Giovedì 20 Giugno 2024

Camus fra vita e letteratura. Ritratto di un uomo in rivolta

Albert Camus è una figura significativa del '900 europeo, il cui pensiero e impegno civile e politico sono stati spesso strumentalizzati. Domenico Canciani ripercorre la vita e le opere di Camus, mostrando come egli abbia scelto di vivere in rivolta contro l'assurdo. Un viaggio che appassiona e sorprende.

Camus fra vita e letteratura. Ritratto di un uomo in rivolta

Camus fra vita e letteratura. Ritratto di un uomo in rivolta

La figura di Albert Camus – per il suo pensiero e la qualità del suo impegno civile e politico, oltre che per la sua opera letteraria – è fra le più significative e originali del ‘900 europeo, ma è stata spesso sottoposta ad “appropriazioni indebite” e disinvolti usi strumentali. Perciò vale la pena ritornare a Camus, un autore ancora attuale e tutto da leggere e rileggere, cercando di capire l’origine del suo pensiero, seguendone il percorso esistenziale, nell’intreccio fra vita e opere, mai così stretto come nel caso dello scrittore premiato col Nobel nel 1957, quando aveva appena 44 anni. Albert Camus. L’inferno e la ragione di Domenico Canciani (Castelevecchi 2023), in questo senso, è un perfetto compagno di viaggio.

Forte di decenni di attento studio, Canciani segue e analizza, passo per passo, il percorso umano e letterario dello scrittore, che emerge da queste pagine in tutta la sua complessità, e anche nella profonda sensibilità, sia umana sia civile. Camus, fra gli intellettuali del suo tempo, spicca per l’importanza che attribuiva all’esperienza personale, alla conoscenza diretta, alle relazioni umane, anche in ambito politico.

Esemplare il suo atteggiamento verso la questione algerina. Da “pied noir” qual era, dunque francese nato e cresciuto in Algeria, ma di classe subalterna, conosceva e comprendeva più e meglio degli intellettuali parigini le sofferenze della popolazione locale, ma seppe tuttavia sottoporre a una critica seria e serrata la prospettiva – per lui non convincente – del nazionalismo indipendentista, all’epoca appoggiato incondizionatamente dalla sinistra francese, alla quale pur apparteneva. Camus disapprovò i metodi terroristici del Fronte di liberazione nazionale e mise in guardia sulle possibili degenerazioni autoritarie del nazionalismo, avendo sposato, nell’esperienza della Resistenza al nazismo, il modello federalista. Perciò immaginò una soluzione innovativa per la questione algerina, con la Francia e l’Algeria ancora unite, ma su un piano di autonomia e collaborazione.

Fu attaccato da ogni parte e infine isolato, ma diede un esempio di indipendenza e di saggezza che ancora oggi ci parla, nella ricomparsa, in Europa e nel Vicino Oriente, del letale “fuoco” nazionalista e del facile ricorso alla guerra, che lui, da pacifista qual era e si dichiarava, aborriva.

Camus è stato uno scrittore, giornalista e pensatore, scrive Canciani, che aveva scelto di "vivere in permanente rivolta contro l’assurdo". Seguire il suo percorso di scrittore e di uomo, fino alla tragica, prematura scomparsa il 4 gennaio 1960, è un viaggio che appassiona e spesso sorprende.

Lorenzo Guadagnucci