Giovedì 18 Aprile 2024

Biennale 2024: "Venezia nel vortice di Dioniso"

Il nuovo Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha presentato i programmi di Danza, Musica e Teatro per il 2024, caratterizzati da una ricerca della bellezza e dell'innovazione artistica. Oltre 200 eventi con artisti provenienti da 30 Paesi diversi, inclusivi e sperimentali, promettono un'edizione ricca di significati e emozioni.

Biennale 2024: "Venezia nel vortice di Dioniso"

Biennale 2024: "Venezia nel vortice di Dioniso"

I programmi di Danza, Musica e Teatro della Biennale di Venezia 2024, firmati dai direttori a fine mandato, sono stati presentati ieri dall’atteso intervento del nuovo Presidente, Pietrangelo Buttafuoco, che ha esordito con "scrittura, coreografia, partitura, sono nel vortice di Dioniso, condividono quella scienza esatta che è la disciplina della bellezza", e citando Goethe: "Fermati, attimo, sei bello!". Come cercare questa bellezza oggi? Come Franco Battiato, da "uomo che medita su un tappeto, in cerca di luce nei momenti di guerra". Oltre 200 gli appuntamenti con 72 novità e 600 artisti provenienti da 30 Paesi diversi. Buttafuoco ha poi ringraziato il predecessore Roberto Cicutto, con cui ha condiviso la nomina del direttore di Architettura 2025, Carlo Ratti.

Stefano Ricci e Gianni Forte per il Teatro (15-30 giugno) hanno scelto il titolo Niger et Albus, in latino, per superare appunto il dissidio tra buio e luce, indicando con una "lingua morta la via per un nuovo mondo non binario"; i nomi degli artisti in cartellone, dai giovani al celebre Milo Rau, sono come "gli Arcani dei Tarocchi", carichi di significati, con nuove proposte inclusive delle disabilità (Back to Back Theatre, dall’Australia, Leone d’Oro) e indagatrici sul rapporto con il pubblico (Gob Squad Theatre, gruppo anglo-tedesco, Leone d’Argento).

Si intitola We Humans la sezione Danza (18 luglio -3 agosto) firmata dall’inglese Wayne McGregor, nel segno di un’attenzione planetaria e bio-tecnologica al nuovo corpo che accade, da Taiwan (Cloud Gate) alla Afro-Colombia (Sankofa di Rafael Palacios) al Giappone (Shiro Takatania) alla Catalogna (Campos-Nader) agli Usa (Trajal Harrell, Leone d’Argento) all’interdisciplina (Stereoptik) alla robotica e AI (Nicole Seiler) chiamando a creare nei College Cristina Caprioli (Leone d’Oro); creazioni italiane di Noemi Della Vecchia e Matteo Vignali e del duo Miller de Nobili.

La musica (26/9 - 11/10), nelle cure di Lucia Ronchetti, sarà dedicata alla purezza della "Musica Assoluta", quella che basta a se stessa, che si analizza mentre si fa, ai confini del silenzio, dai più diversi paesi, e in più capitoli e generi. Di scena L’Ensemble Modern, Leone d’Argento, nella prima di Skull di Rebecca Sanders, Leone d’Oro.

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