Hong Kong, 12 giugno 2019 - Sale la tensione a Hong Kong, dove il parlamento ha rinviato l'inizio dell'esame della controversa legge sulle estradizioni, che permetterebbe la consegna di fuggitivi anche a Paesi con cui non è in vigore un trattato in questo campo (tra cui la Cina). Migliaia i manifestanti scesi in piazza, alcuni dei quali sono entrati nella sede del Parlamento, poi respinti dalla polizia antisomossa che ha sparato all'interno dell'edificio gas lacrimogeni e fumogeni. Il bilancio provvisorio è di venti feriti tra agenti e dimostranti. 

POLIZIA: "È UNA RIVOLTA" - Secondo il South China Morning Post, alcuni membri dell'assemblea hanno fornito fazzoletti e acqua alle persone ferite dal gas. Il capo della polizia ha reso noto che gli scontri sono stati classificati come "rivolta". "Non abbiamo avuto altra scelta che usare armi per impedire a questi dimostranti di travolgere le nostre linee difensive", ha sottolineato il capo della polizia di Hong Kong. Una dichiarazione che avrà gravi implicazioni per tutti coloro che saranno arrestati: potrebbe portare a condanne fino a 10 anni di prigione.

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PECHINO SOSTIENE HONG KONG - Intanto, Pechino continua a sostenere con forza il governo di Hong Kong. Il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang ha affermato che qualsiasi azione che danneggi la città è "osteggiata dalla pubblica opinione locale". Geng, nella conferenza stampa quotidiana, ha sollecitato gli Usa a parlare e ad agire con cautela su Hong Kong. 

CROLLA LA BORSA - Le proteste affondano il listino di Hong Kong. L'indice Hang Seng ha ceduto l'1,73% in chiusura dopo essere arrivato a perdere anche oltre il 2%. Male anche la Borsa di Shenzhen, seconda piazza cinese per capitalizzazione, con l'indice principale giù dello 0,64%.