Giovedì 11 Aprile 2024

Libia, chiuso il gasdotto Greenstream verso l’Italia. La protesta delle guardie degli impianti

I membri della PFG sono pronti a fermare gradualmente la produzione nelle raffinerie e nei giacimenti di tutto il Paese se il governo non risponderà alle loro richieste

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Roma, 25 febbraio 2024 - Il gasdotto Greenstream, che esporta gas verso l'Italia, è stato chiuso per protesta dai membri della Petroluem Facilities Guard (PFG), la Guardia armata che assicura la sicurezza degli impianti petroliferi in Libia. Moatasem Mustafa, portavoce della protesta, ha dichiarato ai media che questo è solo l'inizio dello sciopero, infatti dopo la scadenza del termine concesso al governo per soddisfare le loro richieste, in tutta la Libia i membri del PFG inizieranno a fermare gradualmente la produzione delle raffinerie e dei principali giacimenti.

Le guardie degli impianti respingono l’offerta del governo. Il gasdotto Greenstream resta chiuso

"Primo ministro libico Abdel Hamid Dabaiba ci aveva precedentemente promesso che le nostre richieste sarebbero state soddisfatte, ma ciò non è avvenuto, il che ci ha costretto ad andare avanti con le nostre iniziative di protesta contro la nostra volontà", ha concluso Mustafa. I membri del PFG chiedono un adeguamento salariale e un'assicurazione sanitaria come gli altri impiegati della National Oil Corporation.

L’impianto di Mellitah ha una capacità di produzione totale di circa 11,5 miliardi di metri cubi di gas all'anno, diviso in 6 miliardi di cubi annui per l'Italia e circa 5,5 miliardi per il mercato interno. Il gasdotto Greenstream è di proprietà di Mellitah Oil & Gas, società compartecipata tra Eni e la National Oil Corporation libica, con i suoi 520 chilometri è il più lungo gasdotto del Mediterraneo.