Houston, abbiamo un problema: la spazzatura spaziale. La voce del comandante della Stazione Internazionale, Chris Cassidy, risuona poco dopo le 22 di martedì nelle cuffie degli addetti del centro Nasa. Alla stessa ora i colleghi russi di Cassidy, Anatolij Ivanisin e Ivan Vagner, sono in contatto con Mosca per segnalare ciò che sta accadendo a oltre 400 chilometri dalla Terra. Gli astronauti stanno andando incontro a un enorme sciame di detriti che potrebbe danneggiare un pannello o i motori della...

Houston, abbiamo un problema: la spazzatura spaziale. La voce del comandante della Stazione Internazionale, Chris Cassidy, risuona poco dopo le 22 di martedì nelle cuffie degli addetti del centro Nasa. Alla stessa ora i colleghi russi di Cassidy, Anatolij Ivanisin e Ivan Vagner, sono in contatto con Mosca per segnalare ciò che sta accadendo a oltre 400 chilometri dalla Terra.

Gli astronauti stanno andando incontro a un enorme sciame di detriti che potrebbe danneggiare un pannello o i motori della stazione spaziale. L’equipaggio viene spostato sulla Soyuz MS-16 e il propulsore del cargo Progress MS-14 viene acceso alle 23,19 per due minuti e mezzo in modo che l’Iss possa cambiare la traiettoria ed evitare la collisione. Così il pericolo è scampato.

Lo spazio è sempre più occupato da materiale che zigzaga senza controllo: meteoriti in disfacimento o satelliti che si dissolvono dopo avere compiuto la loro missione o, peggio, che perdono pezzi o che sia stati usati come esperimenti e fatti scoppiare, com’è accaduto per progetti cinesi e indiani nel passato. l minaccioso rottame era un pezzo di un razzo giapponese del 2018 – ha scritto su Twitter l’astronomo Jonathan McDowellm – disintegrato in 77 pezzi. La correzione di rotta e il passaggio dell’equipaggio alla scialuppa di salvataggio sono stati cautelativi. Lo sciame di detriti è passato a una distanza di almeno 1,4 chilometri dalla Iss. Quella dell’altra notte sarebbe stata la terza correzione di rotta a cui la Iss è stata costretta dall’inizio dell’anno, mentre dal 1999 al 2018 ne sarebbero state fatte venticinque.

Lo spazio è occupato da oggetti di varie dimensioni che possono creare grossi problemi; in Usa è in atto un braccio di ferro fra le autorità civili e quelle militari – che effettuano il servizio attualmente – per gestire il programma di ricerca da 15 milioni di dollari. Fonti autorevoli dicono che in cielo circolano quasi 2.500 satelliti in piena attività; tremila i mezzi dismessi e 34mila i pezzi di "spazzatura spaziale" superiore a 10 centimetri. I frammenti che vanno da 1 a 10 centimetri sono circa 900mila. La posizione può essere individuata solo nel 70% dei casi: solo le unità più grandi di 5 centimetri vengono localizzate efficacemente. Il numero di detriti di dimensioni inferiori al centimetro è stimato in 128 milioni: per prevenire incidenti si sta lavorando a varie soluzioni tecnologiche, sempre più costose. E soprattutto si lavora alla collaborazione internazionale per non creare ulteriore spazzatura fra le stelle.