Martedì 23 Aprile 2024

Usa 2024, a volte ritornano. Trump a valanga, Haley si ritira. Donald-Joe: la sfida bis (con grane)

Dopo il Super Tuesday i due lanciano lo stesso appello di voto agli elettori della ex governatrice repubblicana. Il fronte interno del presidente americano, il tycoon a caccia di fondi per la campagna. Musk: non farò donazioni

New York, 7 marzo 2024 – Adesso la corsa alla Casa Bianca è iniziata davvero. Vietato sbagliare. Soprattutto a una certa età. Nelle primarie del Super Tuesday hanno vinto a valanga il presidente Joe Biden, 81 anni per i democratici e Donald Trump, 77 anni, che sul fronte repubblicano ha letteralmente demolito Nikki Haley, costringendola al ritiro. Alla Haley ex ambasciatrice americana all’Onu e unica donna in gara, non è bastato vincere per la prima volta nella storia e battere Trump in Vermont. L’aggressiva macchina elettorale di Trump, anche se a corto di soldi per le enormi spese processuali, ha dominato in tutti gli altri Stati con percentuali sempre superiori al 70%. Ma nel suo discorso di abbandono della corsa presidenziale la Haley pur facendogli gli auguri, non gli ha dato l’endorsement. Per ora ha lasciato liberi i suoi sostenitori di decidere a novembre con la loro testa. Compresa l’ipotesi di non votarlo.

Per Joe Biden il partito democratico è più compatto, ma solo in apparenza anche se le percentuali di consenso sfiorano spesso il 90 per cento. Va detto infatti che dietro le quinte più della metà degli iscritti è seriamente preoccupata dal fattore età del presidente non nasconde che potrebbe diventare un ostacolo fatale soprattutto se nelle schede democratiche a novembre dovesse rimanere invariata la percentuale di "uncommitted" praticamente "non schierati" che in Stati come il Minnesota hanno raggiunto la pesante soglia del 19% e che potrebbero finire a un candidato indipendente che deve ancora spuntare o al rappresentante di un terzo partito che deve ancora nascere.

Il presidente ultraottantenne che ha chiesto agli elettori di Haley di votare per lui, avrà questa sera una grande opportunità di ripresentarsi al pubblico americano quando a reti unificate pronuncerà in Congresso il discorso sullo stato dell’Unione. Dovrà diventare un vero e proprio testamento politico e programmatico della sua presidenza. Il blocco degli ‘uncommitted’ (equivalenti alle nostre schede bianche, anche se sulla scheda bisogna selezionare la voce ’non schierato’) che sono tutti elettori registrati come democratici è un’altra cosa però perché in gran parte sono il frutto della protesta contro Biden per aver tenuto senza esitazione la parte di Israele dopo il massacro dei 7 ottobre da parte di Hamas e il contromassacro di Israele su Gaza che non è ancora finito.

Ma oltre ai problemi economici interni, che conservano il segno positivo e un bassissimo tasso di disoccupazione, i fronti di Biden rimangono molto difficili da risolvere. E se il primo è quello dei confini col Messico e l’emergenza degli immigrati clandestini, che sarebbero cresciuti di 8 milioni nel corso del suo mandato, i finanziamenti a Israele e Ucraina costituiscono uno stallo molto pericoloso, non solo per gli aiuti a Kiev, ma anche per gli aiuti a Israele, contestati dalla comunità araba.

La rivincita con Trump, che continua a sostenere che le elezioni del 2020 gli sono state rubate e che vede nel risultato di martedì un segno che "l’unità del partito verrà ritrovata" sopratutto se gli elettori della Haley "si uniranno al più grande movimento nella storia della nostra nazione", sarà senza esclusione di colpi . E se Biden farà leva sui diritti delle donne e sulla negazione del diritto di aborto, Trump (ieri alla festa si è notata l’assenza di Melania) lo contrasterà con la figura dell’uomo forte, pronto a sistemare il Paese e cercare vendetta contro tutti i suoi nemici. Ieri dopo che il New York Times ha raccontato di un incontro tra Trump e Musk a Palm Beach per un eventuale finanziamento, mister Tesla ufficialmente ha detto che "non farà donazioni per nessun candidato".