Martedì 28 Maggio 2024
SILVIA GIGLI
Magazine

Brooke Shields e la gioventù abusata in un documentario

Presentato al Sundance Film Festival 2023, ripercorre la carriera dell’attrice. Una condanna degli abusi di Hollywood verso le giovani modelle

Brooke Shields in  "Pretty Baby" nel 1978

Brooke Shields in "Pretty Baby" nel 1978

New York, 1 aprile 2023 - Ad appena 10 anni, Brooke Shields, oggi 57enne, era la modella più giovane dell'agenzia Ford: tra i suoi primi lavori un servizio di nudo e l’ingaggio per la parte di una baby squillo nel film ‘Pretty Baby’ di Louis Malle. Non è ancora adolescente quando i media iniziano a essere ossessionati da lei, dal suo corpo come “oggetto sessuale”. È la fine degli anni ’70 e il politicamente corretto o il movimento #metoo sono ben al di là da venire.

La palese sessualizzazione di una bambina è uno dei punti cardine del documentario ‘Pretty Baby: Brooke Shields’ di Lana Wilson presentato al Sundance Film Festival 2023 in cui per la prima volta l'attrice racconta lo stupro subito a 20 anni da un pezzo grosso di Hollywood. Se da una parte, in un futuro distopico e femminista, il nuovo dramma di Amazon “The Power” (Ragazze elettriche), tratto dal romanzo di Naomi Alderman, dona alle adolescenti il potere dell'elettricità per sbarazzarsi dei molestatori, dall'altra in “Pretty Baby: Brooke Shields” si attraversa la vita stimolante ma anche inquietante della bellissima Brooke per criticare gli abusi di Hollywood e dimostrare che in fondo non è cambiato nulla.

In “Pretty Baby” c'è candore e introspezione e un certo senso di nostalgia degli anni '80. Allora Brooke era “The Most Beautiful Girl in the World”, è diventata una star del cinema mostrando la sua sessualità: ricordiamo che in “Pretty Baby”, “The Blue Lagoon” e “Endless Love” era minorenne. All'epoca, non c’era vergogna nel guadagnare fior di dollari con Brooke come una prostituta preadolescente o nelle pubblicità sexy di Calvin Klein. La giovane attrice e sua madre/manager Teri rifiutavano l'idea che si trattasse di sfruttamento, e che le copertine delle riviste fossero disturbanti.

E invece lo erano eccome. Sembrano passati secoli. Brooke si presenta oggi come una donna di 57 anni che è riuscita a passare dall'altra parte. Però, nel primo segmento di “Pretty Baby”, lascia che gli altri parlino quando si tratta di abbattere idee come l'intrattenimento che sessualizza le ragazze come risposta diretta al femminismo. Non solo protegge la sua immagine e quella di sua madre (lo fa molto meno, dopo, quando parla dell'alcolismo della mamma); ma sembra non volerci tornare sopra più di tanto. I filmati di “Pretty Baby” e “Blue Lagoon” e in particolare le interviste ai talk show dell'epoca sottolineano quanto fosse unica la versione della celebrità di Shields e quanto mal gestita dall'industria dell'intrattenimento.

Il lato personale della sua vita è documentato da molti amici e coetanei, tra cui Laura Linney, Ali Wentworth e Drew Barrymore. Shields comunque sembra esitare a condannare qualcuno: ma il suo aneddoto su Franco Zeffirelli che strattona l'alluce per ottenere la scena di sesso di “Endless Love” è di sicuro molto significativo. Quando si parla del tempo di Shields a Princeton e della sua agenzia, è più schietta. Perdere la verginità con Dean Cain? Risponde controllata. Se è uscita o meno con Michael Jackson? Idem. Quando arriva alla sua aggressione sessuale da parte di un pezzo grosso del settore e il ruolo che “Friends” ha avuto nel suo divorzio da Agassi, però si rilassa, ma spesso appare tesa. Cosa che non accade quando è in una conversazione casuale con Wentworth. Lì è una persona diversa.

La scena migliore, è una cena in cui Brooke e le figlie cercano di dare un senso a ciò che era progressista o regressivo all'inizio della sua carriera. È divertente, analitico. Tra luci e ombre, il doc ha comunque il merito di sollevare il velo su abusi, sopraffazioni e mancanza di rispetto verso una giovanissima donna che, poco più che bambina, è stata sfruttata e abusata dalla madre, registi e produttori. Il suo peccato? Essere bellissima. Il suo merito? Far guadagnare una marea di soldi. That's Hollywood, folks.