Domenica 14 Luglio 2024

Il cambiamento climatico mette a rischio anche le foreste e i lemuri del Madagascar

Due ricercatori inglesi hanno analizzato al computer i possibili scenari per l'isola da qui al 2080

Un lemure delle foreste del Madagascar

Un lemure delle foreste del Madagascar

Non solo i ghiacci, gli orsi bianchi e gli altri abitanti dell’Artico. Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio anche le foreste del Madagascar e i tanti animali (l’85% della fauna) e piante (l’82% della flora) che vivono solo lì, a partire dai lemuri resi celebri e amati in tutto il mondo dal fortunato cartoon della DreamWorks intitolato proprio “Madagascar”.

A lanciare l’allarme sui rischi ambientali ai quali è esposta la grande isola al largo della costa africana meridionale è uno studio pubblicato da The Conservation a firma di Daniel Hending, dell’Animal Vibration Lab dell’Università di Oxford, e di Marc Holderied, professore in Sensory Biology all’Università di Bristol, che hanno simulato al computer i possibili scenari futuri.

Un danno per l’ambiente dell’isola iniziato da tempo

Il Madagascar ha già registrato i più alti tassi di deforestazione al mondo: oltre l'80% della copertura forestale originaria è infatti stata disboscata dall'uomo, con conseguenti rischi di estinzione per molte specie animali.

Gli stessi lemuri si sono drasticamente ridotti di numero, con il 95% delle specie presenti nelle foreste dell’isola che sono state inserite nella “lista rossa” dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), perché seriamente minacciate dalla riduzione del loro habitat, al quale hanno contribuito anche gli incendi causati dalla siccità collegata al cambiamento climatico.

Cosa accadrà alle quattro foreste-chiave del Madagascar?

I due ricercatori inglesi hanno cercato di prevedere le ripercussioni che i futuri cambiamenti climatici potrebbero avere su quattro tipologie-chiave di foreste del Madagascar: quelle secche decidue dell'ovest, quelle umide sempreverdi dell'est, quelle a cespuglio spinoso dell'arido sud e infine quelle di transizione dell'angolo nord-occidentale dell'isola.

“Utilizzando un modello computerizzato, abbiamo simulato la risposta di ciascun tipo di foresta ai cambiamenti climatici dal periodo attuale fino all'anno 2080. Lo abbiamo fatto in due condizioni diverse: uno scenario di mitigazione, ipotizzando che la dipendenza umana dai gas serra si riduca in base agli impegni climatici già presi; e uno scenario non mitigato, ipotizzando che le emissioni di gas serra continuino ad aumentare al ritmo attuale”, scrivono nel loro articolo Daniel Hending e Marc Holderied.

Una perdita del patrimonio naturale ci sarà comunque

Gli scenari previsti sono come prevedibile strettamente correlati a quanto l’uomo sarà capace di invertire la rotta bloccando la deforestazione, proteggendo le aree forestali rimaste e riducendo le emissioni di gas serra a livello globale. “I nostri risultati suggeriscono che il cambiamento climatico, se non mitigato, provocherà un ulteriore declino delle foreste del Madagascar. Si prevede che l'area coperta dalla foresta umida, la più estesa delle quattro tipologie, diminuirà di circa il 5,66%”, proseguono infatti i ricercatori inglesi. “Si prevede che anche la foresta secca e la macchia spinosa diminuiranno in risposta ai cambiamenti climatici non mitigati. La foresta di transizione potrebbe effettivamente aumentare del 5,24%, ma questo guadagno avverrà quasi certamente a spese di altri tipi di foresta”.

Se intervenire contro il cambiamento climatico è obbligatorio, nel futuro del Madagascar è comunque già scritta la perdita di un’ulteriore parte di foresta e quindi del patrimonio naturale dell’isola. “La presenza di foreste diminuirà fino al 5,84% anche con gli sforzi per mitigare i cambiamenti climatici. Questo perché si prevede un aumento delle temperature globali sia negli scenari mitigati che in quelli non mitigati”, è infatti l’ultimo allarme lanciato dai due studiosi.