Mar Rosso e cavi internet occidentali: il rischio Houthi e le alternative dell’Europa

L’esperto di geoeconomia: ecco cosa si sta facendo per costruire una rete alternativa. Da capire se i miliziani abbiano davvero la capacità di colpire

Roma, 6 febbraio 2024 – Mar Rosso: le connessioni internet prossimo obiettivo degli Houthi? Gli esperti mettono in guardia su questo rischio. Prevenire il sabotaggio dei cavi sottomarini per le telecomunicazioni è praticamente impossibile, perché richiederebbe la sorveglianza di tutte le coste e di ampi tratti di mare. Ma quello che si può fare è creare delle ‘rotte alternative’ al Mar Rosso, che rappresenta “uno dei più importanti colli di bottiglia anche per il traffico dati e non solo di quello marittimo”. Ecco tre risposte dell’esperto. 

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1. Cavi sottomarini: quali sono i progetti alternativi?

Lo spiega all’Adnkronos Alberto Rizzi, esperto di geoeconomia dell’European council on foreign relations (Ecfr), dopo l’allarme su un rischio sabotaggio dei cavi da parte degli Houthi, sottolineando come l’Europa, già tempo prima di quest’ultima crisi in Medio Oriente, avesse avviato “un progetto di collegamento alternativo terrestre” che, partendo dall’Italia, dovrebbe arrivare fino in India. “E’ noto che sotto il Mar Rosso passa il 17% del traffico dati mondiale attraverso cavi in fibra che sono poco più grandi della pompa da giardino e che possono essere facilmente danneggiati”, sottolinea Rizzi, ricordando per esempio l’incidente di qualche mese fa nel Mar Baltico, dove l’ancora di una nave cinese ha danneggiato un cavo.

“Lo scorso anno è stata attivata la tratta terrestre del cavo BlueMed, che collega l’Italia con la Francia, la Grecia e vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo fino ad arrivare ad Aqaba in Giordania”, dice l’esperto dell’Ecfr, spiegando che entro la fine dell’anno dovrebbe essere operativo il segmento Blue Raman che arriva in India, a Mumbai.

2. Gli Houthi hanno la capacità di colpire?

In questo contesto già ‘fragile’ al momento non è chiaro “se gli Houthi abbiano l’effettiva capacità marittima e soprattutto sottomarina” di sabotare i cavi, avendo loro condotto negli anni una guerra principalmente di terra. Ma in queste settimane “hanno dimostrato di avere una capacità missilistica maggiore rispetto a quella che pensavamo avessero”, ammette l’analista, secondo cui i dubbi in realtà riguardano ancora di più “la loro volontà di condurre questo tipo di attacchi”.

3. A chi sono indispensabili i cavi?

Questi cavi, sottolinea l’esperto, “sono indispensabili anche per gli apparati di governo e di difesa dei Paesi che si affacciano sul Mar Rosso e tra questi l’Iran, i Paesi del Golfo, l’India e la Cina. Viene difficile pensare che Teheran possa approvare questo tipo di comportamento o che possano tollerarlo altri Paesi le cui navi vengono ‘risparmiate’ dagli attacchi”. “Lo scorso anno è stata attivata la tratta terrestre del cavo BlueMed, che collega l’Italia con la Francia, la Grecia e vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo fino ad arrivare ad Aqaba in Giordania”, dice l’esperto dell’Ecfr, spiegando che entro la fine dell’anno dovrebbe essere operativo il segmento Blue Raman che arriva in India, a Mumbai.