The Crown 5 inizia tra le polemiche. Nel mirino il ruolo di Carlo

Netflix pubblica il nuovo trailer dello show, ma più di una voce sostiene che abbia un problema con la verità storica di quanto raccontato

The Crown, stagione 5: Imelda Staunton è la regina Elisabetta II - Foto: Netflix

The Crown, stagione 5: Imelda Staunton è la regina Elisabetta II - Foto: Netflix

'The Crown' è una delle serie TV più premiate e famose di Netflix, ma con l'avvicinarsi della quinta stagione (in streaming dal 9 novembre), si fanno sempre più insistenti le richieste di fare chiarezza sul fatto che si tratta di finzione e non di un resoconto documentaristico su quanto realmente accaduto alla famiglia reale britannica. L'hanno chiesto a gran voce, per esempio, l'attrice Judy Dench e l'ex primo ministro John Major.

'The Crown', fra storia e finzione

La questione è molto complessa. Da un lato abbiamo una serie che non ha mai nascosto il suo status di finzione, ma che nel contempo ha voluto ancorarsi saldamente alla storia vera della regina Elisabetta II. Proprio la stretta corrispondenza tra fiction e realtà ha in se stessa un rischio: cioè che le persone ritengano 'The Crown' una ricostruzione storica dotata di autorevolezza in termini di verità dei fatti narrati. Questo atteggiamento è problematico perché raramente chi guarda una serie, o un film, va poi a verificare l'esattezza del racconto. Poco male se l'inesattezza storica è sepolta in un passato remoto: vedi ad esempio il caso del lungometraggio 'Il gladiatore', che aveva al centro della trama un clamoroso falso storico (l'imperatore Marco Aurelio non fu ucciso da Commodo). Ma se parliamo di fatti più recenti e di istituzioni ancora al centro della scena pubblica, allora il discorso cambia: una ricostruzione inesatta, o addirittura falsa, può danneggiare persone e istituzioni.

La polemica riguarda il principe Carlo

E veniamo alla questione che fa discutere: nella stagione 5 di 'The Crown' si lascia intendere che il principe Carlo abbia complottato contro la madre Elisabetta II allo scopo di anticipare la successione. E che avrebbe chiesto all'allora primo ministro John Major di sostenere il suo piano. Fatti che non sono mai avvenuti, tanto da spingere Major a definire la serie "dannosa e guidata da malignità". Dal canto suo l'attrice Judy Dench ha scritto una lettera al The Times di Londra, dicendosi preoccupata che gli spettatori, soprattutto quelli internazionali che non conoscono la storia d'Inghilterra, possano prendere come vera ciò che invece è una drammatizzazione. Ha anche detto di sostenere a spada tratta "la libertà artistica", ma che non è sufficiente che Netflix parli di 'The Crown' come di una fiction: sarebbe invece opportuno che ogni episodio fosse preceduto da un disclaimer in cui si ricorda che, appunto, ciò che vediamo non è una rigorosa ricostruzione storica, per quanto l'attenzione verso la storia sia stata grande, nell'impostazione dello show. Se è dunque nel pieno diritto di 'The Crown' rendere sfumato "il confine che separa la storia dal crudo sensazionalismo", dice Dench, occorre considerare che ciò potrebbe risultare "crudelmente ingiusto e dannoso sia per le persone, sia per le istituzioni che rappresentano" (nel caso specifico, la corona e il governo). La questione è, appunto complessa, e promette di diventarlo ancora di più quando la sesta stagione affronterà la morte di Lady Diana: forse, però, in quel momento Netflix avrà già istituzionalizzato il disclaimer chiesto da Judy Dench.

Il trailer della stagione 5

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