Gli Houthi risponderanno al fuoco di Usa e Gran Bretagna? Cosa potrebbe succedere

Parla l’analista Farea al-Muslimi: "Sono più esperti, preparati e attrezzati di quanto chiunque realmente ammetta. Per lo Yemen i raid della scorsa notte hanno valore prettamente simbolico”

Roma, 12 gennaio 2024 – Il governo yemenita sostenuto dalla Repubblica Islamica dell’Iran darà fuoco alle polveri? Secondo l’analista, Farea al-Muslimi, research fellow nel Programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, la reazione ai bombardamenti condotti la notte scorsa da Stati Uniti e Regno Unito contro le postazioni degli Houthi in Yemen probabilmente si concretizzerà in “un’espansione dei loro attacchi alle navi e alle basi statunitensi e britanniche nella penisola arabica”.  Una previsione che alimenterebbe il timore di un'estensione del conflitto a Gaza (gli attacchi degli Houthi si inseriscono nella guerra contro Israele) a partire dalle acque del Mar Rosso, prima che dal fronte libanese, anch’esso sotto attenta osservazione. 

Houthi (Ansa)
Houthi (Ansa)

Gli Houthi, infatti, ormai “dispongono di missili, armi e tecnologia che gli consentono facilmente di raggiungere queste basi nel Golfo". Secondo l’esperto i raid condotti sullo Yemen contro gli obiettivi degli Houthi hanno valore pressoché "simbolico" e non hanno “scalfito” minimamente le importanti capacità militari del gruppo affiliato all’Iran. 

“Le aree ed i siti militari presi di mira – spiega Al-Muslimi – sono in realtà inezie" nel contesto più ampio delle capacità militari degli Houthi, in particolare per quanto riguarda le armi per gli attacchi via mare. "Sono più esperti, più preparati e più attrezzati di quanto chiunque realmente ammetta", prosegue l'analista, che non si dice sorpreso dai raid in quanto arrivano dopo che gli Houthi si sono "spinti oltre" nel Mar Rosso, ignorando "tutte le richieste per calmare la situazione, inclusa una lettera formale privata inviata recentemente alla leadership del gruppo dal Regno Unito per conto del comunità internazionale”.

Quanto al ruolo dell'Iran, "non è chiaro" al momento come risponderà, ma Teheran "sicuramente preferisce mantenere gli Houthi come utili capri espiatori mentre cerca di salvare il jolly di cui dispone: Hezbollah", ritiene l'analista, evidenziando che dall’attacco di Hamas contro Israele dello scorso 7 ottobre gli iraniani "si sono accontentati di osservare da lontano".