Sabato 20 Aprile 2024

Ucraina, il vescovo di Odessa: "Negoziati impossibili con chi vuole distruggerci. Il Papa venga a vedere"

È salito a 21 morti il bilancio dell’attacco missilistico russo di venerdì scorso. Monsignor Šyrokoradjuk: questa guerra è necessaria, nessuno vuole arrendersi

Roma, 17 marzo 2024 – La comprensione non si nega a nessuno, figurarsi al Papa, ancor più se s’indossa l’abito talare, ma, "anche se capisco e apprezzo il suo sforzo per fermare la carneficina di soldati, noi ucraini non ci arrendiamo, non possiamo farlo". A Francesco il vescovo di Odessa, Stanislav Šyrokoradjuk (foto sotto), concede "di essere stato provocato dall’intervistatore svizzero che gli chiedeva della bandiera bianca", il presule rigetta poi con fermezza l’idea che "il Santo Padre sia un filoputiniano", per il resto, però, respinge qualsiasi ramoscello d’ulivo sul confitto con Mosca. "Negoziare? E con chi? Con gli assassini che ci hanno invaso?", le domande cadono retoriche prima dell’affondo: "Se il Papa fosse venuto in Ucraina, avrebbe avuto una visione più chiara di quello che sta succedendo". Intanto, nella Perla del Mar Nero, il bilancio dell’attacco missilistico di venerdì – tra i più pesanti delle ultime settimane – è salito a 21 morti.

Vescovo Šyrokoradjuk, a Odessa avete ripreso a contare le vittime a decine... .

"SÌ, i raid adesso continuano con una intensità".

Il vescovo Stanislav Šyrokoradjuk
Il vescovo Stanislav Šyrokoradjuk

Come vivete la situazione?

"È una guerra, siamo in guerra. Quando non ci sono gli attacchi, siamo contenti, durante i bombardamenti corriamo a nasconderci dove possiamo".

Che cosa pensa dell’appello del Papa per una negoziato con Mosca?

"Chi gli ha posto la domanda lo ha fatto in maniera provocatoria. Il male è nel quesito, non nella risposta che è stata indotta dall’intervistatore".

Si riferisce alla questione della bandiera bianca?

"Qui non c’è nessun ucraino che chiede di arrendersi. È una menzogna di chi ha fatto l’intervista".

Ma lei non pensa che in definitiva Bergoglio voglia solo evitare un ulteriore spargimento di sangue, anche di soldati e civili ucraini?

"SÌ, è chiaro quale sia il suo fine, questa è la missione del Papa".

E allora solo la guerra è benedetta ora come ora?

"Nessun conflitto è benedetto, noi siamo stati costretti a combattere. Questa guerra è necessaria, dobbiamo attraversarla, non abbiamo altra scelta. O ci siamo o non ci siamo piu".

Perché Kiev non intende negoziare un cessate il fuoco?

"Con chi dovremmo negoziare? Con gli assassini, con chi ci ha invaso e sta distruggendo il Paese? È assurdo".

Pensa che il rapporto fra il Papa e l’Ucraina sia compromesso?

"Assolutamente no. Gli ucraini rispettano il Pontefice, anche se sulla guerra certe sue dichiarazioni non sono state del tutto chiare o non le abbiamo condivise. Di certo gli fanno domande provocatorie".

Francesco è sospettato di essere filoputiano, lei che cosa ne pensa?

"Non condivido questa interpretazione. Dico che il Papa, se fosse venuto qui e avesse visto dal vivo gli orrori di Bucha e Irpin, avrebbe avuto una visione più chiara di quello che è successo e sta accadendo in Ucraina. Tuttavia non so se sarebbe cambiato l’andamento della situazione nel Paese".

Una sua visita in futuro che effetto avrebbe?

"Per noi sarebbe una benedizione".