Martedì 25 Giugno 2024
ALDO BAQUIS
Esteri

Il blitz dell’esercito israeliano. Liberati quattro ostaggi. Portata in salvo anche Noa, volto simbolo del 7 ottobre

L’operazione condotta nel campo profughi di Nuseirat. In azione anche una squadra americana. Rapita al Novafestival, la ragazza ha riabbracciato i genitori. Era il sogno della madre malata terminale. .

Il blitz dell’esercito israeliano. Liberati quattro ostaggi. Portata in salvo anche Noa, volto simbolo del 7 ottobre

Il blitz dell’esercito israeliano. Liberati quattro ostaggi. Portata in salvo anche Noa, volto simbolo del 7 ottobre

"Il diamante è nelle nostre mani": con queste parole, dopo due ore di trepidazione, il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato informato ieri dall’unità israeliana di antiterrorismo che pochi minuti prima, con un’operazione a rischio elevatissimo condotta in un affollato campo profughi di Gaza, erano stati tratti in salvo quattro ostaggi israeliani rapiti nel corso del rave nel deserto, il 7 ottobre scorso. Malgrado due ore di duri scontri a fuoco con i miliziani di Hamas, i quattro erano rimasti indenni e condotti in elicottero verso un ospedale di Tel Aviv. "La distanza fra il pieno successo ed un fallimento – ha poi detto Netanyahu, dopo averli accolti in ospedale – è quella di un capello. Inoltre Abbiamo pagato un caro prezzo". Nei combattimenti è infatti rimasto ucciso Arnon Zamora, il comandante di una delle due unità antiterrorismo entrate in azione simultaneamente alle 11 di mattina in due palazzine del campo profughi di Nusseirat, nel centro della Striscia.

Il 7 ottobre i quattro – Noa Argamani (26), Almog Meir (22), Shlomi Ziv (39) ,Andrei Kuzlov (27), cittadino russo – erano stati catturati da Hamas mentre partecipavano al festival musicale Nova vicino al Kibbuz Reim. L’immagine spaventata di Noa mentre veniva trascinata da miliziani di Hamas in motocicletta fuori dall’area del festival aveva fatto il giro del mondo.

"Non uccidetemi", erano state le sue ultime parole prima di essere trascinata via dai miliziani insieme con il fidanzato. A gennaio Hamas aveva divulgato un breve filmato di lei, e poi – a fine maggio – un secondo filmato in cui (su istruzione dell’ala militare di Hamas) implorava il governo israeliano di non lasciarla morire in prigionia. Ieri, nell’ospedale Sheba di Tel Aviv, si è sciolta nell’abbraccio del padre, che appunto festeggiava il compleanno. Poi è stata condotta dalla madre Liora, una donna cinese sofferente di un tumore in fase avanzata che in questi mesi aveva espresso un solo desiderio: rivedere la figlia almeno un’ultima volta. AI propri cari Noa ha raccontato che la casa da cui è stata salvata apparteneva ad una famiglia abbastanza benestante di Gaza. Ha spiegato che le hanno dato del cibo quando lei lo aveva chiesto e che ha imparato un po’ di arabo con la famiglia palestinese.

In Israele la notizia della liberazione dei quattro ha suscitato un’ondata spontanea di entusiasmo. Nelle spiagge e nelle piscine i bagnini hanno aggiornato il pubblico delle ultime, notizie. In molte strade si sono visti gruppi di persone giubilanti. Altri hanno provveduto ad appendere cartelli con aggiornamenti alle uscite delle sinagoghe, in quanto durante il riposo sabbatico i religiosi non accendono radio e tv. La operazione di salvataggio dei quattro ostaggi (altri 120 sono ancora nelle mani di Hamas) era stata progettata da mesi, e tre volte annullata perché ritenuta troppo azzardata. Nell’ultima fase, quella scattata ieri, hanno preso parte 700 militar.

L’intelligence era riuscita a localizzare Noa, in una stanza di una palazzina di alcuni piani a Nusseirat, e gli altri tre ostaggi in un edificio distante 200 metri. Il blitz doveva essere necessariamente simultaneo, per non mettere in allarme i guardiani di Hamas. "Ho sentito colpi alla porta. In ebraico mi hanno detto: ‘Siamo Tsahal’ (l’esercito israeliano, ndr) e subito hanno fatto irruzione’". Questa fase è stata fulminea. Uccisi i guardiani di Hamas, Noa è stata condotta su un elicottero in attesa nelle vicinanze per essere portata a Tel Aviv. Anche una cellula americana ha contributo alla riuscita del blitz, come rivela la Cnn. A proposito, Hamas ha minacciato ritorsioni sul ponte mobile predisposto dagli Usa per portare aiuti nella Striscia di Gaza. E sempre i miliziani forniscono una loro versione dell’operazione militare di Tel Aviv: alcuni ostaggi sarebbero morti nel corso dello scontro a fuoco.