Venerdì 12 Aprile 2024

Guerra a Gaza, Netanyahu: “Entriamo a Rafah anche se Hamas libera gli ostaggi. Elezioni? Tra qualche anno”

NYT: “C’è Israele dietro gli attacchi a gasdotti in Iran”. Tel Aviv: “Arrestati 100 sospettati di terrorismo”. Colloquio tra la vicepresidente Usa e il presidente israeliano: si è parlato anche della pianificazione per la Striscia post-bellica. Ancora operazioni nell’ospedale Nasser. Bombardata nella notte la Siria

Roma, 17 febbraio 2024 – Israele – scrive il New York Times – ha portato a termine attacchi segreti contro due importanti gasdotti in Iran. La notizia arriva mentre proseguono le operazioni nell’ospedale Nasser di Kahn Yunis – nel sud della Striscia – dove sono stati “arrestati circa 100 sospettati di attività terroristica”. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui l'operazione “si basa su informazioni dell'intelligence in base alle quali Hamas conduce la sua attività di terrore all'interno dell'ospedale stesso”. Attorno alla zona dell'ospedale, inoltre, sono stati “uccisi terroristi”. 

Israele fa sapere che nella notte è stata bombardata la Siria, azione di risposta ai razzi. Mentre il presidente brasiliano Lula è tornato sulla risposta di Israele ad Hamas, definita “sproporzionata”. Intanto, l'amministrazione Biden si appresterebbe a inviare bombe e altri armamenti a Israele nonostante gli Stati Uniti spingano per un cessate il fuoco nel conflitto a Gaza. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita funzionari ed ex funzionari americani. Parallelamente proseguono gli sforzi diplomatici. La vicepresidente di Biden, Kamala Harris, ha incontrato a Monaco il presidente israeliano Isaac Herzog in occasione della Conferenza sulla sicurezza dove si è parlato anche della pianificazione per la Gaza post-bellica.

Guerra a Gaza (Ansa)
Guerra a Gaza (Ansa)

Le news in diretta 

19:07
Netanyahu: "Elezioni? Tra qualche anno"

"L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento sono le elezioni", lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. Affermando che andare al voto ora dividerebbe il Paese e favorirebbe Hamas. "Esorto tutti ad aspettare con pazienza".
 

19:06
Netanyahu: "Azione a Rafah dopo evacuazione civili"

Netanyahu, parlando in una conferenza stampa, ha affermato che "Israele combattera' fino alla vittoria completa. Cio' include anche l'azione a Rafah. Naturalmente, dopo aver consentito ai civili nelle zone di combattimento di evacuare in aree sicure".

19:06
Netanyahu: "Entreremo a Rafah anche con la liberazione degli ostaggi"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che chi chiede a Israele di non intraprendere azioni militari a Rafah sta chiedendo al Paese di "perdere la guerra" contro Hamas. Il premier israeliano ha aggiunto che le truppe entreranno a Rafah indipendentemente dal fatto che sia stato concordato un rilascio di ostaggi. "Anche se lo raggiungiamo, entreremo a Rafah".

16:20
G7, preoccupati per il rischio di escalation tra Hezbollah e Israele

Il G7 è “particolarmente preoccupato per la situazione lungo la Blue Line e per il rischio di escalation tra Hezbollah e Israele”. E’ quanto si legge nella nota della presidenza italiana del gruppo dopo la riunione a Monaco dei ministri degli Esteri guidati da Antonio Tajani, nella quale si sottolinea che “i membri del G7 stanno lavorando intensamente - insieme ai partner della regione - per evitare che il conflitto si aggravi ulteriormente e si diffonda maggiormente”, esortando “tutte le parti coinvolte a dar prova di moderazione e a lavorare per la de-escalation”.

14:20
New York Times: "C'è Israele dietro gli attacchi a due gasdotti iraniani"

Israele ha effettuato attacchi segreti contro due importanti gasdotti all’interno dell’Iran, interrompendo il flusso di calore e gas da cucina verso province con milioni di persone: lo scrive il New York Times citando due funzionari occidentali e uno stratega militare affiliato al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

11:57
Lula: "Sproporzionata la risposta di Israele ad Hamas"

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è tornato a criticare Israele per la risposta "sproporzionata" agli attacchi di Hamas. "Essere un umanista significa anche respingere la risposta sproporzionata di Israele, che ha ucciso quasi 30.000 palestinesi a Gaza, la stragrande maggioranza dei quali donne e bambini, e ha causato lo sfollamento forzato di oltre l’80% della popolazione", ha detto il leader progressista al vertice dell’Unione africana a Addis Abeba. Prima del suo discorso, Lula - che ha chiesto ancora una volta la creazione di uno Stato palestinese riconosciuto dall’Onu - ha incontrato il premier dell’Autorità palestinese, Mohammad Shtayyeh, per discutere della situazione nella Striscia di Gaza. Il capo dello Stato brasiliano avrebbe dovuto vedersi anche con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ma quest’ultimo alla fine ha annullato il suo viaggio in Etiopia. 

10:29
Ministero della sanità di Gaza: 28.858 palestinesi uccisi nella Striscia

Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha detto che almeno 28.858 persone sono state uccise nella Striscia nel corso del conflitto con Israele. Il comunicato aggiunge che i feriti tra i palestinesi sono 68.667.

10:11
Conferenza di Monaco,Scholz: “Gaza può contare su Ue e Usa” 

Il popolo di Gaza “può contare sull’Ue e sugli Stati Uniti”: lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ribadendo il sostegno della Germania a una soluzione a due Stati. Scholz ha aggiunto che “gli aiuti umanitari devono raggiungere Gaza” e ha esortato Israele ad “agire in conformità con il diritto internazionale”. 

09:31
Suonano le sirene ad Ashkelon, intercettato un missile

Le sirene sono risuonate nella zona di Ashkelon, in Israele, a nord della Striscia di Gaza, e un missile e’ stato intercettato. Lo ha riferito il municipio, precisando che non sono stati registrati feriti o danni.

08:43
Israele, nella notte bombardata la Siria in risposta ai razzi

Nella notte l’artiglieria israeliana ha bombardato siti in Siria, in risposta a razzi lanciati verso le alture di Golan. Lo hanno riferito le forze armate israeliane, aggiungendo che raid aerei hanno anche colpito un deposito di munizioni dell’esercito siriano nella zona di Mahajjah.

07:50
Operazioni nell'ospedale Nasser: arrestati almeno 100 sospettati di attività terroristica 

Truppe israeliane continuano ad operare nell'ospedale Nasser di Kahn Yunis - nel sud della Striscia - dove hanno "arrestato circa 100 sospettati di attività terroristica". Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui l'operazione "si basa su informazioni dell'intelligence in base alle quali Hamas conduce la sua attività di terrore all'interno dell'ospedale stesso". Attorno alla zona dell'ospedale, inoltre, sono stati "uccisi terroristi". Le operazioni continuano anche nel resto della città e nel centro della Striscia. 

07:32
Media: "Usa verso invio di bombe e armi a Israele"

L'Amministrazione Biden si appresterebbe a inviare bombe e altri armamenti a Israele nonostante gli Stati Uniti spingano per un cessate il fuoco nel conflitto a Gaza. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita funzionari ed ex funzionari americani. Secondo le fonti del giornale, la possibile fornitura - ancora sotto revisione interna e con dettagli che potrebbero cambiare - includerebbe tra l'altro circa un migliaio di bombe Mk-82 e kit Kmu-572. Tutto per un valore stimato in decine di milioni di dollari. 

06:00
Colloquio tra Herzog e Kamala Harris

Il futuro di Gaza dopo la fine della guerra tra Hamas e Israele è stato al centro di un colloquio che la vicepresidente statunitense, Kamala Harris, ha avuto con il presidente israeliano Herzog a margine del vertice di Monaco sulla sicurezza. "Gli ho ribadito il nostro impegno a riportare a casa gli ostaggi tenuti da Hamas e a garantire la sicurezza di Israele" ha scritto Harris su X. "Abbiamo discusso degli sforzi per ottenere una pausa prolungata nei combattimenti, dell'importanza di aumentare l'assistenza umanitaria e della continua pianificazione per la Gaza post-bellica". La vicepresidente ha anche incontrato il primo ministro iracheno Al-Sudani al quale ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti a sostenere il Paese nel raggiungimento di un futuro sicuro e stabile per il suo popolo e riaffermato la partnership duratura e il reciproco interesse per un Medio Oriente prospero e interconnesso.