Strage al rave in Israele, Bbc: “Suicidi tra i ragazzi sopravvissuti al massacro di Hamas”

L’emittente britannica cita una fonte dell’equipe medica che segue i giovani scampati all’assalto dei miliziani palestinesi del 7 ottobre

Il dolore per la strage di Hamas al rave Nova Music

Il dolore per la strage di Hamas al rave Nova Music

Tel Aviv, 7 dicembre 2023 - L'orrore della strage di Hamas al rave Nova Music Festival, presso il kibbutz Beeri, continua a mietere vittime: secondo quanto scrive la Bbc tra i sopravvissuti al massacro dello scorso 7 ottobre ci sarebbero stati diversi casi di suicidi. A rivelare alla tv britannica l'atroce conseguenza delle violenze dei miliziani palestinesi sulla mente dei sopravvissuti sarebbe una persona che fa parte dell'equipe medica che segue proprio i ragazzi superstiti. La fonte avrebbe rivelato: "alcuni si sono già suicidati". Sempre la Bbc ha riportato anche la dichiarazione di Yaacov Shabtai, capo della polizia, che ha confermato: "18, tra giovani uomini e donne, sono stati ricoverati in ospedali di salute mentale perché non stavano più bene".

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L’assalto al rave

La mattina presto di sabato 7 ottobre i terroristi di Hamas hanno iniziato a fare fuoco sui giovani riuniti per il rave. Almeno 260 morti secondo le stime israeliane, e molti erano europei o americani. Chi non veniva ucciso o brutalizzato, veniva preso in ostaggio. Un medico giunto dopo l'assalto aveva dichiarato: “È stato un massacro, non ho mai visto nulla di simile in vita mia. Un agguato, le squadre di terroristi li aspettavano davanti alle uscite di emergenza”. Purtroppo alcuni di questi ostaggi sono morti in seguito a Gaza, come Yonatan Samerano, 21 anni di Tel Aviv, catturato dopo essere stato ferito. Il giovane aveva cercato di fuggire raggiungendo il vicino kibbutz di Reim, ma si era imbattuto in un altro gruppo di terroristi che lo aveva preso.

I sopravvissuti non dimenticano

Quella terribile giornata non esce dalla mente di Tomer, 24 anni, un ragazzo italo israeliano ferito al braccio che ha condiviso la sua storia con una delegazione di parlamentari italiani ed europei in visita di solidarietà in Israele. Quando tutto è cominciato "sono corso alla macchina, ho guidato il più in fretta possibile", ha detto Tomer ricordando la fuga disperata durante la quale è stato ferito tre volte al braccio destro da colpi d'arma da fuoco. Il giovane, nonostante le ferite, assieme agli amici ha abbandonato l'auto e ha corso per tre ore “nascondendoci fra i cespugli, vedendo i corpi per terra". Uno choc che lo perseguita, come il ricordo degli "spari, grida disperate di donne, urla in arabo" che udiva dal suo nascondiglio.

I sensi di colpa

La ministra senza portafoglio May Golan ha confermato le tragiche conseguenze di un tale choc: "Ho parlato con almeno tre ragazze che adesso sono ricoverate per una situazione psichica molto complicata a causa degli stupri a cui hanno assistito", ha spiegato Golan. "Hanno finto di essere morte ma hanno visto e sentito tutto. E non ce la fanno a reggere". Un team di psichiatri e volontari li sta aiutando a far fronte a quello che hanno vissuto, quasi tutti si trovano ad affrontare il senso di colpa: perché sono sopravvissuto io e non un mio amico? Non mi merito di essere salvato e avrei potuto fare di più per gli altri.

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