Luciano 'Liga' Ligabue, a 61 anni si racconta in una serie targata Raiplay
Luciano 'Liga' Ligabue, a 61 anni si racconta in una serie targata Raiplay
"Luciano è sorprendente, con lui si ride e non ci si annoia mai". Parola di Stefano Accorsi, coprotagonista di 'È andata così', la miniserie tv in sette capitoli di tre episodi ciascuno sul rocker di Correggio – che da regista ha diretto Accorsi nei suoi film dall’esordio di Radiofreccia, 1998, a Made in Italy, 2018 – trasmessa online su RaiPlay da questa sera. Trent’anni di carriera, pillole di una vita ad alto volume, della durata di 15 minuti ciascuna, confezionate da Ligabue con la complicità del regista Duccio Forzano e di uno stuolo di amici, fra cui Francesco De Gregori, Mauro Coruzzi, Linus, Federico Poggipollini, Walter Veltroni. Oltre 300 minuti di storie, racconti, riflessioni, appunti a margine, ma soprattutto...

"Luciano è sorprendente, con lui si ride e non ci si annoia mai". Parola di Stefano Accorsi, coprotagonista di 'È andata così', la miniserie tv in sette capitoli di tre episodi ciascuno sul rocker di Correggio – che da regista ha diretto Accorsi nei suoi film dall’esordio di Radiofreccia, 1998, a Made in Italy, 2018 – trasmessa online su RaiPlay da questa sera. Trent’anni di carriera, pillole di una vita ad alto volume, della durata di 15 minuti ciascuna, confezionate da Ligabue con la complicità del regista Duccio Forzano e di uno stuolo di amici, fra cui Francesco De Gregori, Mauro Coruzzi, Linus, Federico Poggipollini, Walter Veltroni. Oltre 300 minuti di storie, racconti, riflessioni, appunti a margine, ma soprattutto sogni (di rock’n’roll) realizzati.

"Sapevo che c’era da raccontare la mia storia, ma non riuscivo a capire dove saremmo andati a parare" ha ammesso ieri in conferenza stampa Mr. Certe Notti, 61 anni, atteso sabato prossimo alla Festa del Cinema di Roma per la presentazione proprio del videoclip ufficiale di' Sogni di rock’n’roll', girato da Fabrizio Moro per il festival del videoclip Imaginaction. "Così mi sono agganciato ancora una volta a quel 7 che per diversi motivi è il mio numero portafortuna e poi alla possibilità di tirare dentro Stefano Accorsi, amico di vecchia data, ma anche dotato della capacità di sdrammatizzare, di prenderla leggera. Insomma, un complice più che un intervistatore".

È stato difficile raccontare Luciano prima ancora di Liga?

"Lo è sempre un po’, perché vengo da una scuola di pensiero secondo cui le canzoni dovrebbero saper parlare da sole. E invece ho fatto questa serie anche per sfatare un mito: che sia riservato. Nelle mie canzoni, infatti, ho raccontato tanto di me".

E cosa raccontano le puntate?

"La prima racconta gli esordi, la seconda il boom, la terza parla di me, la quarta delle aspettative, la quinta delle mie crisi professionali, la sesta del mio rapporto col pubblico, la settima dell’anima dei posti in cui ho suonato, dai parcheggi dei supermercati alla nuovissima Rcf Arena di Reggio Emilia".

Stefano Accorsi, parlando di questa serie, ha anticipato che si tratta di un racconto molto onesto che non elude i momenti più complicati della sua vita.

"La quinta puntata mette a nudo le mie tre grandi crisi professionali. La prima crisi scoppiata dopo il terzo album, quando, dopo una partenza fulminante, sembrò che tutto il successo ottenuto fino a quel momento fosse improvvisamente sparito. La seconda crisi, più personale, la attraversai alla fine degli anni ‘90, quando mi sembrava di non riuscire a gestire la popolarità e pensai addirittura al ritiro. Riuscii a esorcizzarla scrivendoci sopra un album come Miss Mondo".

E l’ultima crisi?

"È quella legata a Made in Italy, progetto molto articolato, iniziato con le canzoni di un album e divenuto film. Raccontava la storia di un altro, Riko, e per una coincidenza, mentre davo voce a lui un polipo alla gola mi ha fatto perdere la mia con la conseguente interruzione del tour e la sensazione che non l’avrei recuperata più".

Dopo due rinvii, il 4 giugno l’attende alla Rcf Arena (si spera) il raduno per centomila 30 anni in un (nuovo) giorno.

"Vengo da un’astinenza lunghissima. E se c’è una cosa di cui sono certo è quella di non poter rinunciare ai concerti. Sto friggendo, quindi, nella mia personale padella in attesa di tornare alla normalità, ma capisco la giusta cautela, fino a quando non ci si sentirà al sicuro".

La serie di RaiPlay si intitola 'È andata così'. Ma se non fosse "andata così"?

"Forse avrei cambiato molti lavori, come m’era capitato di fare fino al momento di sfondare nella musica. Ma chi può dire se oggi li avrei trovati?".