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Trans Bhutan Trail, in primavera riapre uno dei trekking più belli del mondo

Dopo oltre mezzo secolo di abbandono, il più antico cammino del paese è stato ripristinato ed è pronto ad accogliere i viaggiatori

Dopo più di mezzo secolo di abbandono, e un lungo lavoro di preparazione, ad aprile riaprirà il Trans Bhutan Trail, che si prospetta come uno dei trekking più affascinanti e meno battuti del mondo. 403 chilometri da percorrere a piedi o in bici, che collegano le piccole città di Haa e Trashigang tagliando tutto il paese da ovest a est, attraverso scenari naturali incontaminati e villaggi ricchi di tradizioni.

Il tracciato ha un’origine antichissima. Risale al XVI secolo e per secoli fu l’unica via di collegamento fra le province del paese, percorsa dalla gente del luogo, dai commercianti, dai messaggeri e dai pellegrini buddisti diretti ai santuari. Negli anni Sessanta del Novecento fu abbandonata e cadde progressivamente in rovina, in seguito alla costruzione delle strade moderne. Ma nel 2018 l’organizzazione Bhutan Canada Foundation avviò un progetto per restituirla alle comunità e ai viaggiatori, in collaborazione con l’ente del turismo nazionale e con il supporto diretto del Re Drago del Bhutan, Jigme Khesar Namgyel Wangchuck.

Da allora novecento persone, fra lavoratori locali e volontari, si sono impegnate per anni ripristinando centinaia di chilometri di sentieri e diecimila gradini e ricostruendo diciotto ponti collassati. Nel prossimo marzo il re in persona celebrerà la riapertura ufficiale del Trans Bhutan Trail, pronto poi ad accogliere i moderni pellegrini a partire da aprile. Il tracciato intero sarà percorribile in circa un mese da un escursionista ben allenato, ma sarà anche possibile affrontare segmenti di lunghezza minore.

L’accesso al cammino, tuttavia, sarà limitato da una soglia economica piuttosto elevata, per via della politica “alto valore, basso volume” che il Bhutan ha adottato per contenere al minimo l’impatto del turismo. I permessi saranno emessi in numero contingentato, almeno all’inizio, e i visitatori internazionali saranno tenuti pagare una quota di minimo 250 dollari al giorno, che include gli alloggi in hotel a tre stelle, i pasti, una guida personale e gli eventuali spostamenti interni. Si possono concordare anche formule diverse, che prevedono ad esempio hotel di lusso, oppure il pernottamento nei campeggi attrezzati o nelle case tradizionali delle famiglie che abitano lungo l’itinerario.

Prima di correre a preparare lo zaino, però, va ricordato che attualmente i confini del Bhutan sono ancora chiusi ai turisti stranieri. Non si sa con certezza quando le restrizioni saranno tolte o almeno alleggerite, ma non è da escludere (come riporta la CNN) che ciò possa avvenire in primavera, e nel caso il tempismo sarebbe perfetto.