ventisettesimo per trenta milioni di dischi venduti e una serie di record conseguiti – e che si prepara a una monumentale tournée che parte con otto sold out dal 7 giugno nella "sua" Piazza del Plebiscito (e da dove il 13 giugno ci sarà una prima serata di Raiuno). E poi il tour estivo (dal 5 luglio a Palermo al 15 settembre a Caserta passando per luoghi cult come Forte dei Marmi il 22 agosto e Cattolica il 24) e i palazzetti: Roma, 13 novembre; Firenze, 2 dicembre quindi Padova il 6, Torino il 7, Milano l’11 e infine Bologna il 13. Una tournée infinita come infinito è il repertorio, una "emozione continua" che non scalfisce l’entusiasmo di questo giovanotto di 57 anni e cinque (quasi sei, "ma giuro mi fermo") figli, già quattro volte nonno.

Il nuovo lavoro da ieri in vendita si intitola Fra: dieci tracce, qualche inedito ma soprattutto brani con ospiti illustri, e non solo Guè, Clementino e Geolier in Non mollare mai, ma Elodie e Ernia in Io vorrei, il figlio Luca (LDA) in Primo appuntamento, Alessandra Amoroso in Un cuore malato e ancora il fido Geolier in Senza tuccà, brano accompagnato da un video girato da Marco Pavone nel quale i due diventano cartoni animati che si muovono con la moto volante a Posillipo fra i palazzi di una Napoli via di mezzo fra Blade Runner e i Supereroi vivendo una passione utopica. "Un brano – spiega – che ci è venuto naturale in mezz’ora una notte".

Invece la canzone che dà il titolo, appunto Fra cantata in italiano e napoletano, "racchiude tutto – come spiega Gigi –: Fra come Francesco, il nome di uno dei miei figli a cui è dedicata; ma è anche Fra come a Napoli abbreviamo fratello per indicare gli amici che cantano con me; e come la preposizione: perché è fra un disco e l’altro dato che rappresenta il primo tempo di un progetto che avrà seguito: raccontare frammenti di vita". E il secondo atto dovrebbe essere pronto a fine anno, alla vigilia del tour europeo, una ventina di date.

Gigi difende strenuamente la mescolanza di canzoni in italiano e napoletano. "La lingua di Napoli – dice – ha sonorità moderne e si affermerà sempre più perché le sue tronche, il dono della sintesi, il suono che sprigiona ti aprono il cuore. E Geolier l’ha dimostrato a Sanremo: cantare in napoletano ha una marcia in più come musicalità". Appunto Sanremo: parteciperebbe? "Il Festival – racconta Gigi – è la più grande e bella vetrina della canzone italiana e anche Carlo Conti metterà tanti giovani davanti alla tv. Apprezzo il Festival, ma per partecipare c’è bisogno di un progetto che almeno quest’anno non ho. Non si può andare a Saremo tanto per fare. E poi in quelle settimane sarò in giro per l’Europa".

Nel campo professionale D’Alessio ha paura "di non essere capito, non tanto per le canzoni. Rischiamo di essere fraintesi com’è successo all’Amoroso per un selfie non scattato in strada: i social l’hanno messa in croce. E come uomo ho paura che i miei figli diventino dipendenti dal virtuale". Per quanto riguarda la musica "non sono schiavo delle piattaforme e di sfornare una canzone la settimana. Non dobbiamo pensare al mercato, dobbiamo comporre con uno strumento; le canzoni si scrivono scavando nell’anima, non con l’Intelligenza artificiale. I giovani devono capire che la musica va studiata, deve puntare ai sentimenti non può essere affidata a una macchina. Si devono suonare il piano o la chitarra, non un computer: sennò spariranno i musicisti". E D’Alessio di sparire non ha proprio voglia.