L’ira degli agricoltori europei. Roghi e autostrade bloccate. Ora i trattori marciano su Parigi

Dilaga la protesta dei contadini contro la transizione green: stop costi alti e concorrenza selvaggia. Servizi segreti in allarme, si temono incidenti e scontri. Il governo Attal prova a correre ai ripari .

L’ira degli agricoltori europei. Roghi e autostrade bloccate. Ora i trattori marciano su Parigi
L’ira degli agricoltori europei. Roghi e autostrade bloccate. Ora i trattori marciano su Parigi

Parigi, 26 gennaio – Colonne di trattori in marcia, balle di fieno incendiate davanti alle prefetture, manifestanti sdraiati sui binari che bloccano per ore i treni con i passeggeri a bordo, autostrade e tangenziali in tilt per i cortei, depositi della grande distribuzione presi d’assalto: la protesta degli agricoltori si allarga in Europa, attraversa la Germania e l’Ungheria, l’Olanda e la Polonia, soffiando soprattutto in Francia, prima potenza agricola europea. È una protesta radicata nella rabbia e nella disperazione di uomini e donne che si sentono abbandonati, penalizzati dall’Europa e dai governi nazionali, che non riescono più a campare, che "muoiono di fame" (per usare le parole del leader gollista Bruno Retailleau), che troppe volte non vedono altra uscita che il suicidio (529 casi in un anno, quasi due al giorno, secondo le ultime statistiche).

L’ira degli agricoltori europei. Roghi e autostrade bloccate. Ora i trattori marciano su Parigi
L’ira degli agricoltori europei. Roghi e autostrade bloccate. Ora i trattori marciano su Parigi

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È la rivolta dei gilet verdi che rivendicano il diritto a una transizione ecologica equa per tutti, studiata sul terreno anziché negli uffici dei burocrati di Bruxelles. Non ne vogliono sapere del nuovo Green Deal, l’ecologia "punitiva" che li sta soffocando: vogliono normative capaci di equilibrare le esigenze vitali di chi lavora, soprattutto ai livelli più umili. Molte cose li accomuna ai gilet gialli che misero a ferro e fuoco la Francia fra il 2018 e il 2019: anche i gilet verdi scavalcano i sindacati, anche loro non hanno leader: si muovono in massa, drammatica fotografia della spaccatura fra centro e periferia, fra Parigi e il resto del paese fatto di campagne sterminate e semideserte. Non ci sono soltanto gli agricoltori: alle marce di protesta stanno aderendo anche pescatori, artigiani, infermieri, federati tra loro in un movimento che esprime rabbia e stanchezza, sul quale soffiano l’ultradestra (l’Afd tedesca, la spagnola Vox, il Rassemblement national di Marine Le Pen, il movimento Riconquista di Marion Maréchal ed Eric Zemmour) e l’ultrasinistra (la France Insoumise di Jean-Luc Mélénchon.

Che la convergenza delle collere sia pericolosa lo ha capito perfettamente la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, che si è affrettata a ricevere a Bruxelles un gruppo di rappresentanti degli agricoltori europei: "Vogliamo ascoltarvi. Dobbiamo trovare una nuova strada da seguire: se l’Europa dispone del cibo più sano e di più alta qualità al mondo, è grazie alle donne e agli uomini che lavorano la terra. Voi siete la parte più vulnerabile della catena: il nostro obiettivo è sostenere i vostri mezzi di sussistenza e garantire la sicurezza alimentare europea", ha detto la Von der Leyen. Parole giuste ma vaghe, mentre gli agricoltori chiedono misure concrete: per esempio la riduzione immediata dei prezzi del gasolio non stradale, il risarcimento rapido in caso di calamità climatiche, la semplificazione delle pratiche, oltre a dispositivi che non consentano alla grande distribuzione di arricchirsi sulle spalle degli agricoltori e a nuove norme contro la concorrenza sleale (vedi il caso del "pollo ucraino", che viene importato a scapito degli allevatori francesi visto che la produzione in Ucraina costa la metà che in Francia).

Oggi il capo del governo francese Gabriel Attal terrà con i ministri competenti una riunione dedicata alla questione agricola. Deve decidere i primi provvedimenti, e in fretta, visto che migliaia di trattori si stanno dirigendo minacciosi verso Parigi (l’arrivo è previsto questa mattina). Il clima è teso, può succedere di tutto: martedì scorso una manifestante è stata travolta e uccisa insieme con la figlia di 13 anni da un’auto che aveva forzato un posto di blocco. I servizi segreti francesi sono in allarme: la protesta potrebbe mettere a rischio l’ordine pubblico.