Mercoledì 19 Giugno 2024

Sempre meno pediatri, è allarme Seguono fino a mille bimbi a testa

Il report di Gimbe: in tre anni diminuiti del 5,5%, ne servono almeno 840. Il limite degli assistiti per legge è 800. Cartabellotta, presidente della Fondazione: "Aumentare l’età pensionabile dei medici non risolve nulla". .

di Riccardo Jannello

ROMA

Un dato che peggiora e che preoccupa, nonostante in Italia la natalità sia in picchiata: mancano i pediatri di libera scelta. Già nei mesi scorsi era stato lanciato l’allarme e l’Ocse aveva parlato per il nostro Paese di un deficit drammatico di circa 1.300 specialisti che entro il 2025 potrebbe essere, fra pensionamenti e assenza di ricambi che si possono esclusivamente stimare, addirittura di 3.300. Ieri è intervenuto sulla questione il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, sempre attento ai problemi della sanità nazionale, che ha svolto una ricerca dando quella che ritiene essere la situazione reale. Secondo questo studio, i pediatri sono diminuiti in un triennio del 5,5% (i dati disponibili parlano di 7.022 alla fine del 2021, cioè 386 in meno rispetto al 2019) e ora ne servirebbero urgentemente almeno 840. Il calcolo è fatto sul numero dei piccoli pazienti assistibili per legge, 800, mentre in diverse regioni si supererebbe addirittura la soglia di mille.

"L’allarme – dice la Fondazione – oggi è lanciato da genitori di tutti i territori, da Nord a Sud, con narrative dove s’intrecciano questioni burocratiche, mancanza di risposte da parte delle Asl, specialisti con numeri esorbitanti di assistiti fino all’impossibilità di esercitare il diritto d’iscrivere i propri figli al pediatra di famiglia da cui derivano potenziali rischi per la salute, in particolare dei più piccoli e dei più fragili".

Con i dati della ricerca, il numero medio di assistiti a livello nazionale è 896 e solo quattro regioni – Umbria, 784; Sardegna, 788; Sicilia, 792; e Molise, 798, comunque tutte sopra quella soglia dei 700 a cui qualcuno aspira - rimangono al di sotto del massimale senza deroghe. Fra le diciassette che sarebbero fuori legge, tre stanno esplodendo con numeri oltre i mille bambini a medico: Piemonte (1.092), Provincia Autonoma di Bolzano (1.060) e Toscana (1.057).

"Bisogna precisare – spiega Cartabellotta – alcuni aspetti fondamentali. Innanzitutto le regole sulle fasce di età di assistenza esclusiva dei minori, quelle per definire il massimale e quelle per identificare le aree carenti di pediatri sono frutto di compromessi con i medici di medicina generale oltre che delle politiche sindacali degli stessi pediatri di libera scelta. In secondo luogo, su carenze e fabbisogno è possibile solo fare stime a livello regionale con le Asl".

La legge dice che fino al compimento dei sei anni è obbligatorio che a seguire il bambino sia il pediatra di libera scelta, mentre fra i sei e i 14 (quando decade automaticamente tranne proroghe fino ai 16 anni per patologie croniche o disabilità) i genitori possono scegliere anche un medico di medicina generale. Cartabellotta chiede soluzioni strutturali: "Aumentare l’età pensionabile dei medici a 72 anni o alzare i massimali a mille vorrebbe solo dire nascondere la polvere sotto il tappeto". E quindi bisogna incentivare gli specializzandi in pediatria – circa 840 l’anno, guarda caso il fabbisogno indispensabile - a optare per la libera scelta.