Riservisti d’Israele: chi sono e come funziona il richiamo. Coinvolte anche le donne

In trecentomila richiamati in patria da tutto il mondo. “Non è una guerra, è un progrom, dobbiamo fare il nostro dovere”

Roma, 10 ottobre 2023 - Riservisti o miluim. Sono i cittadini richiamati dall’esercito di Israele dopo la guerra scatenata da Hamas. Anche l’ex premier Naftali Bennet si è presentato al fronte.

Uomini e donne in queste ore stanno partendo da ogni parte del mondo per tornare a casa. Dall’America all’Europa. Tanti sono ragazzi, li abbiamo visti in tv, concentrati su quel che li aspettava. “Nostro dovere”, le poche parole affidate senza enfasi ai cronisti prima di imbarcarsi sugli aerei. Tanti i voli speciali che li hanno riportati in patria.

“In Israele ci sono 18mila italiani, 1.000 sono nell’esercito israeliano, stanno facendo il servizio di leva”, aveva dichiarato nei giorni scorsi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

Sono 400mila i riservisti di Israele: tra loro anche le donne
Sono 400mila i riservisti di Israele: tra loro anche le donne

Riservisti d’Israele: chi sono e fino a che età

Ma fino a che età la nazione ebraica può richiamare i riservisti? Dipende. La legge sul servizio di riserva approvata dalla Knesset nel 2008 ha previsto  49 anni per chi nell’esercito svolge un ruolo specifico, come medici o tecnici. Per gli ufficiali la soglia è 45 anni, 40 per i soldati semplici.

Sono 300mila quelli richiamati in servizio – su un totale di 400mila -, come ha fatto sapere il portavoce dell’esercito, Daniel Hagari.

Come funziona il servizio di leva in Israele

In Israele il servizio di leva è obbligatorio e dura 3 anni per gli uomini, 2 per le donne, che rappresentato il 30% dei soldati.

Il caso delle soldatesse e le esenzioni

Anche le donne possono essere richiamate in servizio fino a 40 anni. Esentate, invece, le donne con figli o in stato interessante.

Quanto dura il servizio dei riservisti

Il richiamo dura il tempo necessario a superare l’emergenza. “Questa guerra sarà lunga”.

A questo link le informazioni dell’ambasciata d’Israele in Italia

Le voci dei riservisti

Angoscia e senso del dovere nelle testimonianze di chi sta partendo. "Quando ha saputo di questa notizia ho pianto, pianto tantissimo, prima di tutto ho provato a chiamare i miei amici che stanno tutti bene, anche la famiglia. Poi ho cercato di trovare il primo biglietto disponibile. I bambini sono sotto choc per gli allarmi ma la mia famiglia non e al sud dove c'è stato un progrom non una guerra, non e mai successo cosi. Sembra la seconda guerra mondiale con i nazisti che uccidono gli ebrei. Questa volta sarà lunga, non è come gli altri attacchi terroristici, ci vorrà più tempo". "Stiamo tornando a casa per difendere il nostro Paese che è ora in una incredibile situazione - risponde un altro riservista in partenza - ma il popolo ebreo è sempre sopravvissuto sin dall'inizio e vinceremo anche questa volta contro il potere del diavolo". "Non abbiamo altra scelta, dobbiamo tornare", si limita a dire un altro che risponde alla chiamata mentre si avvia al gate con il figlio piccolo.