"Donne che soffrono e che fanno soffrire"

Maria Sole Tognazzi racconta il suo ultimo film "Dieci minuti", che esplora le debolezze delle donne e il dolore che affrontano. Il film segue la storia di Bianca, che dopo diciotto anni di convivenza perde il suo uomo e il lavoro. Tognazzi sottolinea che il dolore può renderci egoisti e che il film mostra una donna che cerca di migliorare nonostante i suoi errori. L'attrice Barbara Ronchi interpreta il personaggio di Bianca in modo eccezionale, esplorando la sua fragilità. Tognazzi afferma che gli uomini non possono comprendere appieno le donne, ma possono provare ad avere empatia.

"Non faccio un film per dire che le donne sono migliori degli uomini, ma per esplorare le loro debolezze, per raccontare il dolore. Di fronte al dolore, di fronte alla crisi, di fronte all’amore siamo tutti uguali, uomini e donne". Maria Sole Tognazzi racconta il suo ultimo film, Dieci minuti. Dieci minuti. Sono quelli che si prende Bianca, che dopo diciotto anni di convivenza ha visto il suo uomo uscire dalla porta di casa per non ritornare. E che in più si sente dire dal capo, in una videochiamata di pochi secondi, che ha perso il lavoro. Dieci minuti per fare qualcosa che non ha fatto mai. Maria Sole Tognazzi torna sul grande schermo, nove anni dopo Io e lei, con una storia – scritta con Francesca Archibugi – che parla di rinascita.

Maria Sole, qual è stato il punto di partenza?

"Tutto nasce dal libro di Chiara Gamberale, Per dieci minuti. Insieme a Francesca Archibugi abbiamo fatto nostro il libro. Ci siamo anche raccontate molte cose della nostra vita. E il libro è diventato, poco a poco, il ‘nostro’ film, pur rimanendo fedeli al cuore del romanzo".

Lei ha sempre raccontato donne indipendenti, come in Viaggio sola, donne che si amano, come in Io e lei. Stavolta è un personaggio diverso.

"Sì: racconto una donna che vive un grande strappo nella propria esistenza, un grande dolore. Una donna che si trova in grande difficoltà, e che mostra tutti i suoi limiti. Perché il dolore ci può fare diventare anche egoisti. E Bianca è egoriferita. Il dolore è anche questo".

Un’eroina che ha anche torto: qualche cosa che il cinema non esplora spesso.

"Ma sì, perché raccontare le donne in maniera realistica e vera non significa raccontarle come esseri perfetti. Bianca soffre, ma fa anche soffrire. È una donna che cerca di migliorare, anche inciampando, sbagliando. La forza dell’essere umano è anche la sua debolezza".

Bianca è interpretata da Barbara Ronchi, che sembra raccontare, con ogni parte di sé, il proprio disorientamento.

"Barbara ha fatto un lavoro eccezionale: ha restituito una figura di donna complessa, ha esplorato la fragilità del personaggio. Ha vestito di carne, di sguardi, di voce il personaggio che avevamo immaginato. Disegna una donna che non ha strumenti per tirarsi su: ma che quando inizia ad ascoltare gli altri, vede aprirsi anche il proprio mondo".

Ma gli uomini potranno mai capire fino in fondo le donne?

"La verità? No. Un uomo non potrà mai comprendere fino in fondo una donna, il suo modo di vivere le difficoltà. Ma può provare ad aprire gli occhi, a provare empatia. Nel mio film non c’è un giudizio sulla donna o sull’uomo. Ci sono solo personaggi che, in modo diverso, soffrono, inciampano, sbagliano. Che cercano di vedere l’altro da sé, e forse un pochino diventano migliori".

Giovanni Bogani

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro