Yemen, Usa e Gb attaccano gli Houthi che lanciano un missile antinave. Ue verso missione navale nel Mar Rosso: ipotesi 3 navi

I ribelli: "73 raid e 5 morti, pagheranno caro”. Colpiti aeroporti, strutture militari e una base vicino Sana’a. Biden: “Pronti a ulteriori misure”. Accuse della Russia. Prezzo del petrolio in rally. Fonti di Palazzo Chigi: “Mai chiesto all’Italia di partecipare”. L’Egitto: “Escalation pericolosa. Subito cessate il fuoco”

Roma, 12 gennaio 2024 – Usa e Gran Bretagna hanno lanciato nella notte attacchi contro postazioni degli Houthi in Yemen dopo che i miliziani hanno sfidato il monito a non intralciare il commercio internazionale sul Mar Rosso, una rotta chiave tra Europa e Asia, in supporto alla causa palestinese. E sale ancora la tensione tra le cancellerie internazionali, con Russia e Turchia che si scagliano contro l’operazione.

Raid aerei Usa e Gb in Yemen (foto via Twitter)
Raid aerei Usa e Gb in Yemen (foto via Twitter)

“Oggi, su mio ordine, le forze militari statunitensi, insieme al Regno Unito e con il sostegno di Australia, Bahrein, Canada e Olanda, hanno condotto con successo attacchi contro una serie di obiettivi nello Yemen utilizzati dai ribelli Houthi per mettere a repentaglio la libertà di navigazione in uno dei corsi d'acqua più vitali del mondo”. É il messaggio di Joe Biden diffuso in una nota per spiegare che questa è la “risposta diretta agli attacchi Houthi” e che non esiterà "a prendere ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e il libero flusso del commercio internazionale, se necessario”. Il premier britannico Rishi Sunak ha detto che è stato inviato “un segnale forte” contro gli attacchi dei ribelli.

Pesanti attacchi aerei e missilistici hanno colpito aeroporti e strutture militari nello Yemen. La conferma arriva anche dai media ufficiali Houthi, secondo cui nel mirino di inglesi e americani sono finiti una base aerea vicino a Sana'a, gli aeroporti di Taez, Hodeida e Abs e un campo militare vicino a Saada. "Il nostro Paese è stato sottoposto ad una massiccia aggressione da parte di navi, sottomarini e aerei da guerra", ha detto il viceministro degli Esteri dei ribelli filoirniani, Hussein Al-Ezzi: "L'America e la Gran Bretagna devono prepararsi a pagare un prezzo pesante e a sopportare tutte le terribili conseguenze di questa palese aggressione".

Intanto proseguono i bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza anche durante l'udienza a L'Aja sulle accuse di crimini di guerra, mentre non cessano gli sforzi diplomatici per un cessate il fuoco.

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Joe Biden ha detto di non ritenere che gli attacchi aerei americani e britannici sui ribelli Houthi dello Yemen abbiano causato vittime civili. «Non credo che ci siano vittime civili e questo è un altro motivo per cui è stato un successo», ha detto Biden ai giornalisti in Pennsylvania, dove si trova per un evento elettorale. 

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Usa: "Gli Houthi hanno lanciato un missile antinave"

Gli Houthi hanno lanciato un missile antinave dopo gli attacchi di ieri. Lo ha detto un generale Usa

18:54
Usa: "Non cerchiamo conflitto con l'Iran"

li Stati Uniti "non cercano un conflitto con l'Iran". A dichiararlo, commentando per la Mnsbc i raid notturni americani e britannici su postazioni Houthi, è stato John Kirby, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. "Non stiamo cercando un'escalation e non c'è motivo per cui debba intensificarsi oltre quello che è successo negli ultimi giorni", ha aggiunto, sottolineando che sono stati gli Houthi "ad aver provocato una escalation".

18:18
Biden pronto a ok per nuovo attacco agli Houthi

Se ci saranno altri attacchi da parte degli Houthi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden "non esiterebbe ad ordinare altre operazioni per difendere le nostre truppe e le nostre attività commerciali". Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One.

17:21
Egitto: "Escalation pericolosa. Subito cessate il fuoco"

L'Egitto ha espresso, in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri, "la sua profonda preoccupazione per l'escalation delle operazioni militari nella regione del Mar Rosso e i raid aerei effettuati contro diverse aree della Repubblica dello Yemen, chiedendo sforzi concertati a livello internazionale e regionale per allentare la tensione e ridurre l'instabilità nella regione, compresa la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso". Il Cairo chiede dunque un immediato "cessate il fuoco globale e la fine della guerra in corso contro i civili palestinesi". 

16:21
Casa Bianca: "Non vogliamo un conflitto con l'Iran"

Gli Stati Uniti "non cercano un conflitto con l'Iran". Lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby in un'intervista a Msnbc. "Non cerchiamo un conflitto con l'Iran, non cerchiamo un'escalation e non c'è ragione per un'escalation al di là di quanto accaduto negli ultimi giorni", ha spiegato Kirby.

16:00
Agenzia Gb: "Incidente vicino allo Yemen". Missile contro una nave 

L'agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto) ha ricevuto la segnalazione di un "incidente" nel Mar Rosso vicino allo Yemen. Lo riporta Sky News. L'incidente è avvenuto a 90 miglia nautiche a sud-est di Aden, ha affermato l'Ukmto in una nota secondo cui "le autorità stanno indagando". Si consiglia alle navi di "transitare con cautela" e di segnalare qualsiasi 'attività sospetta' all'agenzia, conclude il comunicato. Il comandante di una nave in navigazione nel Mar Rosso, a 90 miglia a Sud Est di Aden, "ha riferito di un missile caduto in acqua a 400-500 metri di distanza e seguito da tre piccole imbarcazioni": lo ha reso noto la United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto) sul suo sito web, senza precisare il nome della nave e aggiungendo che «il comandante ha riferito che non ci sono vittime o danni e che sta procedendo vero il prossimo porto» di destinazione.

13:07
L'Ue verso missione navale nel Mar Rosso: ipotesi invio di 3 navi 

Il Servizio di Azione Esterna dell'Unione Europea (EEAS) ha presentato, a quanto si apprende, la sua proposta di missione blustellata nel Mar Rosso a difesa del commercio internazionale ai 27 Paesi membri dell'Ue, in cui si propone il dislocamento di "almeno tre cacciatorpediniere o fregate antiaeree con capacità multi-missione" per almeno "un anno". La proposta, presentata prima degli attacchi di Usa e Regno Unito in Yemen, nota che "le dimensioni esatte e la composizione dell'operazione saranno soggette a ulteriori pianificazioni operative" - il dubbio è che la missione Ue, per come è stata concepita, sia nata 'vecchia'. La Spagna ha fatto sapere che non parteciperà.

11:56
Mai chiesto all'Italia di partecipare ai bombardamenti, il governo non ha firmato

All'Italia è stato chiesto di sottoscrivere la dichiarazione congiunta con Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi alleati (che il governo di Roma non ha firmato) ma non è mai stato chiesto di partecipare ai bombardamenti in Yemen. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. "Lavoriamo - spiegano le stesse fonti - per mantenere bassa la tensione nel Mar Rosso e siamo impegnati nella coalizione europea per garantire libera circolazione delle navi nell'area".

11:40
Erdogan: "Vogliono un bagno di sangue nel Mar Rosso"

"Tutte queste azioni rappresentano un uso sproporzionato della forza". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in riferimento agli attacchi di Usa e Gran Bretagna contro gli Houthi in Yemen. "Vogliono un bagno di sangue nel Mar Rosso", ha aggiunto il leader turco in un discorso trasmesso dalla tv di Stato Trt dopo avere partecipato alla preghiera del venerdì in una moschea di Istanbul. 

11:02
Nato: "Attacchi in Yemen sono difensivi"

La Nato afferma che gli attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Gran Bretagna contro i ribelli Houthi in Yemen sono stati "difensivi", invitando i ribelli a fermare i loro attacchi. "Questi attacchi erano difensivi e miravano a preservare la libertà di navigazione in una delle rotte marittime più importanti del mondo", ha detto Dylan White, portavoce dell'Alleanza. "Gli attacchi degli Houthi devono finire", ha aggiunto. 

10:49
Prezzi del petrolio in rally

Prezzi del petrolio in rally: il mercato che teme un'escalation delle tensioni in Medio Oriente in seguito agli attacchi aerei, che potrebbero portare a interruzioni nelle forniture di petrolio. Il Brent sale del 3,19% a 79,88 dollari al barile avvicinandosi alla soglia degli 80 dollari mentre i future sul WTI segnano un rialzo del 3,37% e passano di mano a 74,45 dollari al barile. 

09:01
Houthi: "73 raid contro lo Yemen hanno provocato 5 morti e 6 feriti"

"Il nemico americano-britannico, nel quadro del suo sostegno al prosieguo del crimine israeliano a Gaza, ha lanciato una brutale aggressione contro la Repubblica dello Yemen con 73 raid che hanno preso di mira la capitale Sana'a e i governatorati di Hodeidah, Taiz, Hajjah e Saada. I raid hanno provocato la morte di cinque martiri e il ferimento di altri sei appartenenti alle nostre forze armate". Così in una nota il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saria. 

 

08:42
Regno Unito: "Non sono pianificati nuovi raid in Yemen"

La Gran Bretagna non prevede a breve di effettuare nuovi raid contro obiettivi degli Houthi in Yemen dopo quelli della scorsa notte condotti insieme agli Stati Uniti. Lo ha sottolineato James Heappey, ministro di Stato per le Forze armate del Regno Unito, in un'intervista alla Bbc.  "Non ne sono pianificati a breve e questo è un punto importante. Quella della scorsa notte è stata una risposta limitata, proporzionata e necessaria", ha dichiarato Heappey, rispondendo alla domanda su possibili ulteriori missioni militari in Yemen. 

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08:02
Cina preoccupata: "Evitare allargamento del conflitto" 

La Cina ha espresso "preoccupazione" per gli attacchi coordinati effettuati nella notte da Usa e Gran Bretagna contro i ribelli Houthi nello Yemen. È quanto ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, sollecitando "tutte le parti ad evitare che il conflitto possa espandersi". Pechino, ha aggiunto Mao nel briefing quotidiano, "è preoccupata per l'escalation delle tensioni nel mar Rosso e invita le parti rilevanti a mantenere la calma e ad esercitare moderazione per prevenire un ulteriore allargamento del conflitto".

07:46
Hamas: "Provocazione contro i palestinesi che avrà conseguenze"

"Questa aggressione indica la decisione di espandere l'area del conflitto al di fuori della Striscia. Questo avrà delle conseguenze". Lo ha detto, citato dai media, l'esponente di Hamas, Sami Abu Zhouri, riferendosi all'azione militare anglo-americana nello Yemen. "L'aggressione degli Usa e della Gran Bretagna contro settori dell'esercito yemenita, perché si è schierato con Gaza, è - ha sottolineato - una provocazione contro la nazione palestinese". 

07:22
Russia accusa Usa e Gb: "Attacchi distruttivi che portano a un'escalation"

La portavoce diplomatica della Russia ha condannato gli attacchi notturni condotti dagli Stati Uniti e dal Regno Unito contro i ribelli Houthi nello Yemen, denunciando una misura che porta a una "escalation" e ha "obiettivi distruttivi". "Gli attacchi statunitensi in Yemen sono l'ennesimo esempio della distorsione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU da parte degli anglosassoni e del totale disprezzo per il diritto internazionale in nome dell'escalation della situazione nella regione per raggiungere i loro obiettivi distruttivi", ha scritto Maria Zakharova su Telegram.

07:10
Video degli attacchi di Usa e Gb in Yemen 

 

06:58
Aviazione Usa: colpiti oltre 60 obiettivi in 16 località dello Yemen

Sono oltre 60 gli "obiettivi" colpiti in 16 località dello Yemen in raid delle forze americane e britanniche. Nel mirino, ha riferito l'aviazione militare degli Stati Uniti, anche centri di comando, depositi di munizioni, sistemi di lancio e radar. Stando alla comunicazione, i siti sarebbero stati utilizzati dai ribelli Houthi, al potere nella capitale Sana'a e in altre zone del Paese, anche per operazioni contro navi in transito nel mar Rosso. "Restiamo impegnati con i nostri partner chiave del Medio Oriente per la difesa dai gruppi armati sostenuti dall'Iran, compresi i militanti Houthi, e dalla minaccia che pongono alla sicurezza e alla stabilità regionale", ha detto il generale Alex Grynkewich, comandante centrale dell'aviazione americana.

