Chi era il principe Costantino del Liechtenstein, banchiere e benefattore. Mistero sulla morte

Dall’alta finanza, all’impegno nel sociale. Il piccolo principato resta scosso dalla scomparsa del ‘contabile’ della casa regnante

Il principe Costantino e la moglie nel 2018 (Afp)

Il principe Costantino e la moglie nel 2018 (Afp)

Vaduz, 9 dicembre 2023 – Mercoledì la casa regnante del Liechtenstein ha annunciato la morte del principe Costantino, 51 anni, figlio minore del principe regnante Giovanni Adamo II e della defunta Marie Kinsky von Wchinitz und Tettau. Il decesso inaspettato è avvenuto nella giornata precedente, e le cause non sono state rese note

La carriera nell’alta finanza

Ma chi era Costantino Liechtenstein? Terzo figlio dei sovrani, non ha mai avuto grandi prospettive di salire al trono e si è indirizzato verso una brillante carriera nell’alta finanza. Dopo essersi laureato in giurisprudenza all’università di Salisburgo – potrebbe sorprendere che si tratti di un ateneo statale e quindi pubblico – il principe ha cominciato a lavorare presso la Raiffeisen Private Equity Management e la nota banca di investimenti americana Brown Brothers Harriman. Nel 2012 ha assunto la direzione della Prince of Liechtenstein Foundation, che si occupa delle casse dei musei, delle collezioni d’arte, ma anche delle aziende private appartenenti ai membri del casato. I proventi della fondazione sono confidenziali e mai stati rivelati. In poche parole, nell’ultimo decennio ha di fatto agito come contabile della famiglia regnante del Liechtenstein. Dal 2020 ha lavorato per il Liechteinstein Group, uno dei gruppi di management bancario privato più importanti del mondo

L’impegno nella beneficenza 

Costantino nutriva un forte interesse per il sociale. Nel 2015 ha contribuito all’organizzazione di un concerto benefico i cui fondi sono stati devoluti ai bisognosi colpiti dalla guerra del Donbass nell’Ucraina orientale. Nel 2022, dopo una visita nel piccolo paese di Hrusky in Repubblica Ceca, ha deciso di donare circa 205 mila euro per la ricostruzione del giardino e dell’area giochi dell’asilo nido locale, distrutti da un tornado. Ha fatto inoltre parte del Consiglio austriaco per lo sviluppo sostenibile, impegnato nell’attuazione degli obiettivi green fissati dall’Onu per il 2030.

Football is more: il calcio per i bambini svantaggiati

Tra le iniziative più celebri e amate del principe Costantino c’è la fondazione Football is more, di cui era patron. Fondata nel 2011, FIM concepisce il calcio come uno sport in grado di aiutare i giovani nello sviluppare lo spirito di squadra e l’autostima. Il progetto coinvolge associazioni sportive, piccoli circoli, aziende e singoli benefattori in attività rivolte a bambini con disabilità o provenienti da quartieri poveri o paesi in via di sviluppo. Il sito dell’organizzazione spiega: “Tramite il potere del calcio, rendiamo possibile l’inclusione e la partecipazione nella società da parte delle persone svantaggiate”.

La famiglia

Il principe lascia una moglie, la contessa Marie Gabriele Franziska Kálnoky de Kőröspatak – sposata nel 1999 – e tre figli, Moritz, Georgina e Benedikt. Costantino incontrò Marie alla fine degli anni Novanta quando, dopo una carriera nel marketing per la tv pubblica austriaca e per la Bismarck Media Communications, la donna lavorava nella sua azienda vinicola come sommelier.

Il banchiere verrà tumulato nella cattedrale di San Florino a Vaduz, assieme ad altri membri della famiglia principesca e poco distante da sua madre, la duchessa Marie Kinsky di Wchinitz e Tettau, scomparsa nel 2021 a causa di un infarto.

Il ruolo nella monarchia del Liechtenstein

Alla nascita, il principe Costantino era terzo nella linea di successione; al momento della morte, era settimo. Le sue prospettive di salire al trono sono sempre state magre, ma partecipava spesso agli eventi pubblici come la Festa nazionale del Paese. 

Il padre del defunto principe, Giovanni Adamo II, è ancora formalmente il regnante del Paese, sebbene abbia lasciato le redini del governo al primogenito Luigi come reggente ormai da 19 anni. A differenza della maggior parte delle monarchie moderne, nell’ordinamento del piccolo Stato il sovrano ha molti poteri, ulteriormente accresciuti in seguito a un referendum: può respingere senza limiti una proposta di legge del parlamento, nominare i giudici e persino il governo alla presenza di determinate condizioni.