Emmy Awards da pronostico: trionfano ‘The Bear’, ‘Succession’ e ‘The Beef’

Jennifer Coolidge batte le italiane Sabrina Impacciatore e Simona Tabasco come miglior attrice drammatica non protagonista. Nella gara tra le piattaforme stravince Hbo. Perde rumorosamente "Better Call Saul", era l'ultima occasione dopo 53 nomination

Ebon Moss-Bachrach bacia Matty Matheson (Ansa)
Ebon Moss-Bachrach bacia Matty Matheson (Ansa)

Roma, 16 gennaio 2024 – La 75esima edizione degli Emmy Awards andata in scena nella notte al Peacock Theater di Downtown Los Angeles è riuscita nell'impresa di riportare Hollywood indietro di un anno e farlo rinascere dalle proprie ceneri. Programmati in origine per settembre 2023 e rinviati di oltre tre mesi a causa degli scioperi di attori e sceneggiatori, i premi assegnati dalla Television Academy americana hanno celebrato programmi e serie televisive dell'annata 2022-2023 consacrando il successo di “The Bear” (la prima stagione) e "Succession", sei vittorie ciascuna, nelle rispettive categorie comedy e drammatiche, e di "The Beef – Lo scontro" per le miniserie con cinque statuette. Menzione speciale, anche se amara, per "Better Call Saul", spin-off di "Breaking Bad" sull'avvocato interpretato da Bob Odenkirk apprezzatissimo dal pubblico: candidato 53 volte agli Emmy, neanche questa volta è riuscito a vincere, e ormai, con l'ultima puntata andata in onda ad agosto 2022, passerà alla storia come lo show più snobbato di sempre. Lui come altri show non saranno in lizza alla prossima edizione di settembre, che prenderà in considerazione gli show dell'annata 2023-2024.

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“The Bear” sorpassa tutti

Miglior serie comica, miglior sceneggiatura e miglior regia per Christopher Storer, miglior attrice non protagonista in una commedia per Ayo Edibri, miglior attore non protagonista in una commedia per Ebon Moss-Bachrach e miglior attore protagonista a Jeremy Allen White. Con questo bottino, più i quattro premi ricevuti ai Creative Arts Emmy – i riconoscimenti assegnati ai settori tecnici in serate precedenti – "The Bear" è diventata ufficialmente la serie più premiata agli Emmy Awards 2023. Lo chef Carmy Berzatto e la sua sgangherata brigata hanno vinto tutto quello che c'era da vincere, tranne la statuetta per miglior attrice protagonista in una serie comedy, dove lo show non era però in lizza, che è andata invece a Quinta Brunson per "Abbott Ementary". In quest'ultima categoria era candidata anche Christina Applegate ("Dead to Me") che, chiamata a presentare il primo premio della serata, ha regalato anche il primo momento emozionante della cerimonia: una standing ovation da parte delle star sedute in sala, in onore alla sua carriera iniziata da bambina. Applegate, cui nel 2021 è stata diagnosticala la sclerosi multipla, è arrivata sul palco aiutandosi con un bastone e ha ringraziato dell'applauso con il suo sarcasmo: "Ora che vi siete alzati in piedi mi state facendo vergognare della mia disabilità, va bene, non fa niente", ha detto divertita ma commossa.  

Ha vinto "Succession", come volevasi dimostrare

Il malloppo di premi per le categorie drama è andato invece al clan dei Roy di "Succession". Miglior serie drammatica, miglior sceneggiatura a Jesse Armstrong e miglior regia a Mark Mylod, miglior attrice protagonista a Sarah Snook, miglior attore protagonista a Kieran Culkin e miglior attore non protagonista a Matthew Macfadyen. A introdurre quest'ultima categoria è stato tra l'altro Pedro Pascal, che per il suo ruolo di Joel in "The Last of Us" gareggiava nuovamente contro Culkin. Salito sul palco con un braccio rotto fasciato, Pascal ha affermato serioso – in realtà per gioco – che è stato proprio l'interprete di Roman Roy ad averlo "picchiato selvaggiamente", in risposta allo scherzoso "Prendi questa!" che il collega gli aveva rivolto la scorsa settimana vincendo il Golden Globe. Jennifer Coolidge ha portato a casa la statuetta come miglior attrice non protagonista per la sua Tanya McQuoid in "The White Lotus", lo show che racconta le eccentriche vacanze dei super ricchi, soffiandola alle italiane Sabrina Impacciatore e Simona Tabasco - complimenti invece ai nostri Francesco Vedovati e Barbara Giordani che insieme a Meredith Tucker hanno vinto ai Creative Arts Emmy per il miglior casting sempre di "The White Lotus".  