06:40
Attacco in Yemen, il video del Comando Usa

 

06:28
Arabia Saudita: "Mantenere la sicurezza ma evitare un'escalation"

L'Arabia Saudita ha chiesto di "evitare un'escalation" alla luce degli attacchi aerei lanciati da Stati Uniti e dalla Gran Bretagna contro siti legati al movimento dei ribelli yemeniti Houthi, ha detto il ministero degli Esteri del regno. L'Arabia Saudita sta monitorando da vicino la situazione con "grande preoccupazione", ha affermato il ministero degli Esteri in una nota. "Il Regno sottolinea l'importanza di mantenere la sicurezza e la stabilità della regione del Mar Rosso, poiché la libertà di navigazione in essa è una richiesta internazionale", ha aggiunto il ministero. 

06:24
Hezbollah: "Aggressione americana complice delle tragedie commesse a Gaza"

"L'aggressione americana conferma ancora una volta che gli Stati Uniti sono partner a pieno titolo nelle tragedie e nei massacri commessi dal nemico sionista a Gaza e nella regione", ha affermato in un comunicato Hezbollah dopo i raid degli Stati uniti e del Regno unito contro i ribelli yemeniti Houthi.

06:17
Oggi riunione urgente del Consiglio sicurezza Onu chiesta dalla Russia

La Russia ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per venerdì in relazione agli attacchi USA-Regno Unito contro lo Yemen, ha dichiarato la Missione permanente russa presso le Nazioni Unite. La missione ha dichiarato all'agenzia di stampa russa Tass che la riunione è prevista per le 10 a New York (le 16 in Italia). Mercoledì scorso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha chiesto agli Houthi dello Yemen di porre immediatamente fine ai loro attacchi alle navi nel Mar Rosso. La Russia e la Cina - membri permanenti del Consiglio - si sono astenute dal voto su tale risoluzione, insieme ad Algeria e Mozambico, mentre 11 nazioni hanno votato a favore.

06:10
Iran: "Attacchi in Yemen violano la sovranità territoriale"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, afferma che l'Iran "condanna fermamente" gli attacchi aerei statunitensi e britannici nelle aree dello Yemen controllate dagli 
Houthi, riferisce Nournews citata dal Times of Israel. "La consideriamo una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dello Yemen, nonché una violazione delle leggi, dei regolamenti e dei diritti internazionali", aggiunge Kanaani. Questi attacchi "arbitrari", sottolinea ancora, "faranno solo che aumentare l'insicurezza e l'instabilità nella regione. Mentre il regime sionista continua a compiere i suoi crimini di guerra e attacchi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno cercando di ampliare il loro sostegno al regime sionista".

05:30
Media: la Russia chiede una riounione del Consiglio di sicurezza Onu

La Russia avrebbe chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu dopo il raid Usa-Gb in Yemen contro basi dei ribelli Houthi. Lo afferma al Jazeera citando finti diplomatica. Il Cremlino, in particolare, avrebbe mandato un messaggio ai membri del Consiglio di sicurezza, affermando che l'attacco in Yemen sarebbe una violazione dei principi della carta della Nazioni unite.

03:04
Houthi: "Continueremo ad attaccare le navi legate a Israele"

Gli Houthi "continueranno a prendere di mira le navi legate a Israele nel Mar Rosso". A dirlo è un portavoce dei ribelli. "Affermiamo che non c'è assolutamente alcuna giustificazione per questa aggressione contro lo Yemen, poiché non c'era alcuna minaccia alla navigazione internazionale nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, e gli attacchi hanno colpito e continueranno a colpire le navi israeliane o quelle dirette ai porti della Palestina occupata", scrive Mohammed Abdulsalam su "X". 

00:45
Coalizione Usa-Gb: "L'obiettivo è la stabilità nel Mar Rosso"

"Il nostro obiettivo resta quello di allentare le tensioni e ripristinare la stabilità nel Mar Rosso", spiega la dichiarazione congiunta che coinvolge Stati Uniti, Australia, Bahrein, Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Regno Unito dopo l'attacco aereo contro basi Houthi in Yemen svolto nella notte.