Lunedì 24 Giugno 2024

I cani capiscono se gli estranei hanno buone intenzioni oppure no

Ad assicurarlo scientificamente sono i ricercatori dell’Università di Vienna dopo aver svolto un originale test con un pezzo di salsiccia...

I cani? Affettuosi e anche tolleranti con chi è maldestro

I cani? Affettuosi e anche tolleranti con chi è maldestro

Al ristorante quel simpatico cane ai piedi del tavolo vicino al vostro vi guarda ancora con occhi imploranti, ma voi non avete proprio più un altro bocconcino da allungargli? Non preoccupatevi: magari ci rimarrà male, ma non penserà che siete maldisposti verso di lui. Almeno così si può dedurre da uno studio condotto in Austria, secondo il quale i cani capiscono quando gli esseri umani hanno buone intenzioni nei loro confronti, anche se non riescono a ottenere da loro ciò che vogliono.

Il test della salsiccia

Per verificare se i cani sono in grado di distinguere tra azioni intenzionali e accidentali da parte di estranei, il dottor Christoph Volter dell'Università di Medicina Veterinaria di Vienna e alcuni suoi colleghi hanno condotto dei test in cui gli esseri umani offrivano del cibo mentre i movimenti del corpo degli animali erano registrati da otto telecamere.

Animali e uomini erano separati da un pannello di plastica trasparente, in cui erano presenti dei fori attraverso i quali poteva essere passato un pezzo di salsiccia: in 96 test, condotti con 48 cani diversi, prima di farglielo mangiare gli umani hanno stuzzicato l’animale tenendo in mano e tirando indietro il bocconcino oppure hanno fatto finta di farlo cadere maldestramente dalla propria parte del pannello. In tutte le prove, i cani hanno quindi dovuto attendere 30 secondi prima di ricevere la ricompensa, durante i quali il team di ricercatori ha monitorato le loro reazioni a quanto stava accadendo grazie a un algoritmo che considerava punti specifici sul corpo dei cani per analizzarne il linguaggio.

Malintenzionato? No, solo maldestro

Per prima cosa, i ricercatori hanno scoperto che i cani rispondevano con maggiore pazienza quando gli esseri umani fingevano di far cadere il pezzo di salsiccia rispetto a quando lo ritiravano intenzionalmente: in particolare, nel primo caso guardavano di più negli occhi l’essere umano al di là del pannello trasparente, scodinzolavano di più e rimanevano più vicini alla barriera, suggerendo che si aspettavano di ricevere il cibo. Quando invece stuzzicati dal “tira e molla” con il bocconcino, i cani si sono seduti, si sono sdraiati e si sono allontanati più spesso dalla barriera. E i risultati sono stati simili per razza canina, età e sesso.

Inoltre, nelle prove in cui il cibo veniva fatto cadere per finta a terra al di qua del pannello i cani hanno anche scodinzolato di più sul lato destro, un comportamento associato dagli etologi al fatto di essere felici e rilassati. “Questo ci ha portato a credere che capivano perfettamente che lo sperimentatore era disposto a dare il cibo, ma era solo troppo maldestro”, è il commento finale del dottor Volter e degli altri studiosi, il cui lavoro è stato pubblicato su The Royal Society.