Oltre a "The Beef" c'è spazio anche per "Dahmer" e "Black Bird"

Nell'universo delle minserie ci hanno pensato gli interpreti non protagonisti a interrompere l'egemonia di "The Beef". Niecy Nash-Betts ha vinto per "Dahmer" nella categoria femminile – ricevendo un forte applauso durante il discorso accalorato in cui ha ringraziato se stessa e "tutte le donne nere e marroni che non sono state ascoltate, ma sono state ultrasorvegliate" – mentre Paul Walter Hauser è stato premiato nella categoria maschile per la sua interpretazione del serial killer Larry Hall in "Black Bird", dove recita al fianco di Taron Egerton-James Keene. Per il resto, la serie Netflix creata da Lee Sung Jin si è guadagnata la statuetta come miglior miniserie, miglior sceneggiatura, miglior regia, miglior attore protagonista a Steven Yeun e miglior attrice protagonista alla stand-up comedian Ali Wong. Tra questo, i Golden Globe e i Critics Choice Awards sembra decisamente un'annata notevole per la rappresentazione della comunità di asiatici americani ad Hollywood.

Hbo surclassa le piattaforme streaming

Per il resto, "RuPaul's Drag Race", la competizione di drag queen più famosa d'america, ha vinto l'Emmy come miglior reality show, "Last Week Tonight With John Oliver" ha vinto come miglior varietà televisivo battendo per la prima volta dopo anni il "Saturday Night Live", "The Daily Show with Trevor Noah" come miglior talk show e infine "Elton John Live: Farewell From Dodger Stadium", il concerto d'addio alle scene di Elton John, come miglior spettacolo live.

Elton, assente per un problema fisico, ha avuto la notizia in videochiamata, diventando inoltre la 19esima persona a guadagnarsi la spilla di E.G.O.T, ovvero chi nella carriera ha vinto i quattro premi maggiori che per John sono, oltre all'ultimo Emmy, cinque Grammy, due Oscar ("Il Re Leone" e "Rocketman") e un Tony Award per il musical Aida.

Alla fine dei conti, l'emittente televisiva e casa di produzione Hbo ha vinto la sfida con le altre piattaforme portando a casa ben 31 Emmy, seguita da Netflix con 22 ed FX con 16 – a decrescere Apple TV+ ha vinto 10 Emmy, Disney+ 9, Prime Video 6. Prova superata per il presentatore Anthony Anderson, che si è fatto aiutare dalla madre – e collega nel game show televisivo "We Are Family" – Doris Bowman nel far rispettare i tempi tecnici della serata ai premiati: a chi si dilungava troppo con il discorso, mamma Doris intimava con dolce fermezza di chiudere, con tanto di cartelli con su scritto "Fuori tempo massimo".

Il saluto finale a Matthew Perry

A impreziosire questa edizione sono stati anche i momenti di celebrazione di vecchie serie di successo a partire da "I Soprano", sei stagioni – e 100 candidature agli Emmy – sulla storia di una famiglia mafiosa italoamericana, che nel 2024 festeggiano 25 anni dalla messa in onda: due membri dello storico cast, Lorrain Bracco e Michael Imperioli, chiamati a introdurre un premio, non hanno perso occasione di ricordare James Gandolfini, insuperabile Tony Soprano, scomparso a Roma nel 2013. Altro hilight della serata è stata la reunion del cast di "It's Always Sunny in Philadelphia", esordita nel 2005 e arrivata oggi a 16 stagioni, tra l'altro ancora in produzione. I protagonisti Charlie Day, Rob McElhenney, Glenn Howerton, Kaitlin Olson e Danny DeVito sono saliti sul palco per consegnare il premio al miglior talk show, ma non hanno potuto fare a meno di meravigliarsi di come gli Emmy siano andati avanti per 75 anni senza mai neanche considerarli per le nomination: sommessamente, DeVito ha ammesso di aver già vinto una volta per "Taxi", così come McElhenney ne ha guadagnati diversi per il documentario "Welcome to Wrexham" sulla squadra gallese di calcio che possiede insieme a Ryan Reynolds. A sugellare il tutto, un tributo speciale a Matthew Perry nel segmento video intitolato In Memoriam, dedicato ogni edizione al ricordo di attori e lavoratori dello spettacolo morti nell'anno trascorso: la band Charlie Puth and The War and Treaty ha suonato e cantato una versione emozionante di "I'll be there for you", l'iconica sigla di "Friends", mentre sullo schermo appariva una foto dell'interprete di Chandler Bing. Appuntamento a settembre 2024 per la 76esima edizione degli Emmy Awards: le scommesse sulla seconda stagione di "The Bear" sono già aperte.

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