Sabato 20 Luglio 2024

Cos’è il G7: il significato, chi partecipa e quale è la sua storia

L’incontro nacque nel 1975 per discutere di problematiche finanziarie. Oggi serve ad affrontare tutti i grandi temi globali

Roma, 13 giugno 2024 – I grandi della Terra in un piccolo borgo della Puglia: inizia oggi uno degli eventi internazionali più attesi e importanti dell’anno: il meeting del G7. L’incontro, fra i capi di stato o di governo delle sette economie più grandi e forti del globo, quest’anno si tiene in Italia, in Puglia. Il nostro paese detiene anche la presidenza del G7. Ma cos’è il G7? E quale è la storia di questo incontro?

La storia

L’idea di tenere un vertice, più o meno formale, fra i capi di stato delle maggiori potenze democratiche e capitaliste fu dell’allora presidente della Repubblica Francese, Valéry Giscard d'Estaing. Era il 1975 e i paesi industrializzati soffrivano ancora gli effetti della crisi petrolifera del 1973. Il presidente francese pensò allora a organizzare un meeting informale per discutere dei grandi temi mondiali con i governanti delle maggiori economie e potenze mondiali. L’intento era quello di coordinarsi meglio per rispondere alle problematiche generate dalla crisi del petrolio. 

Foto storica del primo G7
Foto storica del primo G7

Nel 1975 Valéry Giscard d'Estaing invitò a Rambouillet i leader di cinque nazioni: Stati Uniti, Germania Ovest, Italia, Regno Unito e Giappone. A questo primo incontro presero parte l’allora cancelliere tedesco, Helmut Schmidt, il presidente USA, Gerald Ford, il premier italiano, Aldo Moro e i suoi omologhi di Giappone e Regno Unito: Takeo Miki e Harold Wilson. In quella occasione fu deciso di rendere stabile e annuale questo incontro e nel 1976 vi fu ammesso il Canada. Fu in quel momento che nacque il G7: per gruppo dei sette si intendono le maggiori economie europee e gli USA più il Canada. Dal 1977 partecipano ai lavori del Gruppo anche i rappresentanti della Comunità Economica Europea, oggi Unione Europea. L’UE non assume la Presidenza di turno del G7.

Nel 1994 il Gruppo dei sette si espanse e divenne G8: ad entrarvi fu la Federazione Russa, nata dopo la dissoluzione dell’URSS nel 1991. Il presidente russo, allora Boris Yeltsin, venne invitato, prima come osservatore esterno e poi nel 1997 divenne un membro effettivo del gruppo e prese parte attiva alle discussioni. Il G8 però era destinato a tornare G7: nel 2014, in seguito all’annessione illegale della Crimea, la Russia fu sospesa. Tre anni dopo fu lo stesso Putin a dichiarare che il suo paese non avrebbe più preso parte all’evento.

Negli anni G7 ha progressivamente ampliato i suoi obiettivi e funzioni. Nato come incontro ad hoc per discutere le sfide finanziarie, si è trasformato in una sede più formale, adatta a discutere delle grandi sfide globali. Questa evoluzione è diventata ancora più evidente all’inizio del nuovo millennio, quando il G7, proprio per poter trattare al meglio temi così complessi, ha dato il via alle prime riunioni ministeriali tematiche.

Il funzionamento

Il G7 non è una organizzazione internazionale e quindi non ha una struttura permanente. Ogni anno, a partire dal 1° gennaio, uno degli Stati membri assume la guida del Gruppo. La nazione che detiene la presidenza funge da segretariato temporaneo e si incarica di organizzare e ospitare i lavori del Gruppo e il Vertice dei Leader. Soprattutto, la presidenza svolge un ruolo fondamentale nella definizione dell’agenda e nell’individuazione delle priorità. Il 1° gennaio 2024 l’Italia ha assunto la Presidenza per la settima volta nella sua storia, succedendo al Giappone, e la cederà al Canada il 31 dicembre 2024. Al vertice, il momento centrale di ogni G7, partecipano i Capi di Stato e di Governo dei sette Stati membri, i Presidenti del Consiglio e della Commissione per l’Unione Europea, nonché gli Stati che non fanno parte del Gruppo e le Organizzazioni Internazionali invitati dalla Presidenza.

I vertici sono preparati dagli sherpa, i rappresentanti personali dei Capi di Stato e di Governo che si occupano di seguire i negoziati e di redigere il comunicato finale che chiude il vertice. Questi comunicati, e in generale le decisioni del G7, esercitano un’influenza significativa sulla governance globale e sui suoi processi decisionali. Dal 1998 il Gruppo si riunisce anche a livello ministeriale per affrontare delle tematiche specifiche.