Lunedì 15 Aprile 2024

A Trieste il clima pasquale è frizzante

Trieste è la meta perfetta per il weekend di Pasqua potendo offrire cultura, relax all’aria aperta ed enogastronomia ed essendo,...

Trieste è la meta perfetta per il weekend di Pasqua potendo offrire cultura, relax all’aria aperta ed enogastronomia ed essendo, inoltre, una meta molto particolare per tradizioni pasquali differenti tra di loro, di sapore mitteleuropeo. Il break di primavera può cominciare da una passeggiata nell’elegante centro storico, per apprezzarne gli storici palazzi neoclassici e in stile liberty, valorizzati dalla fruizione pedonale del cuore cittadino. Inoltre in questo periodo la città ospita tre grandi mostre.

E’ stata prorogata fino al 30 giugno quella dedicata ad Antonio Ligabue, con oltre sessanta opere, al Museo Revoltella. Il viaggio artistico di uno dei più grandi artisti italiani del ‘900, folle e unico, con la sua irrequietezza espressionista riesce ancora oggi a penetrare nelle anime di chi ne ammira le opere. Sempre al Museo Revoltella, da ieri è allestita anche la grande mostra su Vincent Van Gogh, con una selezione di oltre cinquanta opere provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo. Infine, dal 29 febbraio il Salone degli Incanti di Trieste ospiterà la mostra “Sebastião Salgado. Amazônia”, a cura di Lélia Wanick Salgado e con la composizione musicale di Jean-Michel Jarre, un’immersione totale nella foresta amazzonica alla scoperta dell’immensa natura che la contraddistingue e della vita quotidiana delle popolazioni indigene.

Per rinfrancarsi del giro si può poi approfittare di buffet, caffetterie ma soprattutto dei caffè storici, una decina in tutto, che vantano la tutela delle Belle Arti e rigenerano corpo e spirito da quasi due secoli. Qui si possono acquistare dolci come i presnitz, la putiza, le titole, oltre che la più versatile pinza, una focaccia dolce lievitata che si sposa benissimo con salumi e formaggi, per deliziosi pic nic fuori porta.

Per Pasquetta la meta d’elezione è il Carso, per una passeggiata all’aria aperta e una gustosa sosta nella propria osmiza preferita. Le osmize sono una vera istituzione del Carso transfrontaliero, case contadine e cantine private che aprono pochi giorni all’anno, offrendo prodotti di produzione propria come formaggi, salumi, uova e vino di casa, da gustare in compagnia nei cortili, nei vigneti e nei giardini eccezionalmente aperti al pubblico. Il nome viene dalla parola slovena osem, otto, che indicava il numero di giorni di apertura un tempo previsti per legge a queste attività per vendere al pubblico i propri prodotti.

La loro origine risale infatti al 1784, quando l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo emanò un editto che consentiva ai contadini la vendita a terzi dei propri prodotti. Le abitazioni interessate dovevano esporre una frasca – pena la confisca della merce – la quale tutt’oggi contraddistingue queste attività e, con apposite frecce, fornisce agli avventori indicazioni su come raggiungerle. Oggi i regolamenti comunali sono più elastici a riguardo, ma la tradizione è rimasta e con l’arrivo della bella stagione il Carso si popola di tralci di edera e frecce rosse a ogni incrocio.

Per gli amanti della natura, non può infine mancare una passeggiata tra i profumi e i colori del Civico Orto Botanico, fondato nel 1842 e che riaprirà i cancelli proprio il 1° aprile. Le passeggiate tematiche avvengono tra piante magiche, orto dei veleni, giardino dei semplici, piante tintori e lungo il percorso Shakespeariane.

Alberto Levi

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