I mille volti della sicilia

Sotto le feste la Sicilia del vino con le sue mille sfaccettature , con i suoi mille territori, merita un posto d’onore. Ecco cinque declinazioni dell’enologia isolana, dall’Etna a Pantelleria.

Pellegrino è sinonimo di Sicilia. Storia di famiglia che si identifica con la provincia di Trapani e l’isola di Pantelleria, bianchi e rossi da uve autoctone, passiti e vini Marsala. Dall’agro trapanese arriva Tripudium, un rosso importante da nero d’Avola in purezza, affinato 2 anni in vasche d’acciaio e barrique. Balsamico al naso, al gusto caldo e persistente, prugna, frutti rossi e note di rosmarino. Profondità e persistenza (20 euro in enoteca).

Dalla passione di 300 piccoli vignerons, nel cuore della provincia di Agrigento, nascono i vini CVA Canicattì, 900 ettari di vigneti in un territorio tra i più vocati per il vitigno principe degli autoctoni siciliani: il Nero d’Avola. Il Centuno 2017 è il cavallo di razza della cantina: rosso di fascino e personalità, calore siciliano e freschezza gustativa. Al naso frutta rossa e macchia mediterranea, struttura ed eleganza al palato (8,50 euro su cvacanicatti.it, qualità/prezzo stellare).

Dall’agro di Trapani all’isola di Favignana, fino ai terroir dell’Etna, l’azienda Firriato conta ben sei tenute viticole: Baglio Sorìa, Calamoni, Cavanera Etnea, Borgo Guarini, Pianoro Cuddìa, Dàgala Borromeo. 470 ettari dove si valorizzano le varietà locali in regime di agricoltura biologica certificata. Gaudensius è bollicina vulcanica da uve Nerello mascalese. Metodo classico (3 anni sui lieviti) ha l’eleganza e la forza dei vini Etna Doc: frutta e agrumi al naso, intenso al gusto con bella chiusura di ribes e mandorla (23 euro in enoteca).

Dai vigneti del versante nord dell’Etna, tra Randazzo e Castiglione di Sicilia, «Sul Vulcano» è l’Etna Rosso di Donnafugata che anche qui non tradisce il suo stile: pulizia, freschezza, intensità. Da uve Nerello Mascalese e Cappuccio, il sorso rispecchia le tipiche caratteristiche dell’Etna: bouquet fragrante di frutta rossa e note speziate; al palato tannini fini, avvolgente ed elegante. Affinato parte in legno (leggero) e parte in vetro, un bicchiere versatile, dalla carne al pesce (20 euro) .

Pantelleria è sinonimo di passito da uve Zibibbo. Cantina Settesoli di Menfi , creatura del compianto Diego Planeta, da uve coltivate ad alberello pantesco ha ricavato questo Serapias , Passito di Pantelleria DOC dal nome di una rara orchidea autoctona. Prodotto su una superficie di 2 ettari in tre contrade isolane: Bukkuram, Monastero e Piana di Ghirlanda. Colore giallo dorato, profumi di agrumi, rose, gelsomino ed uva passa; in bocca è pieno e tondo, con sapori minerali e dolci. Lunghissimo e persistente. (24,80 euro).