Giovedì 13 Giugno 2024
PATRIZIA TOSSI
Magazine

Ed Sheeran suona la chitarra in tribunale contro l’accusa di plagio

Il cantante inglese ha cantato ‘Thinking Out Loud’ davanti alla corte federale di Manhattan. L’artista è accusato di avere plagiato il classico di Marvin Gaye, ‘Let's Get It On’

Ed Sheeran all'uscita dal tribunale federale di New York

Ed Sheeran all'uscita dal tribunale federale di New York

Ed Sheeran imbraccia la chitarra e suona ‘Thinking Out Loud’ in tribunale. È il colpo di scena accaduto durante il processo che sta tenendo banco al tribunale newyorchese di Manhattan, dove il famoso cantautore britannico è stato citato in giudizio per plagio. L’accusa è di avere plagiato la canzone 'Let's Get It On' di Marvin Gaye per la sua hit del 2014. È stato un vero e proprio show quello a cui i giurati hanno assistito in aula, un’ora di parole e musica suonata dal vivo da Sheeran per ripercorrere le fasi della sua carriera. Sheeran ha raccontato ai giurati la sua carriera musicale e ha eseguito parti della canzone accusata di plagio. “Se lo avessi fatto, sarei stato proprio un idiota”, ha detto Ed Sheeran nell’aula gremita. Non è una vita facile quella del cantante, che ha da poco confessato di avere vissuto il dramma della malattia della moglie e la morte del suo migliore amico

Sheeran: “Traggo ispirazione dalla mia vita e dalla mia famiglia”

Sheeran ha suonato gli accordi della sua canzone di successo, un inno all’amore eterno, cantando dal banco dei testimoni per dimostrare l’originalità del suo brano. “Traggo ispirazione da molte cose della mia vita e della mia famiglia”, ha detto Sheeran, raccontando alla corte federale che la canzone – scritta all’inizio di una sua nuova relazione e dopo la morte del nonno – è stata ispirata dall'amore tra i suoi nonni. “Quando scrivo melodie vocali, è come la fonetica: gli accordi sono elementi musicali comuni che non appartengono a nessuno”, ha detto Sheeran, negando di essere stato influenzato dal noto brano di Gaye. “La maggior parte delle canzoni pop può adattarsi alla maggior parte delle canzoni pop – ha aggiunto – se avessi fatto quello che mi state accusando di fare, sarei un vero idiota a salire su un palco di fronte a 20mila persone”. Dal banco dei testimoni, Ed ha impugnato una chitarra acustica e ha iniziato a cantare: prima la frase “Sto cantando ora”, dicendo di averla intonata nella fase di scrittura del testo, avvenuto nella sua casa inglese insieme a Emy Wadge, poi la versione definitiva “Sto pensando ad alta voce”, diventata il titolo definitivo del brano (Thinking Out Loud). Poi ha cantato le parole di apertura: “When your legs don’t work like they used to” (Quando le tue gambe non funzionano come una volta).

L’accusa: “Abbiamo la pistola fumante”

“Non sono il chitarrista più talentuoso del mondo”, ha detto Sheeran di fronte all’aula gremita. “È facile uscire ed entrare dai brani se sono nella stessa chiave. Puoi passare facilmente da ‘Let It Be’ a ‘No Woman, No Cry’, ha aggiunto riferendosi ai classici dei Beatles e di Bob Marley. La testimonianza di Sheeran è arrivata giovedì, dopo che il giorno prima un musicologo chiamato dai querelanti aveva testimoniato che le due canzoni condividono diverse somiglianze. Nella loro dichiarazione di apertura all'inizio di questa settimana, gli avvocati dei querelanti hanno riprodotto un video di Sheeran a un concerto a Zurigo mentre passava dal suonare 'Thinking Out Loud' al classico soul di Gaye. “Ci sono straordinarie somiglianze”, hanno argomentato gli avvocati degli eredi di Townsend – tra cui Ben Crump, che ha rappresentato la famiglia dell'afro-americano George Floyd ucciso nell'estate 2020 dalla polizia di Minneapolis – mostrando in aula un video in cui Sheeran interpreta un mash up dei due brani: “È una confessione: abbiamo la pistola fumante”.

Le accuse di plagio

La battaglia legale è iniziata nel 2017, tre anni dopo l’uscita della hit di Sheeran. Gli eredi del co-autore di Gaye, Ed Townsend, affermano che Sheeran abbia rubato elementi dal leggendario successo R&B del 1973. La richiesta al cantante inglese – oltre che alle etichette Warner Music Group e Sony Music Publishing – è un risarcimento per il presunto furto della canzone. I legali di Sheeran, pur riconoscendo una certa simmetria tra i due pezzi, ritengono che “le due canzoni condividono una progressione di accordi alla portata di tutti e disponibile a qualsiasi autore”. Sheeran non è estraneo alle accuse di plagio: nell'aprile dell'anno scorso, il cantante ha vinto una causa in cui lo si accusava di aver copiato la canzone 'Oh, Why?' di Sami Chokri per la sua hit 'Shape of You', brano con cui si era aggiudicato un Grammy come Miglior Canzone dell'Anno.

Le somiglianze tra i brani

Le somiglianze tra le due canzoni erano state notate anni fa da alcuni giornalisti specializzati. Andrew Unterberger di Spin aveva osservato che “lo schema del basso a quattro note dolcemente ondeggiante e la batteria soul degli anni '70 sono assolutamente in linea con il classico di Gaye, così come il testo insistente sul tema dell'abbraccio e l'atmosfera generale da camera da letto a lume di candela”, mentre Jason Lipshutz su Billboard aveva definito ‘Thinking Out Loud’ un “elegante aggiornamento” del classico del soul contestato a Sheeran.

Il processo continua?

Il caso è approdato in questi giorni in tribunale davanti al 95enne giudice Louis Stanton che ha invitato giuria e pubblico in aula a contenersi (e non ballare) quando i legali dei Townsend hanno mostrato il video del concerto. Il processo dovrebbe durare una settimana. Se la giuria riterrà la pop star responsabile per violazione del copyright, il processo entrerà in una seconda fase per determinare un risarcimento economico. Sheeran dovrebbe riprendere la sua testimonianza lunedì, 1° maggio. L'ultimo processo arriva un anno dopo che Sheeran è stato scagionato in una causa legale a Londra, dove era accusato di aver copiato un'altra sua canzone di grandissimo successo 'Shape Of You'.